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Pubblicato da il 19 Nov, 2012 in Elezioni regionali | 1 commento

Legge elettorale truffa?

Legge elettorale truffa?

Si vota a febbraio? Si vota a marzo? Election-day? C’è grande confusione in questi giorni con voci che si rincorrono e dichiarazioni che smentiscono le intenzioni del giorno prima: i cittadini vengono come al solito “distratti” da queste chiacchiere mentre quello che passa in sordina è la riforma elettorale!

Noi del MoVimento 5 Stelle vogliamo concentrarci su questo punto, tanto caro a tutta la politica ed anche al Presidente della Repubblica che auspica una riforma adeguata per poter poi indire definitivamente la data delle elezioni politiche. E’ chiaro che in tutti i modi si sta cercando di ostacolare o limitare l’ingresso dei cittadini del MoVimento all’interno di Camera e Senato: una delle ultime dichiarazioni del Presidente del Senato legittima questo sospetto.

Come regolamenta questa situazione l’Europa? Il “Codice di buona condotta” rilasciato a Strasburgo il 23 maggio 2003 dalla Commisione Europea per la Democrazia ha sancito quanto segue: “gli elementi fondamentali del diritto elettorale, e in particolare del sistema elettorale propriamente detto, la composizione delle commissioni elettorali e la suddivisione delle circoscrizioni non devono poter essere modificati nell’anno che precede l’elezione, o dovrebbero essere legittimati a livello costituzionale o ad un livello superiore a quello della legge ordinaria”. Lo scopo di questa regola è quello di evitare che “il diritto elettorale sia uno strumento manovrato a proprio beneficio da chi detiene il potere”.

In questa ottica crediamo vada vista anche la recente proposta di legge elettorale regionale presentata dal Consigliere Regionale Vincenzo Niro. Fermo restando che la riduzione del numero di consiglieri da 30 a 20 è una questione assolutamente prioritaria e doverosa che il Consiglio deve formalizzare con la modifica dello Statuto regionale, nella proposta di Niro sono presenti, a nostro avviso, una serie di criticità che partono dall’obbligo della “rappresentanza di genere”, di cui tanto abbiamo parlato nel post “Cenerentole sveglia!”,  e arrivano ad una attribuzione dei seggi che, se da un lato elimina il tanto odiato “listino bloccato” o “listino dei nominati”, dall’altro favorisce fortemente le liste in coalizione inserendo uno sbarramento molto alto soprattutto per quei movimenti, come il nostro, che decidono di correre da soli. A questo va aggiunto l’esonero dalla sottoscrizione delle firme degli elettori per le liste di partiti che hanno già rappresentanza (in Parlamento italiano o europeo, nonché nei gruppi regionali), che a nostro avviso è un modo per allontanare i cittadini e per trovare un escamotage per superare preventivamente gli errori formali in cui si è incappato l’anno scorso e che hanno portato all’annullamento delle elezioni regionali.
Da cittadini europei riteniamo che l’attuale legge elettorale non sia adeguata ma crediamo che cambiare le regole in corsa sia sbagliato. Infine ci chiediamo perché non si possa prevedere in seno a questa riforma il recepimento della norma nazionale (L 165/04 art. 2 comma f) che prevede la non candidabilità di un Presidente della Giunta che abbia già svolto due mandati consecutivi.

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