La Regione Molise e quello “strano orpello” chiamato Costituzione

Dopo il governo Berlusconi, è arrivato anche il governo Monti a censurare dal punto di vista costituzionale l’operato del Consiglio regionale molisano. Per la seconda volta in poco più di un anno il sempre più solo Presidente Iorio e la sua maggioranza consiliare subiscono un duro colpo dal Governo centrale.

Lo scorso anno toccò allo Statuto regionale, quest’anno è toccato alla legge finanziaria (legge n.2/2012). Andiamo con ordine e vediamo di avere un po’ più chiaro il rapporto “conflittuale” tra Consiglio Regionale e Carta Costituzionale del 1948, ne vedremo delle belle!

La nostra è una delle poche Regioni in cui è ancora vigente lo Statuto del 1971, una sorta di legge fondamentale valida per tutte le Regioni, che l’articolo 123, 2° comma della Costituzione1 impone di sostituire con un nuovo Statuto. Non si può certo dire che i nostri Consiglieri non si siano sforzati (o almeno hanno voluto farlo credere…) nel discutere sulla fondamentale materia statutaria, visto e considerato che è da quasi un decennio che se ne parla.

Tra il 2009 e il 2011 sembrava esserci stata finalmente la tanto agognata svolta: dopo l’approvazione “a ritmo sostenuto” di circa 2 articoli al mese (?!) si era finalmente giunti nel febbraio 2011 (delibera n. 35/2011) ad approvare il nuovo Statuto, con annuncio in pompa magna e celebrazione del “nuovo miracolo” del plurimandatario Iorio.

Ma, colpo di scena, il Governo dell’amico Silvio Berlusconi (che ha permesso a Iorio altri 2 miracoli: il “capolavoro” della gestione post sisma e la gestione della (in)sanità molisana quale commissario di se stesso!) solleva il conflitto di attribuzione tra Stato e Regione innanzi alla Corte Costituzionale (che clamorosamente reputa la questione infondata), per violazione dell’articolo 117 della Costituzione.

A questo punto si potrebbe pensare: lo Statuto è compatibile con la Costituzione, non resta che approvarlo e pubblicarlo.

Neanche per sogno! Il Governo, in piena crisi economica, vara il decreto legge 13 agosto 2011 n. 138 che all’art. 14 pensa bene di ridurre da 30 a 20 il numero dei consiglieri eleggibili nella nostra Regione. Insomma questo Governo ha proprio preso di mira il nostro piccolo e ridente Molise, incredibile! Proprio ora che con un colpo di mano la maggioranza di centro destra si era determinata ad aumentare a 32 il numero degli scranni di Palazzo Moffa!

Ed eccoci arrivare ai primi mesi del 2012 con l’ennesima Giunta Iorio scaturita dalle discusse elezioni del 17 ottobre 2011; i nostri consiglieri sembravano dire “abbiate fiducia, ci siamo quasi, il miracolo è quasi servito”. Infatti, il primo febbraio 2012 arriva la delibera n.13, con la quale il Consiglio Regionale si impegna a varare un nuovo Statuto (revocando quello approvato un anno prima) che recepisca “con la massima urgenza” le novità normative nazionali, relative alla riduzione a 20 dei consiglieri e a 4 degli assessori regionali, e che tenga conto delle novità in tema di federalismo.

Ecco, finalmente ci siamo, entro marzo avremo il nostro fiammante Statuto? Neanche per idea!

Il 27 marzo la maggioranza di centro destra decide di abrogare una legge del 2005 (l. r. n. 36/2005) volta a disciplinare il referendum confermativo per le leggi di approvazione e modifica dello Statuto. Eppure è proprio la Costituzione (si ancora lei!) a imporre all’articolo 123, comma 3° il referendum popolare in materia statutaria.

Eccoci così giunti ad un altro rapporto “conflittuale”, quello tra Consiglio Regionale e strumento referendario. Infatti, lo Statuto attualmente in vigore, prevede anche all’art. 43 la possibilità di istituire referendum abrogativi sulle leggi ordinarie regionali (peraltro previsti, come detto, dall’Articolo 123, comma 1° della Costituzione), ma i nostri “prodi” si sono tenuti alla larga dalla difficilissima approvazione di una legge attuativa della norma statutaria, probabilmente non ritenendo importante il confronto e la partecipazione della cittadinanza.

Noi del MoVimento 5 Stelle ne abbiamo fatto le spese, dovendo rinunciare alla promozione di un referendum abrogativo nell’ambito della nostra iniziativa Zero Privilegi (a proposito in questi giorni è in corso la raccolta firme per la nostra proposta di legge volta a ridurre i privilegi della “casta”), per l’abolizione del vitalizio.

Non solo, lo stagionato Statuto del 1971 contempla anche la possibilità di referendum consultivo, con una norma (art. 45) ovviamente non attuata.

Insomma, nella nostra Regione i cittadini non vengono coinvolti, in totale disprezzo di norme fondamentali di un ordinamento democratico. Eppure, la maggioranza dei Molisani non era estasiata dal “miracolo molisano”, così tanto sbandierato in campagna elettorale? Perché sottrarsi al giudizio dei cittadini?

Ma non finisce qui! La scorsa settimana il Governo Monti ha impugnato la finanziaria 2012 per contrasto con la Costituzione (sì, ancora lei!). I motivi sono indicati dal Ministro Gnudi nel

  • Contrasto con il piano di rientro dal disavanzo sanitario (proprio la sanità della quale Iorio è commissario di se stesso!);
  • La normativa statale per la riduzione di costi della Pubblica Amministrazione;
  • I principi di diritto comunitario in materia di tutela di concorrenza e tutela dell’ambiente.

Incredibile, dopo la Costituzione ci si mette anche la normativa UE a metterci i bastoni tra le ruote, starà pensando il nostro Presidente.

Secondo voi è un perseguitato, o è giunta l’ora che si faccia da parte per manifesta incompetenza? A voi il giudizio.

Noi del MoVimento 5 Stelle terremo gli occhi spalancati e vi informeremo su nuovi aspetti del rapporto convulso Regione Molise – Costituzione.

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?) NOI NEPPURE!

1 L’articolo 123, 2° comma della Costituzione è scaturito dalla riforma del titolo V della Carta Fondamentale (art 3 L. Cost. 1/1999).

Le fonti normative citate sono consultabili sul sito della Regione Molise (www.regione.molise.it) e sul sito del Governo italiano (www.governo.it).

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