Commissione d’indagine sui conti pubblici della Regione Molise

Spettabili Colleghi,

Il MoVimento 5 Stelle condivide la proposta di istituzione di una Commissione d’indagine conoscitiva per l’analisi delle criticità emerse dall’impugnativa della legge reg. n. 23/2012 da parte del Pres. Consiglio dei Ministri dinanzi la Corte Costituzionale. Certo non è una novità per la Regione Molise avere leggi impugnate, perché, diciamolo ai cittadini, è una circostanza che si ripete con una fin troppo frequente periodicità, ultime in ordine cronologico, ma non in ordine di importanza, la legge finanziaria e quella sul bilancio pluriennale approvate a gennaio di quest’anno, ben due su sei leggi impugnate a livello nazionale dal CdM a marzo; tutto questo è inaccettabile, ma deve essere anche da monito a noi, ai nuovi consiglieri e alla nuova Giunta a fare più attenzione alle irregolarità e alle inadempienze nel momento in cui si scrive o si approva una legge; cerchiamo tutti insieme di dare un segnale a chi là fuori esige chiarezza, correttezza ma soprattutto efficienza.

La legge in questione però, in tema di Rendiconto generale del 2011, essendo in odore di sentenza della Corte Cost., ha una valenza differente e più urgente. Tale legge è carente di taluni elementi essenziali dai quali rilevare la situazione economico-finanziaria della Regione Molise.

Le principali mancanze individuate sono quelle relative a:

  • la nota informativa che evidenzia gli oneri e gli impegni finanziari, derivanti da contratti relativi a strumenti finanziari derivati;
  • la quasi totalità delle risultanze gestionali di tutti gli Enti regionali dipendenti;
  • il rispetto dei termini di approvazione in via legislativa imposti dall’art. 55 dello Statuto della Regione Molise, nonché ribaditi dalla l.r. 4/2002, oramai decorsi e insanabili;
  •  le specificazioni nell’allegato “E” riguardante l’elenco della situazione annuale dei fondi di Garanzia;
  • inoltre, la legge regionale in esame, oltre ad essere in contrasto con le vigenti norme di contabilità pubblica, non garantisce il rispetto del principio di certezza delle risultanze gestionali, in quanto:
  1. l’articolo 2 della norma in esame riporta erroneamente, tra le entrate di competenza, un avanzo di amministrazione “presunto”,in luogo di uno “accertato”, al 31/12/2010;
  2. l’art. 7 richiama un eccessivo ammontare dei residui attivi portati a bilancio indicati in 1.286.613.416,41 euro, di cui 1.050.109.420 euro provenienti da esercizi precedenti. Inoltre, dall’analisi dei rendiconti è pur vero che si osserva un trend in calo negli anni, tuttavia la Corte dei Conti , nella relazione annuale , ha sì indicato come la maggior parte di questi (pari a 762 mln circa), appartenenti al Titolo IV, sono dovuti al ritardo nelle procedure di erogazione dei trasferimenti provenienti dallo Stato o dalla Comunità Europea ma sottolinea anche l’estrema attenzione sulla consistenza e sull’ attendibilità degli stessi nonché l’invito al monitoraggio del fenomeno.
  3. l’articolo 9 indica impropriamente in oltre 171 mln € il fondo cassa al 31/12/2010 che, viceversa, come risultante dal conto del Tesoriere e dal rendiconto per l’esercizio finanziario 2010 è pari circa a 67 mln euro.

Le indagini che svolgerà la Commissione dovranno essere dirette all’acquisizione di elementi di conoscenza più approfonditi da cui possano trarsi dati informativi e orientamenti utili, per un pubblico interesse, dove si necessita fare chiarezza, come ad esempio sulla situazione spinosa degli onerosi strumenti derivati a ristrutturazione del debito contratto dalla Regione. Quindi uno strumento di acquisizione di conoscenza, per il principio di trasparenza delle decisioni di entrata e di spesa, per ridare credibilità alle istituzioni, a beneficio dei cittadini.

Invitando a fare della volontà di questo consiglio quella di guardare avanti e non indietro, prendiamo parte ai lavori della Commissione con responsabilità.

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