La Corte dei Conti “trova lo sporco” ma si pulirà dal 2013…

Dopo la segnalazione della Corte dei Conti, la paura che venisse applicato in maniera pedissequa quello che la legge diceva, ha subito fatto andare in allarme gran parte dei componenti del consiglio, tanto da chiedere nell’ordine del giorno del 09/07/2013 (fate attenzione alle firme a pagina 4!) di chiedere al Governo la corretta interpretazione della norma in questione ovvero la 174/2012, che all’art. 1 comma 13 prevede la restituzione delle spese non rendicontate, in altre parole di riversare i soldi alla Regione.

Erano anche altre le cose che venivano chieste, come ad esempio impegnare il neo Presidente Frattura e la giunta a nominare un consulente per capire come devono essere spesi i soldi dei gruppi consiliari.

Passano pochi giorni e la Corte dei Conti fa un “piccolo”(sic) passo indietro ovvero dice che le situazioni venute alla luce in riferimento all’anno 2012 hanno solo valore consultivo, in altre parole nessuno deve “pagare il conto”, cosa che sarà possibile solo a partire dal 2013, naturalmente la notizia è stata appresa tra le mura di palazzo Moffa con un mal celato entusiasmo.

Noi oggi eravamo pronti a dire la nostra e quello che avevamo scritto vogliamo condividerlo con voi per farvi capire quanta distanza prendiamo dal modo in cui si è fatto uso, in passato, dei denari dei nostri conterranei.

“Spettabili cittadini, colleghi.

Oggi siamo qui a discutere di una pagina triste della “anti-politica” del Molise. Ci avete chiesto di approvare un ordine del giorno che non solo per noi è tecnicamente inconcludente e lacunoso, ma arriva ad essere un vero e proprio schiaffo all’intelligenza e alla coscienza dei cittadini molisani.

Forse troppi di voi non hanno ben compreso come noi siamo arrivati qui dentro e chi rappresentiamo.  Allora è bene che io da capogruppo portavoce del MoVimento 5 stelle ve lo ricordi, noi siamo cittadini prestati alla politica ci piace continuare e vederci come una forza esterna a questo palazzo, scevra da qualsivoglia condizionamento e con un grande desiderio di inseguire e conseguire quella trasparenza che troppo spesso è solo nelle parole. Vi abbiamo dimostrato in questi pochi mesi che le proposte buone saranno da noi condivise e promosse ma alzeremo le barricate su tutto ciò che riteniamo essere ingiusto per NOI cittadini.

L’ordine del giorno di oggi non abbiamo voluto firmarlo perché mai dal MoVimento 5 stelle vedrete promossa una azione che, senza troppi giri di parole, ha l’unico ed incontrovertibile scopo di solidarizzare con alcuni di voi, essendo noi non presenti nella passata legislatura, ed avendo ad oggi speso solamente poche centinaia di euro per comprare la cancelleria che ci occorre per lavorare quotidianamente. Generalizzare significherebbe mentire, ma ciascuno di voi in cuor suo sa bene chi è nel torto.

Un torto che non è da ricercare affannosamente nell’interpretazione della norma, ma è nella perdita totale di moralità e di eticità che la politica ha perso in questi anni, trasformandosi in quella che è la vera antipolitica: cioè una casta tesa solo a mantenere il proprio status e ad approfittare di emolumenti per fini personali e non per l’espletamento del mandato elettorale.

Per essere chiari è bene che io sottolinei alcuni aspetti. Tutti voi firmatari cadete in errore clamoroso confondendo ciò che è GIURIDICAMENTE GIUSTO (o paventato tale) da ciò che è ASSOLUTAMENTE GIUSTO. Essere nella legalità di ciò che è consentito dalla legge non vuol dire essere legittimati a determinati comportamenti. I due concetti per quanto simili nella fonetica sono sostanzialmente diversi: il primo, quello di legalità, si riferisce al rispetto di una legge, per la quale siete adempienti, ci mancherebbe, l’avete fatta appositamente! La seconda è ben più alta e deriva dalla volontà popolare, come scriveva Schmitt in Legalità e Legittimità nel 1932: lex est, quod populus iubet (è legge quel che ordina il popolo), e il popolo molisano mai avrebbe ammesso un tale scempio del proprio denaro.

