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Pubblicato da il 26 apr, 2012 in Elezioni regionali, Rimborsi elettorali, Video | 2 commenti

Rimborsi elettorali: la botte piena e la moglie ubriaca!

Il m5s molise rinuncia ai rimborsi elettoraliIn queste ultime settimane si è tornati prepotentemente a parlare di “soldi & partiti” dopo i casi di Lusi (Margherita) e Belsito (Lega Nord) e trasversalmente tutti i partiti politici stanno cercando di trovare una soluzione che gli faccia avere, come si dice, “la botte piena e la moglie ubriaca“!

Questo significa che da un lato provano a parlare di riduzione dell’entità dei rimborsi e dell’introduzione di sistemi più efficaci di controllo, dall’altro non si sognano di rinunciarvi perchè spesso sono soldi già spesi prima ancora di essere incassati! Tutto questo avviene a qualsiasi livello istituzionale: elezioni politiche, regionali, europee! Il trucco è sempre lo stesso: creare un partito/movimento a sostegno di un candidato presidente e superare la soglia per l’ottenimento degli sproporzionati rimborsi elettorali, riuscendo ad intascare fino a quattro volte le somme spese! Questo avviene perchè i rimborsi non sono legati alle spese realmente sostenute, ma al numero di voti ottenuti.

Nel 1993 si è tenuto un referendum nazionale in cui la maggioranza dei cittadini italiani ha chiesto l’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti: neanche un anno dopo, in maniera del tutto trasversale, la parola “finanziamento” è stata cambiata in “rimborso” e nei partiti son tornati a girare i soldi..e quanti soldi! Recentemente anche il Consiglio d’Europa, tramite il suo braccio anti-corruzione (la commissione GRECO), ha bocciato il nostro sistema di  finanziamento dei partiti definendolo “inefficiente” ed “inefficace” in termini di controlli e sanzioni.

Il moVimento 5 stelle ha invece una soluzione molto più semplice: rinunciare ai rimborsi elettorali!
La politica senza soldi diventa qualcosa di meraviglioso..” Queste semplici parole di Beppe Grillo rendono ancora più chiaro il senso di tutto il discorso: non è vero che non si può far politica senza soldi, non è vero che per fare una campagna elettorale si debbano per forza spendere centinaia di migliaia di euro, non è vero che senza i rimborsi si avvicinerebbero lobby di potere ai candidati ed ai partiti perchè tanto ci sono già, non è vero che senza rimborsi solo i ricchi avrebbero la possibilità di farsi eleggere perchè basterebbe mettere un tetto di spese alle campagne elettorali e tutti potrebbero combattere ad armi pari!
A dimostrazione di tutto questo c’è l’esaltante esperienza elettorale che il moVimento 5 stelle Molise ha avuto nello scorso ottobre: spendendo poco più di duemila euro si sono riusciti ad ottenere dei risultati straordinari in termini di voti e di partecipazione!

2 Commenti

  1. “CONTRA POTENTES NEMO EST MUNITUS SATIS”

    L’emendamento che richiede ai partiti o movimenti di dotarsi di uno statuto è chiaramente una manovra contro il Movimento 5 Stelle. Anche se il Movimento ha espresso una chiara posizione riguardo al finanziamento, restituendo al mittente l’assegno di 1.700.0000 euro. Si vuole disinnescare un facile argomento che Grillo, giustamente, ha cavalcato contro i partiti arroccati nella difesa dei rimborsi, continuando a lucrare e rubare agli italiani
    .
    “Contra potentes nemo est munitus satis”: nessuno è sufficientemente difeso contro (le prepotenze) dei potenti.
    Quand’anche, Grillo, da uomo di spettacolo mai domo, depositi un “Non-Statuto” per poter dare ai partiti lo schiaffo cocente della restituzione, gli italiani invece, dovranno passare sui cadaveri dei suddetti partiti per riprendersi i loro soldi.

    Se Grillo dovesse riuscire ad invalidare l’emendamento, ne hanno pronto un pacchetto intero:
    – ogni partito deve avere al suo interno il 50% di inquisiti per associazione mafiosa;
    – ogni partito deve avere al suo interno il 10% di condannati;
    – ogni partito deve avere, all’interno delle quote rosa, almeno il 5% di escort e un altro 5% di veline calendario-munite;
    – ogni partito deve dotarsi di tesoriere, con villa a sua insaputa e conti correnti all’estero con investimenti in oro e diamanti.

    I partiti non in regola con i nuovi emendamenti, stanno correndo ai ripari per adeguarsi.
    La vedo dura per il MoVimento 5 Stelle.

    (Costantino Fiorucci 23.05.2012)

  2. L’ITALIA CHE NON SI ARRENDE

    Crolla l’Italia dei capannoni e del lavoro.
    Crolla l’Italia dei partiti e della casta.
    Crolli che sono legati da un filo invisibile e tenace.
    Uno è l’effetto, l’altro la causa.
    E’ un’Italia surreale!
    La politica, sempre più arroccata nella difesa dei privilegi,
    sorda ai richiami del popolo.
    Fra un’analisi dello spread e le dichiarazioni dei leaders
    che annunciano nuovi partiti per nuove alleanze,
    aggiorniamo la conta delle morti suicide,
    e sotto la polvere dei capannoni.
    Imperterrita la Camera, discute del finanziamento pubblico,
    e la casta trincerata sugli scranni,
    riesce a compiere l’ennesimo furto a danno dei cittadini.

    Intanto, si muore per un lavoro perso, o mai trovato.
    Oppure, si muore per un lavoro trovato, che non si vuole perdere.
    Da programma consolidato, nei salotti televisivi,
    si consuma l’ennesima bagarre per accreditarsi
    la primitura solidarietà alle popolazioni terremotate.
    La dignità di tacere davanti all’Italia che soffre e muore,
    non fa parte del loro bagaglio etico e morale.
    Come avvoltoi si aggirano sulle spoglie di un’Italia allo stremo.
    Sento, in lontananza, le risate di biechi faccendieri che si sfregano le mani,
    annusando appalti milionari e tangentizi.

    E’ una Italia sgomenta, ma che non si arrende.
    E’ l’Italia dei nostri padri,
    che conobbero le amarezze e le frustrazioni da emigrante.
    E’ l’Italia dei nostri figli,
    che ci guardano interrogativi, gravidi di incertezze e speranze.
    L’Italia dei capannoni è l’Italia che lavora.
    In silenzio, senza le ribalte.
    Un’Italia di cui mi sento fiero.
    Un’Italia che sento ancora mia.
    Un’Italia per cui, vale ancora la pena, lottare.