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Pubblicato da il 8 Ago, 2013 in Comunicati, Novità, Sanità |

Se il dirigente non è diligente quanto ci costa?

Se il dirigente non è diligente quanto ci costa?

La politica è mediazione! Un’evidenza che troppo spesso ci ha indotti a digerire di tutto ma che affonda le sue radici nella necessità del confronto con tutte le parti in gioco. Questo è assolutamente condivisibile. Ciò che non è accettabile è quando in discussione non ci sia diversità di veduta bensì, semplicemente, l’applicazione della legge. In Italia, ma in particolar modo in Molise, sembra che spesso si viva in uno stato di legalità sospesa (almeno per alcuni).

Con la presentazione del programma elettorale delle scorse elezioni regionali noi del MoVimento 5 Stelle denunciammo l’anomalia secondo cui il Direttore Generale della Sanità molisana, Angelo Percopo, sarebbe stato nominato pur non essendo accreditato ai sensi dell’art. 3 bis D.Lgs. 502/1992, già modificato dalla legge nazionale 189/2012. Eppure sembrerebbe che l’idoneità acquisita con la partecipazione al “corso di formazione in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria” sia conditio sine qua non per ricoprire tale incarico. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che è un peccato veniale, ma non è così.

Il fatto è che siamo talmente abituati alle irregolarità che non riusciamo più a riconoscere cosa è giusto e cosa non lo è. Se quanto prima ha un valore  formale e potrebbe essere sanato, ciò che sancisce il comma 7 del predetto articolo 3 bis è senza dubbio di carattere sostanziale ed è proprio questo che ci preme evidenziare: “Quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione di leggi o del principio di buon andamento e di imparzialità della amministrazione, la regione risolve il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale e provvede alla sua sostituzione… Si prescinde dal parere (della Conferenza Stato Regioni) nei casi di particolare gravità e urgenza…”.

Lo scorso 25 luglio il Tribunale Amministrativo ha reintegrato Angelo Percopo, alto dirigente A.S.Re.M. specificando che, vista la delicatezza della decisione, spetta al nuovo Commissario ad acta stabilire il ruolo che dovrà ricoprire, fino a che lo stesso Tribunale deciderà nel merito (udienza fissata 8 maggio 2014). Inoltre, leggendo un articolo su Primo Piano del 3 agosto, abbiamo appreso che c’è stato già un primo incontro tra Frattura, Ruta (Direttore Generale che aveva sostituito Percopo) e lo stesso Angelo Percopo.

A questo punto noi ci chiediamo: cosa ha intenzione di fare Frattura? Proprio a metà luglio il Presidente della Giunta ha avuto l’infelice sorpresa al Tavolo Massici dove si è appurato che il deficit della sanità relativo all’anno 2012 in Molise è salito a 53 milioni di euro, tra l’altro ben oltre i 33 milioni preventivati da Percopo nel corso del suo operato. Qual è il limite perché si riconosca il fallimento della sua gestione? Sono trascorsi quasi sei mesi dal cambio del vertice politico a capo della nostra Regione e siamo impazienti di verificare qualche segno di discontinuità rispetto al passato. Chissà che questo non possa essere il primo vero intervento volto in tal senso.