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Pubblicato da il 22 Mar, 2012 in Ambiente, Attività & Iniziative, GDL |

Dalla gestione dei rifiuti si misura la capacità di governo della classe dirigente*

Dalla gestione dei rifiuti si misura la capacità di governo della classe dirigente*

Allegati alla delibera di Giunta n. 129 della Regione del 5 marzo scorso ci sono due documenti molto importanti ai fini della imminente (?!) presentazione del nuovo Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani (quello in vigore risale al 2003): la “procedura di Valutazione Ambientale Strategica” e il “Documento programmatico e preliminare del Rapporto Ambientale“.

La delibera richiama subito alla memoria la 395 di maggio 2011 in cui veniva conferito, con affidamento diretto da parte della vecchia Giunta, incarico al Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università degli Studi di Napoli di redarre un Piano di Gestione dei Rifiuti alla modica cifra di 140mila euro!
Le linee guida, già esplicitate nella delibera di Giunta n. 105, che vengono seguite e riportate anche nel Rapporto Ambientale sono quelle che ormai da anni la Comunità Europea sta indicando, e sulle quali c’è davvero poco da dire. Dove possiamo concentrare l’attenzione in questo articolo è in un’analisi della VAS che riporta delle informazioni molto interessanti.

Anzitutto viene evidenziata la bassissima percentuale di Raccolta Differenziata in regione, siamo al 5,2%, mentre la media italiana è 24,3%: il relativo basso numero di abitanti e la bassa quantità di produzione pro-capite di rifiuti (415 kg/anno contro i circa 600 nazionali) rendono ancora accettabili queste basse percentuali di RD, ma per quanto ancora? Nelle tre discariche regionali (Montagano, Isernia e Guglionesi) ancora per qualche anno potranno essere conferiti rifiuti tal quali: le vasche sono ormai piene! Oltre a questa imminente difficoltà, nella VAS vengono esplicitati altri due problemi, il primo legato alla bonifica dei vecchi siti delle discariche (fino alla riforma delle Comunità Montane dei primi anni ottanta ogni Comune aveva una sua discarica), e il secondo legato al trattamento della parte organica (si consiglia di aumentare l’autocompostaggio e di dotare tecnologicamente le discariche di sistemi migliori di trattamento dell’organico).
Quando si passa ad analizzare lo stato degli impianti esistenti, il redattore del documento spiega prima, in maniera un pò troppo “leggera”, che essendo la nostra una società di “consumi” e votata all'”usa e getta”, la gestione dei rifiuti deve essere funzionale al tipo di economia che viviamo (e non viceversa, ndr) perché, come anche in Campania, non si può mai parlare di “emergenza rifiuti”(sic).
Tornando agli aspetti più tecnici del documento vengono successivamente spiegate le motivazioni, anche qui in maniera un pò truce, per cui le popolazioni locali contestano gli impianti esistenti: dove son presenti discariche ci sono timori di inquinamento delle falde acquifere, dove insistono inceneritori ci sono problemi di inquinamento atmosferico da nanopolveri (e diossine!).
Nonostante queste chiare indicazioni da parte della popolazione, il documento non chiude le porte né all’utilizzo delle discariche, anche in un’ottica di perseguimento della “strategia rifiuti zero”, né all’utilizzo degli inceneritori: questo è davvero pericoloso!! La cosa fondamentale è evitare che si prevedano le aperture di nuove discariche e si concedano autorizzazioni per la realizzazione di nuovi inceneritori (anche travestiti da biomasse!).

A proposito di inceneritori, una piccola curiosità: quello di Pozzili brucia Combustibile Da Rifiuti (le famose eco-balle) proveniente anche dal Veneto: questo accade perché il CDR viene assimilato ai rifiuti speciali e non è sotto il vincolo di prossimità! Vincolo al quale sottendono invece le altre tipologie di rifiuti che vengono accolti da fuori regione nelle nostre discariche e che arrivano per lo più dall’Abruzzo e soprattutto dalla Campania (spesso e volentieri senza una vera tracciabilità).

A livello di programmazione della RD, il documento mette in risalto anzitutto i costi del porta a porta, criticando poi il sistema di RD adottato anni fa a Campobasso, ma poi ne espone tutti i vantaggi: creazione di nuovi posti di lavoro, diminuzione dei costi per il conferimento in discarica, gli introiti dalla vendita delle materie prime seconde differenziate da RSU (Rifiuti Solidi Urbani), riduzione di percolato ed emissioni in discarica con il trattamento dell’organico.
In attesa del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani non dobbiamo far mancare la nostra attenzione sulla questione e, per quanto possibile, continuare ad informare i cittadini su quali sono le strategie che la nostra amministrazione, a tutti i livelli, sta adottando per questo, come per altri, tema. La preoccupazione resta comunque alta perché questi allegati al documento istruttorio della 129 lasciano in pratica le porte aperte a qualunque tipo di soluzione!
Stay tuned!

* (frase estratta dalla “procedura di Valutazione Ambientale Strategica” allegata alla D.G. n. 129)