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Pubblicato da il 6 Nov, 2012 in Economia, Enti & Aziende partecipate |

Solagrital – I polli sono spennati

Solagrital – I polli sono spennati

La storia della filiera avicola molisana.

“La colpa è di Solagrital!”
“No, non è vero, è di Arena!”
“No, è della Regione Molise!”
“No, è della crisi del mercato avicolo!”
“No, è di Di Dario!”

Sotto queste continue e ripetute accuse, si riassumono le colpe date ad un fallimento. Un fallimento in cui tutti sono colpevoli. Un fallimento di un intero sistema le cui amare conseguenze le hanno subite i lavoratori di questo indotto e i molisani che hanno visto buttare al vento, e nelle tasche di qualcuno, anni e anni di tasse. Se ogni molisano si fosse messo nel portafoglio i soldi dati nell’avicola, oggi avrebbe qualcosa come 25.000 euro. Non male questo business, avremmo mangiato pollo per generazioni con quei soldi, invece i polli da spennare sono stati proprio i molisani. Il MoVimento 5 Stelle vuole con questo articolo provare a fare un quadro che riassuma finalmente la storia dei polli spennati.

Nel 1995 Dante Di Dario, attraverso l’acquisto del complesso industriale di Bojano e, successivamente del Marchio Pollo Arena, entra a pieno titolo nel business avicolo.
Nel 2003, Di Dario lanciò un’OPA sull’ex Roncadin e a seguito di una fusione quotò Arena presso Borsa italiana.
Arena cresceva, era una grossa holding nel settore alimentare, nell’avicola ai primi posti insieme ad Aia ed Amadori. Il fatturato cresceva in maniera impressionante, continuava ad allargare il suo giro d’affari acquistando altri marchi e arrivando ad avere ben 7 stabilimenti produttivi in tutta Italia, con prodotti che arrivavano perfino in Germania e dintorni.
Di Dario cavalcava un boom, forse però fece il passo più lungo della gamba o qualcosa comunque non ha funzionato e Arena è praticamente crollata. Il titolo azionario dal giorno delle quotazione ha perso oltre il 98%.
Il marchio Mare Pronto è finito di proprietà della famiglia di Di Dario, uno stabilimento produttivo venne convertito in centro commerciale, la produzione concentrata su Termoli. Nel settore avicolo sono stati chiusi tutti gli stabilimenti e l’unico rimasto aperto è Bojano, dove chi produce non è Arena ma Solagrital, di proprietà della Regione Molise. Arena commercializza solamente i polli. Di Dario affidò la parte più rischiosa, come quella della filiera avicola, al Molise, e ci mise pure un nipote alla dirigenza Solagrital.
Un bel macigno di problemi scaricati su una regione e operazioni finanziarie di dubbia tracciabilità con società lussemburghesi, obbligazioni emesse a livello europeo, probabilmente all’incirca 130 milioni di euro in obbligazioni bruciati e mai restituiti. Obbligazioni poi convertite in azioni, coinvolgendo perfino la banca americana JP Morgan.
Ci hanno rimesso non solo i molisani, ma anche gli azionisti Arena sparsi per tutta Italia, gli obbligazionisti sparsi a livello europeo e persino la banca americana JP Morgan. Chissà chi ci ha guadagnato!?!?
Di Dario dice che la colpa è di Solagrital che gli vende i polli al di sopra dei prezzi di mercato costringendo Arena a commercializzare i polli sottocosto per reggere la concorrenza. Solagrital dice che Arena non gli paga i polli, ed è vero, molte volte è stata pagata convertendo i crediti in azioni, costringendola a liquidarle sul mercato diluendo il prezzo delle azioni fino alla prossimità dello zero. I due partner entrano in crisi e Solagrital decide di vendere i suoi prodotti anche ad Aia, sino a che non vende più neanche un pollo ad Arena abbandonandola alla sua ormai meritata sorte.

Arena oggi è una società quotata in borsa che non vende più nulla, piena di debiti ed è stata pure cacciata dagli uffici di Bojano.
Cos’è oggi Arena? Cosa rappresenta?  È solo un marchio quotato a Piazza Affari? Le quotazioni che perdono il 98% con un valore intorno agli 0,0022 euro a nostro avviso, che lo vogliano oppure no la Consob o i revisori, è il risultato di un fallimento.

Per quanto riguarda Solagrital, la gestione è pessima, un veicolo che ha bruciato cassa e polli costringendo la Regione Molise a dare un finanziamento dopo l’altro per tenerla in vita e per pagare gli stipendi agli operai.
A dirla tutta crediamo che la Solagrital sia stata utilizzata dalla Regione per far assumere operai con contratti a sei mesi o ad un anno, mettendo addirittura gli assunti in cassa di integrazione per assumere altri, per ottenere probabilmente consenso politico ma soprattutto elettorale. In sostanza, una politica fatta di sperperi e assistenzialismo, invece di puntare su politiche profittevoli.

Quando un competitor di Arena, ai primi posti a livello nazionale, fece una proposta per acquistare lo stabilimento di Bojano e renderlo efficiente (pare che quest’ultimo obiettivo comportava il licenziamento di circa il 50% degli operai), sarà stato per i licenziamenti difficili da attuare per questioni sindacali o politiche, sarà stata che l’offerta non è piaciuta a Solagrital o alla Regione, ma non se ne fece più nulla. Seguendo il discorso della proposta di acquisto, se lo stabilimento di Bojano per essere produttivo ha bisogno di un dimezzamento degli operai è pure lecito immaginare una certa normalità nelle perdite costanti nei bilanci di Solagrital.

La colpa di questo disastro è di tutti, i vantaggi sono numerevoli e ingenti per pochi.

Dai polli spennati realmente dalla Solagrital ai molisani spennati dalle tasse regionali e vittime di politiche sbagliate, di assistenzialismo e di un mancato tessuto produttivo privato il passo è breve!

Sempre un pò di più…il Molise ti dà!

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