Prima commissione 17 settembre 2013

All’ordine del giorno della seduta della prima commissione di stamattina c’erano argomenti interessanti quali la “riforma” dell’articolo 7 (portaborse) e le modifiche allo Statuto regionale, che tra le altre prevedono la possibilità di innalzare il numero di Assessori fino a cinque.

I lavori si sono però inizialmente soffermati sul primo punto, ovvero la discussione della Proposta di Legge concernente “Soppressione dell’Ente Strumentale regionale Agenzia Molise Lavoro”. La discussione inizia con l’intervento dell’assessore al ramo Petraroia che, oltre a sottolineare l’importanza di questo provvedimento in termini di efficientamento e riduzione dei costi, tutti ancora da verificare ad honor del vero, risulta importante per quello che è l’indirizzo del Governo centrale in termini di accentramento dei servizi di monitoraggio e statistici sul lavoro e in ottica della futura soppressione delle province, con conseguente riassorbimento delle competenze in materia di lavoro (Centri per l’Impiego) all’interno della struttura regionale. L’assessore ha qui sottolineato che le Province non riescono più a pagare gli stipendi ai circa 100 lavoratori del settore a causa della mancanza di trasferimenti e che la possibilità di riportare tutto sotto la regia dell’Assessorato regionale al Lavoro possa essere una soluzione ottimale per essere in linea con quelli che sono gli indirizzi anche delle altre regioni. A nostro
avviso il problema è che non c’è ancora una chiara definizione di quello che possa essere la futura riorganizzazione di tutto il sistema e che potrebbe essere opportuno aspettare che si definiscano in maniera univoca gli indirizzi, fermo restando che l’internalizzazione dei servizi ci trova sostanzialmente d’accordo, anche per rendere più efficace la qualità dei servizi di Osservatorio e Informativi dell’universo lavorativo regionale, a patto di conoscere bene chi in Regione dovrà occuparsi del coordinamento. Altra pregiudiziale è quella legata ai sette ex-dipendenti interni dell’Agenzia Molise Lavoro, vincitori di un concorso qualche mese fa e che risultano ad oggi non ancora assunti dalla struttura: quale sarà il loro destino? Scommettiano che partiranno dei legittimi contenziosi ed il rischio che la Regione possa essere soccombente è, a nostro avviso, molto alto.

Altra questione è quella che rivela come dietro la proposta di “Istituzione del fondo di solidarietà per interventi in situazioni straordinarie e impreviste”, che può sembrare nelle intenzioni condivisibile, tant’è che anche il nostro capogruppo Federico l’ha sottoscritta in un’ottica di condivisione in sede di conferenza di capigruppo, si possa celare un meccanismo a dir poco imbarazzante che sicuramente si allontana, come da noi sottolineato in Commissione, da quella che doveva essere la ratio della legge. Ma andiamo con ordine. La Regione Molise si avvia ad essere la prima ad avere uno strumento legislativo di questo genere, ma le
difficoltà sono tante: anzitutto andrebbe meglio specificato che questo tipo di interventi non possono essere destinati ad enti privatistici che hanno scopo di lucro, proprio perché non si tratta di aiuti economici in senso stretto, ma bensì di sostegno alle popolazioni che vivono o  usufruiscono di beni e strutture irrimediabilmente compromessi a causa di eventi naturali o di origine dolosa. Seconda questione, la più rilevante a nostro avviso, è che tale fondo, se di solidarietà si vuole parlare, non debba pesare completamente sulle casse della Regione, già in serie difficoltà, e ricadere ancora una volta  sulle spalle dei cittadini molisani, ma dovrebbe prendere il via con una sorta di autotassazione degli emolumenti di tutti i Consiglieri regionale: se la proposta non dovesse cambiare, il carattere di
solidarietà viene invece così un po’ a perdersi, come tutti i buoni propositi dell’ispiratore della norma, il Presidente del Consiglio Vincenzo Niro. Da sottolineare
che manca la copertura per un provvedimento del genere.

La seduta si chiude con la lettura della relazione della proposta di legge “Modifiche all’art. 7 della legge regionale 3 giugno 2002, n. 7”.

Tutti i punti sono stati poi rinviati alla prossima seduta di lunedì 23 settembre, lasciando in sospeso una serie di questioni importanti.

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