I cinque centesimi della discordia!

La Regione Molise, il 22 luglio scorso, ha finalmente recepito il Decreto-Legge 174/12, quello che è sfociato nella famosa legge “riduzione dei costi della politica” con la Legge Regionale 10/13, che però, a nostro avviso, ha prodotto un taglio con delle forbici alquanto spuntate.

I fondi per il funzionamento dei gruppi consiliari è disciplinato dalla lettera g) dell’articolo 2 del succitato Decreto-Legge 174/2012, a seguito del quale l’atto approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province e della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, riunite in Assemblea congiunta il 5 dicembre 2012 sui costi della politica, “convengono di definire […] il parametro di virtuosità che individua l’importo complessivo da erogare a titolo di contributi per il finanziamento ai gruppi consiliari, a decorrere dal 1° gennaio 2013, in: € 5.000,00 (cinquemila/00) per consigliere (confermando la delibera della Conf. Stato-Regioni del 30 ottobre che individuava la regione più virtuosa [n.d.r. Abruzzo]), a cui si aggiunge, ai fini di tener conto “delle dimensioni del territorio e della popolazione residente” (come previsto dal testo del disegno di legge di conversione approvato dal Senato) un importo complessivo pari a € 0,05 (zero/zerocinque) per abitante. Di conseguenza, ogni Regione ha recepito quanto disposto acquisendo complessivamente 5 centesimi da ciascun abitante e ha poi ripartito l’ammontare tra tutti i Consiglieri, come anche intuitivamente si capisce: ogni cittadino, con i propri 5 cent., dà un contributo al Consigliere che ha votato per farlo lavorare. Mentre la Regione Molise ha recepito la norma nel testo di legge in modo vago nonostante il nostro emendamento, chiaramente respinto con un “no!” senza spiegazioni, dando poi però l’interpretazione con la Delibera dell’Ufficio di Presidenza del 30 luglio 2013, n. 13 avente ad oggetto “Finanziamento dell’attività dei gruppi consiliari regionali ai sensi e per gli effetti dell’articolo 12 della legge regionale n.10 del 25 luglio 2013” che moltiplica l’importo da erogare per il funzionamento dei gruppi (€ 0,05 x popolazione residente) per il numero di consiglieri eletti, invece che di ripartirlo tra questi, producendo chiaramente un aggravio di spesa. Successivamente all’inizio dell’anno arriva la Deliberazione n. 37 della Sezione regionale della Corte dei Conti, in cui a pagina 27 si evince come

“Da un esame condotto sulle diverse leggi regionali sul punto, è emerso che ogni regione, per determinare la seconda parte di contributo spettante ai gruppi (ovvero quella variabile), in ossequio alla delibera della Conferenza Stato-Regioni, ha applicato la formula € 0,05 x abitanti diviso il numero dei consiglieri.”

Abbiamo riproposto il tema anche durante la seduta di approvazione del bilancio e della finanziaria 2014, ritenendo ormai ampiamente dibattuto ed esaurito il tema anche in più ambiti, ma anche in questa occasione abbiamo ricevuto un sonoro “No!” In aggiunta poi è stato proposto un emendamento dalla maggioranza, condiviso dall’opposizione (?) di centro-destra, con cui si sospende per un anno il contributo dei 5 centesimi, in attesa di maggiori chiarimenti! Ancora???

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