Meno male che la salute ci assiste!!

Cittadini tanto esasperati quanto impotenti, barelle in corsia, sale d’attesa e unità operative strapiene di pazienti: oramai non fa più notizia assistere a scene a dir poco sconcertanti presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “A.Cardarelli” di Campobasso. Soltanto ieri, 11 giugno, alle ore 12 circa c’erano oltre 40 pazienti, di cui oltre 20 bisognosi di ricovero, ma ci è stato riferito che nell’arco della mattinata c’è stato un picco di circa 50, con patologie di differente gravità, dal codice rosso al verde, molti dei quali erano in attesa di ricovero dal giorno precedente e qualcuno addirittura da due.

Il consigliere regionale Antonio Federico, su segnalazione dei cittadini, si è recato sul posto per verificare la situazione trovandosi poi davanti agli occhi un quadro a dir poco drammatico: sala d’attesa stracolma di gente, stanze di osservazione e corridoi ingombri di barelle e sedie a rotelle occupate dai malcapitati malati, persone cui venivano somministrate terapie endovenose sugli sgabelli, personale (2 medici, 3 infermieri, 2 ausiliari che corrispondono peraltro al contingente minimo) indaffarato a svolgere il proprio lavoro al meglio nonostante l’eccezionalità della situazione. C’è stato un breve colloquio con l’agente del posto di polizia che ha paventato problemi di ordine pubblico e un altrettanto breve scambio di idee con il personale della unità operativa che ha segnalato la difficoltà e lo stress che deriva dalla gestione di un numero tanto elevato di pazienti, alcuni dei quali in condizioni cliniche davvero precarie. Un ulteriore colloquio con il Direttore Sanitario del presidio ospedaliero, Luigi Di Marzio, ha chiarito come la direzione abbia attuato le procedure adatte alla contingenza, cioè ricognizione dei posti letto in tutte le unità operative, blocco dei ricoveri ordinari in elezione, trasformazione eccezionale di tutti i posti letto dedicati a day hospital e day surgery in posti letto ordinari, richiesta di posti letto agli ospedali regionali nonché alle strutture private; nonostante anche gli altri ospedali pubblici versano nelle medesime condizioni di carenza di posti letto, si è ottenuta la disponibilità dell’ ospedale di Agnone ad accogliere alcuni pazienti, mentre molte strutture private non si sono neanche degnate di rispondere, non avendone l’obbligo.

Il MoVimento 5 Stelle Molise ritiene che non ci si possa e non ci si debba rassegnare a queste condizioni, ricordando che la salute è un diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino e che questo deve essere garantito da una sanità pubblica troppo spesso trascurata e svilita da tagli indiscriminati. Troviamo inaccettabile che il 40% dei posti letto sia stato destinato a strutture private che dispongono delle loro risorse come meglio credono e comunque con un criterio non sempre rispondente a quello dell’urgenza e della priorità delle cure; è inaccettabile che non esista una vera connessione tra medicina di base, rete di emergenza territoriale e ospedali, è inaccettabile che un luogo in cui si dovrebbero fornire prestazioni di cura in regime di urgenza ed emergenza diventi un lazzaretto pieno di persone assistite affannosamente da personale numericamente insufficiente che comunque si prodiga quotidianamente a fare del proprio meglio.

Sarebbe giusto riflettere anche in sede di Consiglio Regionale, il M5S se ne farà promotore, sui temi della distribuzione dei posti letto, sulla allocazione di risorse umane, tecniche e finanziarie tra le varie strutture pubbliche e private presenti in Regione, sulla creazione di RSA per anziani e lungodegenti, sulla necessità di fornire sul territorio un’assistenza medica e infermieristica di qualità in modo da ridurre il più possibile il ricorso ai servizi di urgenza-emergenza e al ricovero ospedaliero. C’è l’urgenza di promuovere campagne educative rivolte alla cittadinanza sia nel campo della prevenzione delle patologie che nell’informazione riguardo l’accesso ai servizi di emergenza che dovrebbero essere limitati ai casi davvero urgenti e clinicamente rilevanti; andrebbe quindi potenziato quel ruolo di filtro che dovrebbe essere svolto dalla medicina di base e dai servizi territoriali, sulla reale interazione tra la rete di emergenza 118 e le strutture ospedaliere, senza dimenticare il ruolo centrale che il presidio ospedaliero “A. Cardarelli” di Campobasso riveste sia in ambito regionale che interregionale, alla luce dei crescenti accessi di utenti provenienti da Campania e Puglia.

Mentre al momento risulta difficile individuare delle precise responsabilità per gli oramai atavici disservizi e per le inefficienze del sistema sanitario che oggi hanno raggiunto livelli al limite del collasso, continueremo a vigilare ed a lavorare affinchè venga riaffermato il principio inviolabile di una sanità pubblica quale bene comune al servizio dei cittadini .

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