Lettera da un Consiglio

Cari cittadini,
quando io e Patrizia siamo qui nell’Aula del Consiglio regionale abbiamo la forte sensazione che tutti gli interventi in Aula restino praticamente inascoltati, specie quando superano abbondantemente i quindici minuti. Nessuno degli astanti resta più ad ascoltare dopo un po’, chi parlotta, chi sbadiglia, chi si alza e se ne va in giro, chi giochicchia con il telefono o con il palmare. Tutto questo ha due effetti principali: da un lato si svilisce il senso del dibattito democratico e costruttivo all’interno del Consiglio, dall’altro lato invece ci si aliena completamente da quello che succede fuori dalle mura di Palazzo Moffa.

Quando poi capita che qualche Consigliere, all’interno del suo intervento, ricorda all’Aula quello che succede fuori da queste mura, dà la sensazione di farlo in maniera assolutamente strumentale, per toccare le corde sensibili degli ascoltatori che gli stanno rivolgendo la loro attenzione. Ascoltatori che però non sono solo gli altri Consiglieri, ma sono anche i giornalisti che ascoltano e che, nelle intenzioni degli oratori, si trovano a dover riportare tutto questo “trasporto” sui giornali e nelle TV locali al fine di entrare direttamente nelle case della “gente” o “popolo”, come “questi qua” si ostinano a chiamare i cittadini.

Sì. Uso il termine “questi qua”. Io e Patrizia ci sentiamo completamente distanti e siamo diffidenti di tutti quelli che ci circondano quando siamo seduti tra questi banchi.  Non abbiamo assolutamente la volontà di cedere alle pacche sulle spalle, alle battute o alle strizzatine d’occhi, che troppo spesso ci giungono, specie dalle fila dell’opposizione. Noi vogliamo restare un presidio dei cittadini all’interno del Consiglio e per questo ci sforziamo ogni giorno ad essere presenti tra i cittadini stessi, attraverso le pagine del nostro blog e durante gli appuntamenti nelle piazze o nelle sale per gli incontri pubblici. E’ solo in queste circostanze che ci sentiamo realmente a nostro agio e sentiamo forte il desiderio di partecipazione, il sostegno e la volontà di informarsi da parte dei cittadini. Non lasciateci da soli.

Antonio Federico

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