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Pubblicato da il 7 Mag, 2013 in Consiglio Regionale, Elezioni regionali, Zero privilegi |

Aggiungi un posto al tavolo!

Aggiungi un posto al tavolo!

Le elezioni sono passate, la Giunta è formata, il Consiglio è insediato ed è tempo di lavorare!

Tutti aspettavamo la prima delibera della nuova Giunta regionale per scoprire il tenore del cambiamento, di leggere le prime risposte date ai molisani in termini di lavoro, credito, sociale, ecc.

Invece, il primo atto della nuova Giunta è una delibera (15 aprile 2013, n.160) per l’abrogazione della Legge Regionale 5 ottobre 2012, n.21 che dispone con urgenza l’adeguamento del numero dei Consiglieri e degli Assessori ai dettami dell’art. 14 Spending Review (DL 138/2011) con l’obiettivo di assicurare un posto in più nella propria Giunta, nominando così un quinto assessore! Cinque è meglio di quattro!

Come può l’abrogazione di una legge regionale consentire la possibilità di inserire un quinto assessore?

Ecco la spiegazione, attenzione però: è tutto nell’interpretazione….

La legge che la maggioranza (?) ha intenzione di abrogare, come detto, è una legge che recepisce la spending review che, all’art. 14 comma II, prevede che il numero di assessori

“sia pari o inferiore ad un quinto del numero dei componenti del Consiglio regionale, con arrotondamento all’unità superiore”

Ecco il cavillo! Poiché il numero dei componenti del Consiglio regionale è di venti Consiglieri più il presidente della Giunta, la divisione è 21/5=4,2

Il resto di zero-virgola-due diventa quindi fondamentale per arrotondare all’unità superiore!

Con questo escamotage ecco trovata una nuova poltrona di prestigio, pronta da servire allo scontento di turno! Scegliendo di interpretare quindi la legge non nel senso voluto dal legislatore: di forti tagli ai costi della politica, bensì appigliandosi all’esiguo resto della divisione!

Ebbene questa è una questione politica e qua si misura la caratura di una forza politica, se ha intenzione di perseguire una politica oculata di riduzione dei costi, fatta di eticità e di moralizzazione della cosa pubblica, oppure di mere logiche spartitorie.

Attenzione però, a complicare la strada nel rinsaldare la maggioranza (non sono passati due mesi dalla proclamazione!!!) ci si mette il nuovo Statuto della Regione Molise, approvato dal Consiglio regionale già in seconda lettura e pubblicato nel BURM in data 28 dicembre 2012, che all’art. 34 comma II scrive chiaramente che

“La Giunta è composta dal Presidente e da un numero massimo di quattro assessori […]”

Questa dichiarazione statutaria sembrerebbe chiudere le porte a qualsiasi ulteriore speculazione, ma così non è!

Dal 28 dicembre 2012, giorno della pubblicazione del nuovo Statuto, la Costituzione italiana all’art. 123 prevede che

“lo Statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione qualora ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale”

Sommando i tre mesi alla data di pubblicazione sul bollettino ufficiale della regione Molise si arriva al 28 marzo 2013, data oramai superata tale che il Presidente dovrebbe promulgare il nuovo Statuto così com’è, con quattro assessori, ma ciò impedirebbe il cementarsi della maggioranza, chiaramente nata su logiche partitiche quindi su spartizioni di incarichi, piuttosto che su programmi condivisi.

Per cercare di ritardare/bloccare la promulgazione sono andati a cercare la legge regionale che norma la disciplina del referendum previsto dall’articolo 123, terzo comma, della Costituzione, cioè la L.R. 36/2005, modificata dalla L.R. 7/2012.

L’art. 18 comma I, come risulta modificato recita espressamente

“Alla scadenza della legislatura o in caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale, tutte le operazioni e le attività relative allo svolgimento del referendum sono sospese nel periodo intercorrente tra la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali e i dieci mesi successivi all’elezione del nuovo Consiglio regionale”.

Su questa chiave di lettura il Presidente Frattura ha chiesto lumi all’Avvocatura di Stato… aspettiamo con ansia questo parere, anche se a noi appare già chiaro che l’articolo si riferisca alle operazioni relative al mero svolgimento del referendum (come confermato anche dal II comma).

Vi terremo aggiornati sull’evolversi dei tentativi!

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