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Pubblicato da il 6 Set, 2012 in Legalità, Sanità |

La Sanità molisana sempre più…Cattolica

La Sanità molisana sempre più…Cattolica

Anche in Molise si gioca la partita tra Segreteria di Stato Vaticano e Istituto Toniolo(*): l‘Ospedale della Cattolica insediatosi a Campobasso con la pretesa di servire un’utenza di circa quattro milioni di persone, non avendo raggiunto i suoi obiettivi, il 3 dicembre 2010 è stato ceduto alla Fondazione Giovanni Paolo II, in pratica una clinica privata, attorno alla quale ruotano gli interessi economici di uomini d’affare sempre legati alla Santa Sede, sotto la diretta gestione di Antonio Cicchetti, che dovrebbe curarne il progressivo smantellamento.

Attualmente la sanità molisana è super commissariata e la Fondazione Giovanni Paolo II, che non è stata in grado di richiamare l’utenza necessaria per il suo autosostentamento, ha accumulato debiti esorbitanti con le società che le forniscono servizi di supporto.
Mentre in una qualsiasi impresa privata, come la Fondazione Giovanni Paolo II, quando mancano i quattrini è il privato e non il pubblico a sopperire, nel Molise le cose non stanno così. Per garantire all’ospedale di Cicchetti l’ossigeno necessario per andare avanti sempre temporaneamente, è nato il progetto di fusione-integrazione della Fondazione Giovanni Paolo II con l’Ospedale civile Cardarelli di Campobasso.
In realtà, tale escamotage, come concepito dalla dirigenza ASREM, di nomina politico clientelare, irrealizzabile secondo le leggi vigenti, dà la possibilità:

  • alla Regione Molise di ripianare in parte l’enorme vecchio debito maturato con la ex Cattolica di Campobasso, sostituita dalla Fondazione di Cicchetti;
  • ai politici molisani di estorcere consensi durante le prossime competizioni elettorali agli operatori della
    Fondazione, promettendo loro la non chiusura della struttura, pur sapendo che l’ospedale di Cicchetti, come già successo per lo zuccherificio di Termoli ed altre realtà molisane, prima di spegnersi avrà una lunga e penosa agonia.

Gli interessi economici in gioco sono enormi, sicuramente non a vantaggio dei cittadini molisani, che, a causa del non più calcolabile debito regionale accumulato dalla cattiva gestione politica ed amministrativa, passivamente accettano sempre più tasse, minore occupazione e servizi scadenti.
In tale contesto, il Vescovo di Campobasso, influente esponente della CEI, che ha progressivamente perso il suo carisma, sempre sordo alle innumerevoli richieste di aiuto degli operatori della sanità pubblica, inevitabilmente legato alla politica della Conferenza Episcopale Italiana, del Toniolo e di modesti allineati politici locali, si è schierato a favore prima dell’ex Cattolica di Campobasso e poi, anche se in modo sempre più fiacco, della Fondazione Giovanni Paolo II, praticamente a tutela delle strutture e degli interessi privati che ad esse fanno capo.
È così che sulle spalle dei Molisani graveranno ulteriori spese a causa della Fondazione Giovanni Paolo II, oramai una scatola vuota, che si sommeranno a quelle degli ancora aperti ospedali minori, di Larino, di Agnone e Venafro, in forte criticità ed inefficienti, a danno dell’intera sanità pubblica molisana.
Accanto all’oramai passivo atteggiamento del popolo molisano, ad una magistratura della quale ancora pochi hanno fiducia, c’è un’acclarata inefficiente classe politica amministrativa che volutamente riesce a presentare in ritardo al Tavolo Tecnico Interministeriale il Piano di Rientro di una sanità disastrata, al fine di far slittare l’ennesimo giudizio negativo governativo, questa volta per trovare nuove formule magiche o per favorire ulteriormente quegli imprenditori politici prossimi alla Campania, in realtà molto capaci, che poi, da salvatori, acquisiranno l’egemonia della sanità molisana.
A questo punto non ha più senso parlare di una sanità pubblica, oramai mutilata e umiliata, ed a chi ribadisce continuamente che la salute è un diritto fondamentale e non deve essere utilizzata come merce per produrre ricchezza e potere, è opportuno rispondere: constatata l’irresponsabilità di chi gestisce la cosa pubblica, se è un tuo diritto te lo devi conquistare.

(*) Per comprendere meglio le dinamiche all’interno del Vaticano si rimanda a questo documento