Scova la quaglia! Nuova Convocazione ad horas per il calendario venatorio.

Nuova convocazione ad horas della II Commissione per la revisione del calendario venatorio 2013-2014. Un modus operandi condiviso qualora le motivazioni siano realmente gravi e dettate da un’emergenza, ma in questo caso si tratta di “aggiustare il tiro” su un tema ben conosciuto in Molise.

La questione caccia è molto sentita in Molise sia grazie al valore economico relativo agli adempimenti amministrativi dei cacciatori sia al valore economico che tale attività riveste per diverse famiglie ma, soprattutto, al “valore intrinseco” a questa attività:  i cacciatori sono in definitiva un bel bacino di voti. E QUI NASCE IL PROBLEMA!

Al di là di posizioni personali e problemi riguardanti l’ “etica” di tale pratica, essa dovrebbe sottostare e comunque essere “vincolata” a precise vicissitudini di carattere ecologico ed etologico, a cui fa riferimento la direttiva comunitaria 79/409/CEE che deve la sua origine al fatto che gli uccelli selvatici, che sono prevalentemente migratori, costituiscono un patrimonio comune degli Stati membri, la cui effettiva protezione rappresenta un problema tipicamente transnazionale che implica responsabilità comuni.

Da ciò discende la necessità di dati censuari ed evidenze “scientifiche” che permettano di programmare l’attività venatoria nel territorio regionale. A tale scopo molte Regioni si avvalgono dell’attività di Osservatori Faunistici, aventi funzione conoscitiva e di supporto all’attività normativa. Lo scopo di tali osservatori infatti, è soprattutto quello di raccogliere dati relativi alla consistenza delle popolazioni modulando di conseguenza l’attività venatoria. In assenza di tale “strumento”, e di conseguenza di dati su cui basare osservazioni e deduzioni “ponderate”, pare logico assecondare la via “cautelativa” proposta dall’ISPRA con le relative restrizioni, volte a minimizzare l’impatto ecologico negativo dell’attività venatoria. Inoltre, ricordiamo che l’articolo 7 della Legge n. 157/1992 individua nell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS), oggi ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) l’autorità scientifica nazionale deputata a fornire la consulenza e i pareri sulle varie pratiche di gestione e utilizzo della fauna, nonché a incrementare le conoscenze su fauna e habitat naturali.

In tale contesto, a valle del Calendario e Regolamento per la stagione venatoria 2013-2014 approvato in commissione  con carattere di urgenza il 31 Luglio 2013 e nel rispetto delle direttive proposte dall’ISPRA, a distanza di 4 settimane, siamo chiamati ancora con carattere di assoluta urgenza ad esprimere un giudizio sulla base di poche notizie raccolte alla svelta nel rispetto del carattere di urgenza! E soprattutto in cosa consiste l’urgenza? Fare marcia indietro rispetto al regolamento precedente e anticipare di 15 giorni la stagione venatoria per quaglia, tortora, fagiano e colomba. Ci chiediamo sulla base di quali dati scientifici o censimenti di popolazione sono state prese queste decisioni? Forse si vuole semplicemente assecondare il bisogno di una certa parte della popolazione per motivi e ragioni ben lontane da principi ecologici?

Il problema della caccia in Regione esiste da tempo ed è impossibile andare avanti a programmare con carattere di urgenza e senza alcun principio guida e dato scientifico che avalli certe ipotesi. Non è assecondando pretese circostanziali, più o meno giuste ma non sta a noi stabilirlo, che si rispetta l’ecosistema e le popolazioni (compreso l’homo cacciatore che di esso fruiscono). Al contrario si inizi a ragionare davvero nell’ottica della pianificazione, si inizino a rispettare i regolamenti e si cerchi di dare risposte ai problemi senza passi indietro che hanno, piuttosto, la parvenza (forse) di un contentino!

Gruppo di Lavoro Ambiente – M5SM

 Precedente

Il politico impotente

 Successivo

Effetto indignazione!