Giù le mani dalla Costituzione

L’articolo 138 della nostra Costituzione non è tra quelli più noti e recita così:

”Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.  Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti“.

Rappresenta la prima tessera del domino, quella che regge tutte le altre. Abrogare, derogare o modificare questo semplice articolo consentirebbe di portare avanti le Riforme costituzionali auspicate dall’attuale governo non tanto in un’ottica di adeguamento della Carta Costituzionale della nostra nazione alle mutate condizioni del Paese, ma piuttosto per indirizzare la forma di governo verso il presidenzialismo o il semipresidenzialismo. E’ ormai chiaro che al Governo e ai saggi deputati a stravolgere la Costituzione poco importa se di fatto, molti degli articoli restano lettera morta, inapplicati, come quelli a garanzia del diritto al lavoro, alla casa, alla salute dei cittadini italiani o come quelli che ripudiano la guerra come strumento per dirimere le controversie internazionali. Il Parlamento italiano è stato svuotato di quel significato che i Padri Costituenti avevano voluto attribuire a questa istituzione e la Costituzione della Repubblica Italiana è stata troppo spesso calpestata, violata, disattesa.
Il Movimento 5 Stelle, in Parlamento si è fatto promotore di un’azione ostruzionistica, o meglio “costruzionistica”, tanto importante quanto poco compresa, che ha impedito di discutere la modifica dell’articolo 138 in agosto in un momento in cui l’opinione pubblica era distratta dalla calura estiva. Questo esercizio di democrazia non è stato però sufficiente a frenare i frettolosi propositi del nostro governo che il 6 di Settembre inizierà alla Camera la discussione sulla modifica dell’art. 138 della Costituzione, l’articolo-cassaforte che stabilisce come si cambia la nostra Carta; tre giorni dopo, il 9, si voterà e poi di corsa in discussione al Senato.
La Costituzione Italiana va difesa, NON può essere modificata da persone NON elette, i cosiddetti “40 saggi”, e ratificata da parlamentari eletti con una legge ANTICOSTITUZIONALE, il cosiddetto Porcellum. Per esaminare la legittimità del Porcellum, il 3 Dicembre 2013 si riunirà la Corte Costituzionale.
Perché il PD e il PDL vogliono modificare la Costituzione Italiana così in fretta? Per anticipare la sentenza della Corte Costituzionale? O forse per adeguare, a posteriori, la Costituzione Italiana a una realtà economica e sociale che si è andata affermando non rispettando i principi costituzionali?
La modifica della Costituzione viene così gestita, contrariamente a quanto fatto nel ’46 – ’47, dopo la guerra e la dittatura, da coloro che sono stati i responsabili di manovre, leggi e trattati europei, già ratificati INCOSTITUZIONALMENTE, a danno del Popolo Italiano e della Sovranità Popolare e che, guarda caso, entreranno
in piena operatività nel 2014.
Anche il Movimento 5 Stelle Molise aderisce all’iniziativa di difesa della Costituzione promossa dai nostri Parlamentari con banchetti informativi nelle Piazze di Campobasso, Isernia, Termoli e S.Martino. (link evento Facebook)

Loro non si arrenderanno mai…noi nemmeno!!! A riveder le stelle….

 

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