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Pubblicato da il 19 Mar, 2014 in Ambiente, Foreste e territorio, GDL, Novità | 3 commenti

Ritorno alla Terra

Ritorno alla Terra

Per il settore agricolo, il ridursi delle imprese è ormai un fenomeno che può definirsi secolare e non riconducibile – almeno nella sua portata generale – agli effetti della crisi. Tra le cause, le principali sono: l’abbandono di aziende agricole per la loro marginalità economica e il venir meno dei molti vecchi titolari, da cui il frequente cambio di destinazione dei suoli agricoli (seconda casa, edilizia turistica, diffusione di fabbricati industriali, strutture economiche di servizi, opere pubbliche, promozione della mobilità delle persone e delle merci, eccetera).
Seppur in dieci anni, in Molise si sia assistito ad un aumento della superficie utilizzata sul totale di quella agricola, in dieci anni si sono persi oltre 30 mila ettari di terreno agricolo e 17 mila di utilizzato. Anche il numero delle imprese del settore agricolo ha subito un rallentamento della vitalità. Un fenomeno, tuttavia, che in agricoltura trova interpretazione soprattutto nelle caratteristiche demografiche del settore che, soprattutto per i motivi anagrafici, prosegue nella contrazione strutturale della sua base imprenditoriale.

Tuttavia, non si può osservare lo stesso fenomeno per l’imprenditoria giovanile agricola che, seppur ha registrato un decremento in termini di stock a causa dell’invecchiamento della popolazione, ha mantenuto nel tempo una certa vitalità evidenziando un fenomeno, quello del ritorno alla terra, avviato ormai da tempo e che si presenta come una risposta alla crisi che sta investendo l’economia reale. La proposta di legge presentata dal MoVimento 5 Stelle, dal titolo “Istituzione della Banca della Terra Molisana” vuole andare proprio in questa direzione, andando incontro a quanti hanno deciso di avviare un’attività agricola nel rispetto del territorio e nella tutela della nostra biodiversità.
La proposta si pone l’obiettivo di innalzare i livelli occupazionali nelle aree rurali, incentivando l’imprenditoria agricola e garantendo, nel contempo, la salvaguardia ambientale e dell’equilibrio idrogeologico del territorio molisano, razionalizzando la gestione dei terreni e promuovendo la tutela del paesaggio e della biodiversità attraverso l’affido diretto di terreni altrimenti destinati all’abbandono.

L’istituzione della Banca della Terra rappresenta, tuttavia, una fase di un progetto più ampio. Crediamo che la sola proposta, un singolo progetto o un’iniziativa non possono cambiare le cose se, prima di tutto, non aumenta la sensibilità degli amministratori e dei cittadini tutti. In un simile contesto, solo il “fare rete” darà un senso all’intera azione. La scommessa è produrre migliorando la qualità e puntando sull’innovazione dei processi e sulla creazione di strategie di marketing territoriale che mettano in rete e valorizzino i prodotti, il paesaggio, i beni archeologici, le tradizioni e la cultura di un territorio che molti sono in attesa di scoprire. È necessaria una pianificazione di ampio respiro che prenda in considerazione tutte le qualità e le criticità della nostra regione, che riesca ad integrare la necessità di proteggere il territorio da qualsiasi tipo di speculazione con quella di mettere a sistema tutte le sue peculiarità per una forte rivalorizzazione e per il rilancio del turismo ed altre attività produttive. Una pianificazione, quindi, in grado di indirizzare uno sviluppo sostenibile ed intelligente delle risorse naturali del territorio, che costituiscono la nostra più grande ricchezza e sono un patrimonio da tutelare.

 

3 Commenti

  1. Tutto cio’ che c’è nell’articolo sarebbe bello poterlo realizzare ma con questa classe politica che abbiamo ho i miei dubbi.se un giorno (mi auguro non lontano)i politici capissero che pensare solo ai propri interessi non porta nessuno sviluppo nè per tutti noi ma anche per l’oro allora veramente tutti avremmo nuovamente la grinta e la voglia per ricominciare .Saluti

  2. La classe politica non cambierà, a meno che le persone che partecipano alla vita pubblica nell’interesse della collettività diventino maggioranza. A oggi la maggioranza ha paura del cambiamento, pensa al proprio orticello. Soprattutto la classe dirigente italiana.
    Ma presto le cose cambieranno, l’orticello passerà nel fiscal compact e allora avremo un governo tutto a 5 stelle.
    Sempre più categorie tentano di screditare l’operato di questi eroi del movimento, a partire dai politici, sindacalisti e giornalisti (Parenzo: il M5S è gentaglia.).
    Il cambiamento, che è inevitabile, ci sarà, ognuno di noi tenga acceso il faro della verità.
    Buon passaparola a tutti!

  3. Per salvare l’agricoltura i prezzi per comprare dagli agricoltori non li deve fare la granarolo ma seri studi dove impongono per esempio: se un contadino per produrre 1 litro di latte gli costa 45 cen. lo stato dovrebbe salvaguardarlo ed imporre che le multinazionali che comprano almeno gli devono dare 60 cent. poi se loro riescono a rivenderselo nei supermercati a 3 euro buon per loro. Così anche per il grano e tutti gli altri prodotti altrimenti se sottopagato il contadino dura finche’ a qualche riserva poi chiude. E’ improponibile che un contadino con 10 ettaro di terreno non riesca a mettere nemmeno uno stipendio da parte e a coprire solo le spese mentre un dirigente che sta seduto guadagna 600.000 euro all’anno.

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