Il Referendum nel Basso Molise – Atto II

La democrazia partecipativa è un processo che prevede il coinvolgimento diretto dei cittadini nelle decisioni che li riguardano direttamente, “bypassando” i rappresentanti formalmente eletti quando questi si rivelano sordi alle istanze ed alle esigenze della propria comunità; lavora per creare le condizioni affinché un numero sempre maggiore di soggetti, appartenenti alla comunità, abbia l’opportunità di portare un contributo significativo ai processi di decisione, partecipando direttamente alle scelte su temi di forte rilevanza pubblica e costruire decisioni maggiormente condivise ed attinenti alle reali necessità della comunità.

Il sistema di partecipazione democratica, ha la capacità di riavvicinare le istituzioni alle esigenze del cittadino, migliorando l’efficacia della funzione pubblica e diventando promotore di sviluppo locale e coesione sociale.

Il legislatore, con D.Lgs. n. 267 del 18 agosto 2000, “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”  ha voluto dare attuazione ai principi costituzionali della democrazia diretta prevedendo all’art.8 (Partecipazione popolare) l’obbligo per gli enti locali di prevedere forme di Democrazia Diretta.

Il comune di Termoli, come tutti i comuni del Basso Molise, non ha mai recepito a pieno tali disposizioni; la grave carenza è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica pochi mesi fa proprio, dal MoVimento 5 Stelle.

Sembra che qualcosa si stia muovendo.
Notiamo con piacere, non solo nostro ma di tutta la cittadinanza attiva, che la I Commissione del Comune di Termoli, alla quale avremmo preso parte ai lavori volentieri, ha licenziato il testo dal titolo “Regolamento per la disciplina degli organismi di partecipazione popolare e dell’istituto del Referendum Consultivo”.
La stessa amministrazione ha successivamente comunicato la propria disponibilità nel recepire “eventuali proposte utili ad arricchire il percorso già avviato”.
Il MoVimento 5 Stelle Termoli, da tempo a lavoro sul tema, ha voluto dare  il suo contributo alla redazione del testo, presentando ufficialmente le sue integrazioni e considerazioni in merito, tramite un documento redatto, in un’ apposita assemblea di attivi, e depositato all’ufficio comunale preposto.
Attraverso una serie di emendamenti si è voluto dare un‘impronta quanto più possibile democratica al dettato normativo in questione, incentivando la partecipazione al voto dei cittadini e “depoliticizzando”, dove possibile, l’intero procedimento e gli organi che lo coordinano affinché questo strumento sia davvero a servizio della collettività, senza rischi di strumentalizzazione politica.
In quest’ottica vanno intese, ad esempio, le proposte di modifica della “Commissione per il Referendum” che noi vorremmo fosse apolitica, presieduta dal Difensore Civico e non dal Sindaco, composta da liberi cittadini competenti in materia e non da Consiglieri comunali, come vorrebbe l’attuale norma.
Altra proposta contenuta nel documento è quella riguardante un tema che è centrale nel dibattito del MoVimento: il “Quorum Zero”, ovvero la possibilità di validare il referendum indipendentemente dal numero dei votanti affinché l’astensione non sia più un vantaggio aggiuntivo per chi è contrario all’oggetto del referendum e quindi il quorum non costituisca più un ostacolo al raggiungimento dell’obbiettivo referendario.

Qualora questo emendamento fosse accolto, il comune di Termoli potrebbe vantare un primato di democrazia in Italia. Infatti, ad esclusione di pochi comuni, tutti tra Trento e Bolzano (provincie autonome), la nostra città sarebbe tra le prime in Italia a dotarsi di un “referendum a quorum zero”, un virtuosismo in materia di partecipazione democratica che potrebbe riscattare decenni di vuoto normativo e che renderebbe i nostri referendum, (se pur solo di consultazione)  paritari addirittura a quelli in vigore in Svizzera, “comunità numero uno” in materia di partecipazione popolare.
L’auspicio, in definitiva, è quello di incentivare ulteriormente l’attuale amministrazione comunale ad adottare il testo di legge, colmando un vuoto di democrazia che da troppo tempo è realtà, consegnando finalmente nelle mani dei cittadini quello che la nostra Costituzione prima e lo Statuto poi prevedono da sempre.
Ci auguriamo inoltre che l’amministrazione comunale sia quanto più aperta ed attenta alle nostre proposte, che le esamini obbiettivamente tenendo conto che ,quello del referendum, è un tema che il MoVimento 5 Stelle porta avanti ed approfondisce da sempre  con particolare accuratezza ed impegno.

