Art. 7: tutta la verità!

Tutto quello che avreste voluto sapere sull’articolo 7 e non avete mai osato chiedere o non hanno mai osato spiegarvi…

“Tutto quello che avreste voluto sapere sull’articolo 7 e non avete mai osato chiedere (o non hanno mai osato spiegarvi)”. Parafrasando Woody Allen vogliamo introdurre una seria riflessione su quanto accaduto durante l’ultima seduta di Consiglio regionale.

Il giorno dopo le dodici ore di lavori in Aula non abbiamo voglia di soffermarci sulla delusione che abbiamo provato nel constatare la poca volontà di ascoltare le nostre proposte alternative (vedi aumento tasse), l’incredibile superficialità con cui sono stati bocciati praticamente tutti i nostri 17 emendamenti alla proposta di legge sul taglio dei costi della politica. Non vogliamo neanche dilungarci su quella che è la sensazione di grande isolamento che abbiamo provato ieri sera, oppure sulle “trattative da corridoio” che avevano come obiettivo quello di farci fare dei passi indietro su questioni per noi cruciali. Quello che vogliamo spiegare in queste righe è perché non accettiamo l’atteggiamento di tutto il consiglio regionale in merito all’abrogazione dell’articolo 7 (rimborsi per i portaborse) e perché non abbiamo votato l’ordine del giorno proposto dalla maggioranza di centrosinistra tesa ad attivare un’istruttoria con l’ufficio legale della Regione per individuare la ricevibilità dell’articolo 7 sulla base delle direttive del DL 174/12, la legge che abbiamo dovuto recepire per il contenimento dei costi della politica e della gestione degli enti sub-regionali.

Dell’articolo 7 parliamo da tempo: va’ abrogato immediatamente senza troppi giri di parole!
Questa abrogazione poteva essere fatta ieri, approvando il nostro emendamento e non nascondendosi dietro un salomonico “dobbiamo studiare meglio la questione”. Non accettiamo questo atteggiamento perché riteniamo che conservare questo istituto vada a confliggere con quanto previsto all’articolo 2 comma 1, lettera e), del decreto legge n. 174/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 213/2012 che recita testualmente:

“e) [la Regione] abbia previsto, per i consiglieri, la gratuita’ della partecipazione alle commissioni permanenti e speciali, con l’esclusione anche di diarie, indennità di presenza e rimborsi di spese comunque denominati;”

L’erogazione dell’art. 7 è stato oggetto di una Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale n. 68 del 1 aprile 2003, ed attualmente in vigore, dal titolo “Nuova disciplina del rimborso forfettario delle spese sostenute, per l’attività istituzionale, ai titolari del diritto di iniziativa legislativa. L.R. 3 giugno 2002, n. 7, art. 7.” Tale disciplina riporta testualmente all’articolo numero 1:

“Ai titolari di cui alla legge in premessa, spetta una somma a titolo di rimborso forfettario delle spese sostenute finalizzate allo svolgimento del diritto di iniziativa legislativa”

In parole povere viene definito l’articolo 7 per quello che in realtà è, ovvero NON un fondo, bensì un rimborso. Fattispecie questa non contemplata nella 174/2012 e per questo motivo da abrogare esplicitamente all’interno della legge regionale di recepimento.

La questione però non finisce qui…

Ci vedremo in Consiglio regionale… Sarà un piacere!

 Precedente

Via delle Frasche: discarica a cielo aperto

 Successivo

Per un pugno di euro!