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Pubblicato da il 18 Set, 2012 in Comunicati, Democrazia Diretta, Legalità |

La politica ai tempi di Ulisse

La politica ai tempi di Ulisse

Sono queste le settimane di grande fermento politico all’interno dei partiti tradizionali, sia a livello nazionale che locale. Si iniziano a delineare strategie, alleanze, giochetti, dichiarazioni al fulmicotone, lustrini e feste di partito, conferenze stampa e tanto altro: insomma il carrozzone elettorale sta ripartendo! In tutto questo turbinio di parole e paroloni vogliamo concentrarci in questa occasione sul politico locale più presente in TV negli ultimi giorni, il senatore Ulisse Di Giacomo, nonché coordinatore regionale PDL, e su alcune sue dichiarazioni.

 

“..I problemi nel frattempo si sono accumulati in questa Regione e c’è bisogno che un grande partito qual è il nostro (PDL nda) ne discuta e li affronti perché il ruolo dei partiti è quello di discutere dei problemi della gente”

Quello che il MoVimento 5 Stelle intende come ruolo di una formazione politica, sia essa un partito o un movimento, è quello di rappresentare i cittadini all’interno delle istituzioni, esserne loro portavoce e trovare insieme le soluzioni: insomma niente “chiacchiere”.. non ci si può fermare al “discutere”! Naturalmente il fatto che i partiti semplicemente “discutano” dei problemi dei cittadini non è il male peggiore.. Il problema più grande è che tra una discussione e l’altra trovano sempre il modo di distrarli e pensare agli affari propri!

“In due anni da assessore regionale e quasi 5 da parlamentare non sono mai stato indagato”

Qui poi si è superato: dichiarare che in tutti questi anni da parlamentare pidiellino non sia mai stato indagato potrebbe sembrare quasi una nota di demerito rispetto a quella che è la media nel PDL. Il messaggio chissà forse era indirizzato al presidente-abusivo Angelo Michele Iorio, pluriindagato e condannato, con il quale la rottura è molto forte.
Quello che lascia sbigottiti è come lo stato di “non indagato” sia un qualcosa di talmente straordinario ed eccezionale per un parlamentare da dover essere sbandierato ai quattro venti! Mentre invece dovrebbe essere la norma: uno dei requisiti dei candidati del MoVimento 5 Stelle è proprio avere la fedina penale pulita e ciò dipende proprio dalla straordinarietà dei tempi in cui viviamo, in cui indagati e condannati siedono sugli scranni del potere!

Ricordiamo al senatore Ulisse Di Giacomo che nel primo V-Day (8 settembre 2007, più di 5 anni fa) sono state raccolte e portate a Montecitorio 350 mila firme (7 volte le 50 mila necessarie) per la proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Parlamento Pulito”, che, oltre a chiedere la preferenza diretta e una limitazione a massimo due mandati per i parlamentari, chiedeva proprio l’ineleggibilità per i condannati in Parlamento. Ora quella proposta di legge giace sommersa nella polvere* in qualche cassetto all’interno di un ufficio proprio del Senato. Per cui se il nostro senatore volesse, potrebbe chiederne la discussione in Aula in qualunque momento. Attendiamo, purtroppo, non fiduciosi.

* Quella proposta è abbandonata lì insieme a tantissime altre: nessuna proposta di legge di iniziativa popolare è mai stata discussa in Parlamento, perché al momento la Costituzione non ne prevede l’obbligo. Eppure per poterne discutere è sufficiente che un solo parlamentare ne faccia richiesta.. Evidentemente tutti i nostri parlamentari hanno cose più importanti da fare che provare a prestare ascolto alla volontà dei cittadini.
Circa un mese fa sono state consegnate in Parlamento 52.680 firme per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare “Quorum Zero”, che prevede l’introduzione di diversi strumenti di Democrazia Diretta e il potenziamento di quelli attualmente esistenti, tra cui, appunto, l’obbligo di discussione in Parlamento delle leggi di iniziativa popolare. Anche il Molise ha partecipato attivamente per riuscire a presentare questa proposta: ai nostri banchetti e presso diversi Comuni della nostra Regione sono state raccolte in totale 810 firme. Questa volta però non staremo fermi ad aspettare non fiduciosi che qualche nostro “onorevole” chieda la discussione in Parlamento di questa legge di iniziativa popolare: alle elezioni nazionali di primavera mancano pochi mesi.. Il tempo in cui non potevamo fare altro che lamentarci di questa orribile classe dirigente è finito.. Noi cittadini stiamo per riprenderci ciò che essi hanno monopolizzato per decenni: la Democrazia. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.