Odissea sull’interregionale Roma-Campobasso

13 giugno, ore 17.35. Scene di ordinario disservizio a bordo del treno Roma Campobasso in partenza dall’ormai famigerato 20 bis della Stazione Termini, sotto il sole a picco ed i 30 gradi di un bruciante anticipo di estate romana, dove tanti e sempre più viaggiatori molisani sono costretti ad affrontare le distanze del marciapiede più sfigato e dimenticato d’Italia  e, come nel caso odierno, anche  gli assurdi regolamenti, a volte applicati in maniera maccheronica, a volta in maniera puntuale ed integerrima dal capotreno di turno.

E così può accadere, come spesso accade, che il viaggiatore che viene indirizzato all’ultimo minuto verso il 20 bis, imbracciati i bagagli e intrapresa la corsa o lo ”scarpinio”, a seconda del proprio livello agonistico, incontra sulla propria strada pochissime macchinette obliteratrici per vidimare il proprio biglietto, spesso tutte inefficienti, convinto di trovarne altre in testa al binario, ma senza fortuna: ovviamente non ce ne sono. Poco male, verrebbe da pensare, basterà segnalarlo al capotreno che, come chiaramente indicato sul retro del biglietto, in caso di mancanza o guasto delle obliteratrici, armato di penna è tenuto a convaliderà senza alcuna sanzione il biglietto. Semplice, scontato, logico.

Ebbene, i malcapitati viaggiatori hanno invece scoperto, a proprie spese, che questa consuetudine, apparentemente logica, di buon senso e spesso avallata dal personale viaggiante Trenitalia, non viene applicata da tutti poiché il severo regolamento, dettagliatamente illustrato dall’odierno capotreno,  prevede l’applicazione, in caso di partenza da Roma, della sanzione di 5 euro per la vidimazione a bordo del titolo di viaggio in caso di avviso tempestivo all’atto della salita sul treno, oppure 50 euro se “beccati” a bordo con biglietto non vidimato. Ciò non viene applicato solo nel caso in cui al capotreno venga comunicato da Trenitalia che tutte, ma proprio tutte, le obliteratrici della stazione siano fuori uso. Ciò significa, paradossalmente, che se ci fosse anche una sola obliteratrice funzionante in una stazione smisurata come Roma Termini, il viaggiatore sarà costretto, oltre che a recarsi invano al 20 Bis, a tornare indietro e cominciare una estenuante caccia al tesoro alla ricerca della sola, o una delle poche, macchinetta funzionante, che spesso è ben nascosta, presa d’assalto da decine di persone e magari situata nei pressi del binario 1 oppure 28, cioè a oltre due kilometri di distanza. Inutile tentare di spiegare al capotreno che al viaggiatore, magari anziano o con problemi di mobilità, non si può chiedere tale supplizio, e che nel frattempo le carrozze saranno belle e partite; il regolamento è chiaro e non ammette deroghe, anche se sul retro del biglietto c’è scritto tutt’altro: in caso di mancanza o guasto delle obliteratrici bisogna rivolgersi al personale che convaliderà senza alcuna sanzione. Peccato che siamo in Italia e che le norme sono sempre e comunque un’opinione da interpretare di volta in volta a piacimento; così se il controllore chiude un occhio (a rischio di provvedimenti in caso di ispezioni a bordo) al viaggiatore sarà risparmiata la performance atletica oppure la sanzione; se invece, in piena legittimità, fa il suo dovere con perizia notarile, sarà costretto ad infliggere la penale al malcapitato viaggiatore reo di non aver affrontato la prova dei 2000 metri in 8 minuti, per non perdere il treno.

Al fine di tutelare i diritti dei viaggiatori molisani, già penalizzati dall’assurda collocazione del binario di partenza, dall’obsolescenza del materiale, dai tempi lunghissimi e dai ritardi cronici dovuti all’ inadeguatezza della linea, urgono immediati interventi risolutivi alle problematiche esposte, mediante interventi sui contratti di servizio tra Regione Molise, Regione Lazio e Trenitalia. Per risolvere la banale carenza di obliteratrici e di biglietterie automatiche sul binario basterebbe semplicemente installarne qualcuna in più nei pressi del 20 bis  e soprattutto basterebbe applicare una semplice modifica ai regolamenti che consenta, in deroga alle norme attualmente vigenti, la convalida dei titoli di viaggio a bordo senza alcuna sanzione o penalità a carico dei viaggiatori partenti dallo sfortunato binario “ molisano”.

P.S. Che il treno sia partito in ritardo, che sia poi rotto a Colleferro, che i passeggeri siano stati fatti trasbordare su altro treno di pendolari per Cassino, che a Cassino c’erano solo 2 autobus sostitutivi per oltre 150 persone e non tutti hanno trovato posto, che persone disabili siano rimaste a terra per un’ora a Cassino senza poter salire sugli autobus inadeguati, che sempre a Cassino, dopo un’ora di attesa stipati sugli autobus a temperature inumane, tutti i passeggeri siano stati fatti nuovamente scendere e rispediti sui binari per prendere il treno in arrivo da Roma e partito 2 ore dopo, che il treno in questione fosse ovviamente  già pieno  ed i viaggiatori abbiano dovuto viaggiare in piedi o seduti a terra, che alla fine dell’odissea il treno sia arrivato a Campobasso alle 22 50 circa, con appena 2 ore e più di ritardo, è tutta un’altra storia. Di ordinaria follia, tutta orgogliosamente molisana. Peccato non vedere mai a bordo di questi treni della speranza i nostri cari amministratori che evidentemente preferiscono viaggiare sulle auto di servizio; sarà per questo che pensano esclusivamente all’autostrada e snobbano le strade ferrate. Buon viaggio.

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