I lavoratori della Solagrital

Lunedì 19 novembre alle ore 10,30 gli oltre 700 lavoratori della Solagrital decidono di incrociare le braccia e fermare la produzione. Si riuniscono in assemblea permanente in attesa dell’arrivo del Presidente della Giunta Michele Iorio, pronto come al solito a dispensare nuove promesse. Un gruppo di lavoratori ha pensato di contattare noi del MoVimento 5 Stelle molisano per parlare della loro situazione, chiedendo una mano affinché la loro storia venisse raccontata.
La vicenda è lunga e complessa ed abbiamo provato a riassumerla in un recente articolo, ma quello che con forza ora chiedono lavoratori, trasportatori ed allevatori, sono le spettanze arretrate, gli stipendi che non percepiscono più da Giugno! La sfiducia nei confronti della politica e dei sindacati tra gli operai è altissima: “sulle continue promesse della politica si appiattiscono fortemente i grandi sindacati” riportano alcuni.
Una delle ultime delibere di Giunta, prima della conferma dell’annullamento delle elezioni da parte del Consiglio di Stato, prevedeva lo stanziamento, tramite la FinMolise, di 5 milioni di euro da parte della Regione per la ricapitalizzazione di GAM, società  partecipata dalla Regione Molise che ha recentemente proceduto all’affitto del ramo di azienda Solagrital: ma di questi soldi nessuno ne ha visto l’ombra fino ad ora, a partire dai lavoratori.
Su questa situazione cade come un macigno l’avvio di un procedimento giudiziario da parte della Sorgenia, società fornitrice di energia, che vantava un credito di 2 milioni di euro su Solagrital. Tale procedimento ha di fatto bloccato il pagamento degli stipendi arretrati, in attesa che si risolva il contenzioso Sorgenia/GAM. A tal proposito, a quanto pare, una delegazione della Regione è in questi giorni impegnata in una trattativa con la Sorgenia per risolvere la questione: speriamo solo che non si riveli un’arma a doppio taglio questa situazione!

Per quanto riguarda la questione energetica sorge spontanea una domanda: cosa fare per ridurre questi costi così impressionanti?
I lavoratori hanno le idee chiare in questo senso, che non possiamo che condividere: i capannoni dell’azienda hanno una copertura in piano pari a circa 27.000 mq sulla quale si potrebbe installare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica da 1 MegaWatt di potenza; inoltre le deiezioni dei polli, la pollina, potrebbero alimentare una piccola centrale a biogas per autoconsumo invece di essere smaltite tal quale, come adesso accade. Infine gli impianti sono estremamente obsoleti, soprattutto le centrali frigorifere, che comportano quindi un notevole incremento dei consumi a parità di produzione: ma per risolvere questi ed altri problemi infrastrutturali che attualmente ha l’azienda, secondo i lavoratori, sono necessari dai 15 ai 25 milioni di euro!
Quello che colpisce poi è la consapevolezza e la dignità che mostrano i lavoratori, c’è grande disperazione nei loro occhi, ma anche la voglia di mettersi in gioco in prima fila per far ripartire l’azienda, anche con un nuovo investitore privato. Non hanno voglia di passare per dei semplici “stipendiati dalla Regione”, anche se chiedono che sia ancora il pubblico in questa fase a traghettare l’azienda, ma solo in previsione di un nuovo piano industriale, per la cui realizzazione vogliono essere protagonisti, anche da un punto di vista economico, fino ad arrivare ad un vero e proprio rilancio del comparto avicolo. Insomma, hanno voglia di lavorare e di essere parte di una realtà produttiva forte nonostante tutta questa politica, tutti gli affari, i debiti, i consulenti, i fallimenti che si sono ripetuti in questi anni.

PS: consigliamo l’iscrizione a questo gruppo facebook nel quale scrivono quotidianamente i lavoratori Solagrital.

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