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Pubblicato da il 1 Lug, 2013 in Mobilità, trasporti e infrastrutture, Novità | 2 commenti

TPL: Trasporto Pubblico…Latente

TPL: Trasporto Pubblico…Latente

Nella mattinata di oggi, primo luglio, in terza commissione in Regione, su impulso del Movimento 5 Stelle, si è parlato ancora di trasporto pubblico locale, ma questa volta al tavolo sono state invitate tutte le sigle sindacali e l’Assessore Nagni: l’argomento è stato il futuro dei trasporti nella nostra regione.

Trasporto su gomma.

E’ ormai da diverso tempo che i cittadini molisani subiscono il braccio di ferro, a nostro avviso, tra la Regione Molise e la società ATM: “oggetto del contendere” l’affidamento definitivo del bando per il gestore unico del servizio di trasporto pubblico extraurbano su gomma. La storia è nota e, a valle della sentenza del TAR che ha ritenuto inammissibile il ricorso intentato dalla SEAC, si ha l’impressione che l’Azienda torni a mostrare i muscoli annunciando nuovi tagli alle corse (200.000 km di servizi aggiuntivi). I servizi aggiuntivi, ricordiamo, sono quelli che da oltre un anno l’ATM ha garantito pur non rientrando all’interno del Piano dei Servizi Minimi, a nostro avviso da rimodulare ex-novo, e che sono stati finora effettuati a rischio d’impresa. Sia ben chiaro, crediamo fermamente che per migliorare l’efficienza, le economie di scala e i controlli nel settore dei trasporti pubblici di fondamentale importanza è il passaggio ad un gestore unico, ma purtroppo non si stanno avendo i risultati auspicati. E’ utile in questo senso anche ricordare che il taglio orizzontale al settore dei trasporti effettuato dalla Giunta Regionale del Molise nel 2010 ha riguardato circa il 30% dei km del Piano dei Servizi Minimi, a fronte di un’indicazione Ministeriale del 15%: questo però non ha comportato parimenti una riduzione dei costi che la Regione affronta, poiché il costo al km del servizio è sensibilmente aumentato, in funzione del numero di biglietti emessi, nel triennio 2010/12 portando una riduzione della spesa da parte della Regione del solo 6% e mettendo in condizione tutte le aziende del settore di ridurre i costi a parità sostanziale di ricavi.

L’Assessore Nagni ha tenuto a precisare che la posizione della Regione è quella di non piegarsi e che, se sarà necessario, a breve dovrà avviarsi una verifica di congruità dell’azienda, in termini di bilanci separati e posizione sul DURC, questo perché la procedura per i bandi a cui risponde un’unica azienda diventa molto più vincolante. Un gestore unico ci consentirebbe inoltre di avere una premialità pari a 2-3 milioni di km. L’invito dell’Assessore è quindi quello di far partire in seno alla terza commissione i lavori per un nuovo Piano dei Trasporti che apra le porte ad una rimodulazione del Piano dei Servizi Minimi che consentirebbe un recupero del 20-30% delle corse, da concordare in Conferenza dei Servizi con i Sindaci dei Comuni coinvolti.

Trasporto su ferro.

Riuscire finalmente a parlare di intermodalità nei trasporti in regione significa partire proprio da un’efficiente rete ferroviaria che deve poi avere dei collegamenti diretti, nelle varie stazioni, con i terminal degli autobus o con gli autobus stessi per permettere, anche con un biglietto unico, di spostarsi lungo le direttrici principali sul ferro e verso le aree interne con i mezzi su gomma: questa soluzione metterebbe definitivamente la parola fine all’insensata concorrenza tra ferro e gomma nel settore dei trasporti. Utile sarebbe anche ripristinare quelle fermate nelle stazioni all’interno delle varie aree industriali della Regione (ad es. Pozzilli). L’elettrificazione poi della tratta Campobasso-Roccaravindola (74 km con un costo pari ad 1 mln di € a km) comporterebbe la sostituzione dei lenti e vetusti mezzi a gasolio che tra l’altro a breve comprometteranno l’ingresso dei convogli molisani nelle stazioni di Roma Termoli e Napoli Centrale. C’è poi la Carpinone-Sulmona che andrebbe riattivata e che, in sinergia con la Regione Abruzzo che dà già dei segnali confortanti in tal senso, potrebbe tornare ad essere un mezzo importante per promuovere il territorio ed il turismo di quelle zone.

Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Trenitalia sono però delle S.p.A. e non intendono ragionare in termini di servizio pubblico o di diritti costituzionalmente riconosciuti alla libera mobilità, ma ragionano solo in termini di opportunità e di profitto. Come già anticipato nella scorsa commissione dal responsabile di Trenitalia, ingegner Moffa, la Regione Molise, insieme a tante altre regioni d’Italia, ha debiti nei confronti dell’azienda di circa 23 milioni di € relativi al solo anno 2012: dopo alcuni accertamenti si è avuto conferma che questi soldi il 20 dicembre 2012 sono entrati nelle casse della Regione, ma sicuramente non sono stati utilizzati per ripianare questo debito.

In conclusione riteniamo che al centro della nuova programmazione in materia debba essere messo il cittadino, di qualunque comune della regione, che non deve essere più l’anello debole della catena ma deve essere il perno intorno al quale tutte le prossime scelte dovranno ruotare.

2 Commenti

  1. io credo che l’elettrificazione delle rete ferroviaria molisana sia una cosa fattibile, occorre solo l impegno forte da parte della regione. Grazie all’ elettrificazione delle rete sara possibile aumentare un pò la velocità media dei treni che percorrono il territorio regionale; ma se si vuole veramente aumentare la velocità occorre raddoppiare la linea e operare quegli interventi per renderla più rettilinea e adatta a velocità più elevate ( ma queste opere appaprtengono ad un altro pianeta …. per la nostra regione)

  2. ma quando la fa la gara d’appalto la regione per il trasporto pubblico su gomma? oppure l’atm e’ diventata solo fonte di voti politici?