Ricorso in corso

Galeotta fu la croce il 16 e 17 ottobre 2011, in quei fatidici giorni in cui bisognava decidere le sorti politiche della nostra terra. 10.650 voti. 10.650 cittadini che hanno creduto in noi, che hanno voluto scommettere su qualcosa di nuovo, sulla forza del movimento e del cambiamento, sulle nostre facce sconosciute ma pulite.

Un risultato incredibile e commovente, che francamente non ci aspettavamo. Ma nell’istante immediatamente successivo, senza neppure aver potuto gustare il dolce sapore dell’agognato risultato, la delusione arriva inesorabile come l’alta marea: nessun consigliere regionale per il MoVimento 5 Stelle. Dove risiede l’inghippo? In una croce, una misera croce. La corretta manifestazione della volontà di voto prevede l’apposizione di due croci, una sul simbolo relativo al proporzionale l’altro riferito al maggioritario. Mancano all’appello poche centinaia di croci sul proporzionale, anche nei casi in cui non siano state apposte altre croci per esprimere una preferenza verso le altre liste regionali. Errore nostro di comunicazione, sottovalutazione dell’importanza della divulgazione precisa della modalità di voto? Probabilmente avrà influito anche questo. Resta comunque il dato amaro: 10.650 cittadini destinati a rimanere senza rappresentanza. È questo un sistema elettorale che tuteli la democrazia e i cittadini?

Il principio di salvaguardia della validità del voto, contenuto negli articoli 64 e 69 del testo unico n. 570/1960, stabilisce che “la validità dei voti contenuti nella scheda debba essere ammessa ogniqualvolta se ne possa desumere la volontà effettiva dell’elettore”, salvo i casi di schede non conformi a legge o non recanti la firma di uno scrutatore o il bollo dell’ufficio elettorale di sezione o di schede che presentino scritture o segni tali da far ritenere, in modo inoppugnabile, che l’elettore abbia voluto far riconoscere il proprio voto. Nasce proprio per garantire il rispetto della volontà manifestata dal corpo elettorale e di assicurare a tutti gli elettori la possibilità di effettuare le loro scelte, anche a coloro che non siano in grado di apprendere appieno e di osservare alla lettera le istruzioni per le espressioni del voto (sentenze della V Sezione del Consiglio di Stato n. 2291 del 12 aprile 2001, n. 1897 del 2 aprile 2001, n. 3861 del 10 luglio 2000, n. 199 del 25 febbraio 1997 e n. 853 del 29 luglio 1997).

Noi non ci arrendiamo e lottiamo per tutelare le coscienze che hanno manifestato la loro fiducia nei nostri confronti. Abbiamo depositato il ricorso: non ci resta che inCROCIare le dita.

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