Questo è un esempio di ciò che può essere percepito come GIURIDICAMENTE E POLITICAMENTE GIUSTO dalla classe dirigente pur rimanendo un atto di una gravità tale da essere profondamente e intrinsecamente ingiusto.

Quindi prima di passare alla più noiosa analisi tecnico/giuridica della questione vogliamo che sia chiaro a tutti i presenti che l’argomento in questione dei rimborsi ai gruppi consiliari deve essere letto con l’occhio di chi aspira alla ricerca DELL’ASSOLUTAMENTE GIUSTO, a ciò che ognuno di noi è legittimato a fare perché rientrante in quello che è il nostro mandato ed il volere dei cittadini elettori e contribuenti; di chi vuole un ritorno di valori di eticità nella politica, del buon senso, di quella capacità di esercitare l’azione politico/amministrativa guidati da senso di responsabilità, da noi più volte richiamata, che deve essere propria del buon padre di famiglia.

In tutta franchezza l’art. 4 della legge regionale del 20/1991, così come modificato dall’articolo 2 della legge regionale 4/2005 non ci sembra affatto redatto da un buon padre di famiglia dato che recita testualmente: “I contributi di cui all’articolo 3 sono erogati in rate quadrimestrali anticipate e sono spendibili senza vincoli di destinazione…”.

La legge regionale vi da disponibilità di farne ciò che ne ritenete opportuno, ma sarebbe stato quanto mai ultroneo dover specificare che dovevano essere utilizzati per svolgere in mandato e non certo per altro, come stiamo leggendo ormai da giorni sui quotidiani.

Era chiaro il loro utilizzo, anche senza alcuna legge regionale che ne specificasse la destinazione, dovendo tutti noi rispettare la Carta Costituzionale che all’art. 54 recita: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempiere con disciplina ed onore”. Dilapidare i soldi consegnati ai gruppi per svolgere il mandato in modo puntuale, i soldi duramente versati dai cittadini molisani, non è affatto onorevole!

Stare a disquisire anche noi sulla intentio legis di come debbano essere utilizzati i fondi per i destinati ai gruppi consiliari è quanto mai privo di senso, essendo tautologico che tali fondi debbano essere utilizzati per l’espletamento dell’attività politica, la modifica della legge che rende maggiormente estensiva la destinazione non può modificarne l’intento con i quali questi sono conferiti.

In tal senso, riteniamo inutile la richiesta di impegnare il Presidente della Giunta regionale “a promuovere anche mediante incarichi ad esperti qualificati, approfondimenti tecnico giuridici, intesi a fornire ai gruppi consiliari elementi utili ad individuare la giusta applicazione delle norme di cui ai commi 9 e seguenti dell’art. 1 del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174”.

Non occorre un parere legale per capire che quei fondi devono essere utilizzati per le attività del gruppo consiliare opportunamente giustificate, quello che occorre, purtroppo tocca ripeterlo, non è un parere giuridico, ma il senso logico delle cose.

Basterebbe pensare che ogni singolo euro che percepiamo per il funzionamento dei gruppi consiliari proviene dalle tasse che i cittadini pagano, proviene da quegli operai in cassa integrazione, da quei commercianti ridotti alla fame, da quelle aziende costrette a chiudere sotto l’egida della austerity, sono denari frutto del sacrificio dei nostri conterranei, per tanto meritano rispetto.

PS: L’unico gruppo politico a non aver sottoscritto l’ordine del giorno dell’autoassoluzione è stato il MoVimento 5 Stelle!

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