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Pubblicato da il 27 Mag, 2013 in Ambiente, Comunicati, Isernia e alto Molise, Legalità, Mobilità, trasporti e infrastrutture |

La frana del Macerone e la discarica di Tufo Colonoco

La frana del Macerone e la discarica di Tufo Colonoco

Come molti sapranno, un po’ di tempo fa un movimento franoso di vaste proporzioni ha interessato il vecchio tracciato della S.S. 17, lungo il tratto che collega Isernia al valico del Macerone.

Preoccupazione unanime è stata espressa da politici ed amministratori pubblici nonché dal Prefetto di Isernia, in qualità di rappresentante del Governo a livello provinciale. Orbene, alcune di tali dichiarazioni sono apparse, al sottoscritto, del tutto fuorvianti dal vero problema che è sotteso alla questione.

Ci si preoccupa delle “popolose” frazioni e dei problemi che l’interruzione del tratto di strada arreca alla raccolta della nettezza urbana ma a nessuno è venuto in mente di osservare la cosa più preoccupante che il movimento franoso ha evidenziato: la morfologia del terreno.

Se un identico movimento franoso dovesse interessare la zona della discarica, posta a poche centinaia di metri da quello attuale, chi osa immaginare il disastro ambientale che ciò causerebbe?

Perché, nonostante tutte le parole dette fino ad oggi, probabilmente nessuno ha osato dire chiaramente dove sta il problema?

La discarica è stata, sin dagli inizi, sovradimensionata, rispetto alle esigenze del nostro territorio: perché?

Perché forse, sin dagli inizi, già si immaginava un conferimento di proporzioni gigantesche, con rifiuti provenienti dalle altre Regioni limitrofe (e non?).
Siccome l’appetito vien mangiando, probabilmente il business la farà diventare una delle discariche più grandi di tutto il sud-Italia e forse, anche di tutto il sud-Europa.

Il problema comunque rimane: non è lì che la discarica dovrebbe esser collocata!
A ridosso di un fiume che alimenta il Volturno, uno dei principali corsi d’acqua del Meridione e a breve distanza dalla discarica di Castel Di Sangro (Bocche di Forli), anch’essa posta in zone dove le falde acquifere arrivano quasi in superficie.
Ognuno deve poter fare il “business” che gli pare, purché nei limiti di legge e senza inquinare un territorio già fin troppo martoriato.

Altrimenti, potrà sempre comprare ettari di terreno altrove e, con le dovute autorizzazioni, impiantarci qualsiasi discarica ritenga utile.
Ma non a Tufo Colonoco.