Seduta consiliare del 12 Agosto 2013 – Le nomine di competenza del Consiglio Regionale

Convocato per questa mattina alle 09.00, alle 20.00, dopo continue e lunghissime sospensioni, il Consiglio Regionale indetto per le nomine di cui abbiamo già parlato sul nostro blog non è ancora iniziato. Come abbiamo dichiarato, il M5S ha scelto volutamente di non presentare candidati perché non ha intenzione di partecipare ad alcuna spartizione né tanto meno alla mediazione che questa impone.
Premesso che tutte le nomine e le designazioni che spettano alla Regione Molise sono disciplinate da legge regionale e sono di competenza del Consiglio regionale, salvo diverse e specifiche disposizioni contenute nelle leggi regionali di settore ( L.R. 16/2002 e s.m.i.), quello che più contestiamo è l’arbitrarietà dell’esperienza professionale e politico-amministrativa richieste, e disciplinate dal comma 3 della stessa legge. L’art. 3, inoltre, se da un lato garantisce una adeguata pubblicità delle nomine e delle designazioni, dall’altro dà la possibilità ai consiglieri stessi di individuare anche soggetti che non abbiano formalmente manifestato la propria disponibilità secondo i criteri stabiliti dall’avviso pubblico.
Una conseguenza di tutto ciò è che i curricula presentati non vengono discussi ma se ne prende semplicemente atto in base alla ammissibilità dei requisiti. E questo perché le coalizioni propongono, ci si mette d’accordo e le nomine si avallano, con perfetto equilibrio, per poi essere approvate con una elezione solo formale durante la seduta assembleare.
Crediamo che la selezione dei curricula dovrebbe avvenire per bando pubblico, o per estrazione se si tratta di revisori dei conti così come prevede il D.L. 174 del 2012 per il Collegio dei Revisori dei Conti della Regione, o comunque selezionando i migliori professionisti attraverso criteri oggettivi di merito con procedure quanto più possibili trasparenti.
Le nomine di questi organismi sono chiaramente di natura politica. Avevamo pensato di lanciare una proposta on-line, aperta a tutti quelli che avessero i requisiti richiesti dalla legge regionale ma disattesi nella pratica, ma poi entrarci sarebbe stata l’ennesima presa in giro.

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