Dialoghiamo, ma con i cittadini molisani

Egregio Monsignor Bregantini,

Noi del moVimento 5 stelle Molise abbiamo deciso di diventare cittadini attivi perché siamo convinti che nessuno può, da solo, cambiare le cose.

Il dialogo che lei auspica è la base che ci ha permesso di crescere durante questi anni, attraverso la collaborazione e la partecipazione.

L’interlocutore che abbiamo scelto fin dal primo momento però, sono i cittadini, perché non crediamo che i partiti possano continuare a rappresentarci.
A noi non interessano i volti, i protagonisti e le alleanze, perché crediamo che solamente cittadini che si riconoscono in un  concetto nuovo di comunità possono contribuire a risanare una regione distrutta dalla crisi occupazionale, economica e dal clientelismo.

Il nostro principale obiettivo è riportare il cittadino al centro della vita amministrativa attraverso gli strumenti della Democrazia Diretta e partecipata: i meeting cittadini, i referendum propositivi, abrogativi, consultivi, confermativi e revocativi senza quorum, le iniziative di legge popolare, i sondaggi consultivi, i bilanci partecipati, gli strumenti per realizzare l’urbanistica partecipata, etc.

I punti principali che lei ha indicato nella sua lettera, dalla trasparenza, alle politiche di intervento sul territorio, al taglio delle consulenze esterne, prima che essere indicazioni politiche sono pratiche di buonsenso, sulle quali il Movimento 5 stelle Molise si fonda e che si sono concretizzate nel programma.

Realizzato dal basso, grazie alla collaborazione dei tanti attivisti molisani e in continuo aggiornamento; per sua stessa natura aperto alle proposte di tutti, anche e soprattutto dopo le elezioni.

Abbiamo volti nuovi, cuori nuovi ma soprattutto idee nuove.
Abbiamo messo da parte ogni tipo di interessi personali, rifiutando i rimborsi elettorali e tutti i privilegi, per essere definitivamente liberi di prendere le scelte più giuste per i cittadini e dialogare con loro da pari.

Un commento su “Dialoghiamo, ma con i cittadini molisani”

  1. Mons. Forte vescovo di Chieti ha dichiarato: “Provo disgusto per questa politica nazionale”. Mentre don Ciotti ha detto: “La mafia è all’interno di segmenti del mondo politico. La dimensione politica nei giochi criminali di mafia c’é sempre, seppure in modi diversi”.
    Siccome la politica molisana non è certo migliore, penso la Chiesa locale dovrebbe con più forza dire le cose come stanno. Ufficialmente i politici hanno tutte buone intenzioni, tutti con belle parole, tutti amano il Molise, ma il frutto di tanta ipocrisia è sotto gli occhi di tutti. Criticare certe gente si può, e si deve. Alla politica sana il piacere di mandare a casa, finalmente, certa gente.

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