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Pubblicato da il 11 Mar, 2013 in Comunicati, Novità |

L’intellettuale della porta accanto

L’intellettuale della porta accanto

A volte capita di fare brutti incontri mentre si cammina per strada.
Stamane sono uscito di casa e per strada chi ti incontro? Nientemeno che un intellettuale.

– Buongiorno – mi fa – sei un grillino?
– Ehm … beh si, dai.
– Buongiorno, io sono Salvatore, faccio l’intellettuale e vorrei dedicarmi al salvataggio di questo paese.
– Bene, era ora!
– Voi dovete fare il governo col PD. Non potete aspettare di divenire ancora più forti di quel che già siete, perché gli italiani che vi hanno votato esigono alcuni risultati molto concreti, nell’immediato.
– Ma perché, lei ha parlato con tutti gli 8 milioni e mezzo? – dico io con una espressione da supermeravigliato!
– Beh no, ma sai… io sono un intellettuale! – gonfiandosi un po’ nel suo gilet di gabardine pettinato.
– Ah, per quello.
– Capisco – continua – che è difficile dare la fiducia a candidati premier e a governi che includono partiti che da quasi vent’anni hanno detto parole che non hanno mantenuto, consentito a politiche che non hanno restaurato ma disfatto la democrazia, accettato un’Europa interamente concentrata su un’austerità che, lo ricorda il Nobel Joseph Stiglitz, di fatto è stata una strategia anti-crescita, distruttiva dell’Unione e dell’ideale che la fonda.
– E lei ne sa qualcosa, Salvatore… Salvatore ha detto che si chiama, vero?
– Si, Salvatore, faccio l’intellettuale….
– Si, si, va bene ho capito – lo blocco e proseguo – lei ne sa qualcosa, dicevo. E chissà che stomaco avrà avuto per sopportare tutto quello che ha descritto, senza poter dire nulla né fare qualche appello! Il debutto del M5S deve essere stato un sollievo per lei!
– Beh… diciamo di si…. ma non è questo il punto. Se ci aiuterete a liberarci ora, subito, dell’era Berlusconi: un imprenditore che secondo la legge non avrebbe nemmeno dovuto metter piedi in Parlamento e tanto meno a Palazzo Chigi. Avete svegliato in Italia una cittadinanza che vuole essere attiva e contare, non più delegando ai partiti tradizionali le proprie aspirazioni. Vale per voi, per noi tutti, la parola con cui questa cittadinanza attiva si è alzata e ha cominciato a camminare, nell’era Berlusconi.
– Ma lei ce l’ha proprio con Berlusconi!
– A morte!
– Beh io ce l’ho ancora di più con quelli che lo hanno mantenuto in vita per 20 anni (appoggiati anche dai cosiddetti intellettuali come lei), dando vita ad un teatrino tragico per le sorti di questo paese e per il futuro dei nostri figli. Lei vuole liberarsi di Berlusconi, io ho un’aspirazione un tantino più alta, liberare questo paese da tutti i politicanti e relativo codazzo di fiancheggiatori, intellettuali e non.
– Ma….non capisco….
– Lei lo sa il significato della “V” nella parola movimento?

E prima che rispondesse, me ne sono andato.