Il prossimo consiglio comunale può segnare un punto di partenza per il processo di sviluppo partecipativo della nostra città, un percorso che dovrà necessariamente proseguire con una  riforma statutaria che introduca ulteriori forme di referendum, come il propositivo e l’abrogativo, e che non si fermi al solo referendum consultivo che, ricordiamo, non comporta alcun obbligo per chi amministra.

Confermando la nostra  completa disponibilità alla collaborazione ai lavori dell’amministrazione comunale, osserviamo fiduciosi gli sviluppi dell’ iter legislativo assieme a tutti i cittadini che attendono, da molto tempo, il riconoscimento del proprio diritto di partecipazione alla vita pubblica… che Termoli abbia il suo referendum!

6 pensieri riguardo “Il Referendum nel Basso Molise – Atto II”

  1. A proposito, vi dico la mia sulle modifiche da voi proposte, dopo una veloce lettura:
    – articolo 20: il 10% di firme mi sembrano troppe, max 5% (ossia 1/20),
    – manca la parte riguardante la “democraza elettronica”, tipo la raccolta firme o le petizioni online! magari mettete una postilla al regolamento, come ha fatto provincia bolzano, dicendo che “per quanto riguardo d.elettronica, si rimanda a specifico regolamento etc. etc” ed aggiungendo qualche postilla qui o là nel regolamento.
    – articolo 23: perchè fare una seduta straordinare per il referendum e spendere soldi? non è meglio “entro 30 giorni” così uno si organizza con il lavoro normale del consiglio?
    – come ho detto manca la parte più digitale, ad esempio certificando gli utenti sul sito comunale (come a Parma) sarebbe la soluzione per l’invio di newsletter e raccolta firme per petizioni-proposte..ma qui ci vuole la volonta di allestire un vero “sito sulla partecipazione” così da risolvere 2 dei problemi maggiori della democrazia diretta, ossia la pubblicità delle iniziative dei comitati locali e la raccolta di firme.

  2. Il 10% degli aventi diritto sembra troppo anche a noi ma non possiamo disporre diversamente poiché tale percentuale è fissata dallo Statuto del Comune di Termoli (art.10) e modificabile solo attraverso una riforma statutaria che noi auspichiamo (come avrai letto nell’articolo).
    Per quanto riguarda la seduta straordinaria della Commissione per il Referendum (art.24 non 23), essa non comporta oneri proprio perché non più composta dai consiglieri comunali.
    Infine siamo d’accordo con quanto tu dici in materia di “partecipazione elettronica” ma questa è una cosa, a nostro avviso, troppo “importante” per figurare come semplice emendamento ad una proposta di legge; inoltre, questa si, comporterebbe un onere aggiuntivo.Ad ogni modo la proporremo sicuramente ma con altre modalità, ad esempio come riforma della Pubblica Amministrazione comunale.

  3. Ciao Valerio, grazie delle risposte.
    Allora secondo me, per l’edemocracy, vi propongo questo…aggiungere l’art. 11 come scritto nel testo di Bolzano e dove necessario aggiungere la frase “oppure tramite il sistema di raccolta delle firme on-line”,
    http://www2.consiglio-bz.org/documenti_pdf/idap_278538.pdf
    Secondo me è la soluzione ottimale.

    oppure senza cambiare il testo fare una proposta perchè la commissione/giunta si impegni sulla dem. elettronica, tipo “la Giunta comunale emana, entro sei mesi
    dall’entrata in vigore della presente legge, un regolamento di esecuzione con cui viene istituito un sistema di raccolta delle firme on-line per la partecipazione dei cittadini, allo scopo di rendere il sistema di raccolta delle firme nel suo complesso più
    sicuro, più efficiente e più trasparente. ”

    Aggiungo che l’art. 9 del decreto 82/2005, ossia sulla “Partecipazione democratica elettronica” prevede che:
    “Lo Stato favorisce ogni forma di uso delle nuove tecnologie (..) per facilitare l’esercizio dei diritti politici e civili sia individuali che collettivi”

    Altrimenti fate quello che meglio credete, a me bastava passarvi le info! Ciao e buon lavoro!

  4. Grazie mille per le info! … speriamo che la nostra città si doti di un buon regolamento.

    A risentirci.

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