Chi di antipolitica ferisce…di antipolitica perisce!

Alzi la mano chi in questi giorni ha letto o sentito almeno 100 volte il termine antipolitica per descrivere, in maniera dispregiativa, il MoVimento 5 Stelle! Che questa sia una semplificazione mediatica, anche se inspiegabile, per distinguere un soggetto da un altro è ovvio, ma cos’è veramente l’antipolitica, qual’è il suo significato? Raramente si è sentito qualcuno provare a dare una definizione più o meno attendibile di questo vocabolo. Anche perchè a chi dovrebbero credere i cittadini elettori? Credere ai giornali, a cui il Movimento vuole togliere ogni legame finanziario con i partiti? O credere ad un politico o pseudotale, che provandoci rischierebbe suo malgrado solo di descrivere il suo operato negli ultimi anni? Bel coraggio ha la classe dirigente che negli ultimi 30-40 anni ha distrutto un Paese, a venire ad infangare l’impegno civico di tantissimi cittadini che in piena legittimità pretendono un futuro migliore, o meglio un futuro e basta.

Tra gli “utilizzatori” del termine poi, ci sono anche quelli che, pur essendo nella stessa barca, vedono fantasmi, preludi di chissà quale futura dittatura, paragonandoci ai Qualunquisti del dopoguerra o al primo populismo di “bassa” Lega. Non si riesce a capire dove, queste persone, vedano segnali di questo tipo in un movimento che mette a fondamento del suo programma i referendum a quorum zero, i bilanci partecipativi, la cancellazione di qualunque tipo di finanziamento pubblico ai partiti, riduzione netta delle indennità e due mandati massimo ai parlamentari e consiglieri.
Il vero qualunquismo lo fanno loro forse, sostenendo tesi senza conoscere i principi; perchè si fermano a Grillo e ai suoi modi, perchè ancora non capiscono che lui è solo il nostro megafono, e garantisce il fatto che i candidati 5 stelle non siano pregiudicati, non siano già condannati. Grillo avrà pure dei limiti, ma sta riportando un sacco di gente a votare, a fare politica senza dire che bisogna fare una rivoluzione, dicendo che bisogna cambiare i cittadini, il modo di pensare, dicendo che bisogna partecipare alla gestione della cosa pubblica. Ha messo in moto una partecipazione dal basso, dando la possibilità di organizzarsi, di studiare, di rendersi conto delle cause dell’ingiustizia, e di non andare a finire nell’indifferenza. Peraltro non potrà mai candidarsi secondo regolamento.
Quindi dov’è l’antipolitica in tutto ciò?
Anche il Molise riproduce in piccolo ciò che accade in Italia: pessime esternazioni dei pseudo-politici, pessimi articoli su alcuni giornali. E l’antipolitica di qua, il populismo di là…che noia.
Ci sentiamo di dare un consiglio ai giornalisti, soprattutto nazionali , che ci “demonizzano” senza riserve: il consenso per il 5 stelle sta crescendo nonostante l’aumentare di articoli di tal forma, o di servizi televisivi dello stesso genere. Una delle cause è l’esigenza, soprattutto sul web, di informazioni più dettagliate, e, se queste non vengono date, i lettori o spettatori scartano o, ancora peggio, ma peggio per l’autore ovviamente, credono al contrario…
Scrivere, ad esempio, che il “programma di Grillo si compone di niente” e che nei comizi “non v’è altro che spettacolo” vuol dire disinformare. Grillo infatti, nei suoi comizi, gratis, dopo le sue consuete giuste esternazioni, presenta e dà la parola a tutti i candidati della lista. A loro volta, i candidati 5 stelle, espongono, con umiltà ed ovvia emozione, i punti del loro programma tipicamente locale ma che si rifà in buona parte a quello facilmente reperibile sul blog nazionale; un programma aperto al contributo gratuito di chiunque abbia un pò di sale in zucca.

Comunque sia i dati reali dicono che il primo “partito” è quello di chi non vota da anni. Vogliamo o no far tornare tutti a votare oppure vogliamo ancora far credere che una democrazia rappresentativa si fa con la metà degli elettori? E’ o non è questa una vera e propria dittatura dei partiti? Fare promesse in campagna elettorale e poi non mantenerle, andare nelle piazze, tra i cittadini, raccogliere le istanze e non portarle all’interno delle istituzioni. Costituire fondazioni politiche, dove girano milioni di euro senza poter sapere il chi e il come…
E’ o non è questa la vera antipolitica?
Con la politica fatta da pochi, gestori di pochi interessi o della propria poltrona, non si può sviluppare un metodo credibile, un modello di democrazia. Questa politica vuole tarpare le ali ai movimenti civici come il nostro, e ne ostacola, con tutti i mezzi, il consenso. Il M5S invece è l’unica speranza verosimile, per un cambiamento così necessario e rivoluzionario. Noi non restiamo a guardare, voi?

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