Consiglio monotematico sul rilancio della GAM

Ecco l’intervento durante il Consiglio monotematico sul rilancio della GAM di Bojano del 3 giungo 2014.

Presidente, nella seduta del 21 gennaio ha spiegato puntualmente come sono stati sperperati i soldi, milioni e milioni di euro, dalla passata amministrazione, ma in questa sede le porremo tante domande, sia perché è quest’aula il luogo deputato, sia per comprendere se il piano industriale redatto sei mesi fa è ancora valido o debba tener conto di un peggiorato quadro d’insieme, d’altronde anche Lei ha iniziato ad impiegare soldi pubblici nell’epica missione GAM.

Lei specificò che intorno all’azienda ruotavano 173 allevatori da carne, di cui 20 fuori dalla filiera, 20 in proprio, 20 passati alla concorrenza e 113 che con liberatoria potrebbero da subito sottoscrivere contratti con i concorrenti, sei mesi dopo qual è la situazione?

Per quanto riguarda i 41 trasportatori (11 consorzio Contram per mangime, 10 per materie prime, 15 per pollo vivo e 5 per rete vendita), la loro attività si era fermata ed è rimasta in questa situazione sino ad oggi, a questo punto sa se sono passati ad altri competitor? Vantano ancora crediti nei confronti della GAM?

Per quanto concerne i luoghi della produzione suddivisi in vari Comuni e lo stato dei macchinari e degli impianti sapevamo come fossero in avanzato stato di degrado, non idonei e tecnologicamente obsoleti, tali da produrre con scarsa ed inefficiente qualità e da non garantire la catena del freddo e Lei stesso ci comunicò specificatamente che sarebbero occorsi 25 milioni di eurodi investimento, parliamo di tecnologia, non di immobili”, ad oggi, a che punto siamo con il loro reperimento? All’epoca parlammo di una cospicua parte da reperire dal PSR però senza entrare nel merito “di questioni <chiave> relative a concorrenza o a infrazioni per mancato rispetto della concorrenza”, ebbene sono stati poi approfonditi questi aspetti?

Mentre, per quanto concerne l’altro 50% si era parlato dei fondi ISA, FESR e FEASR, nonché del coinvolgimento di Banca Etica, è stata verificata l’opportuna corrispondenza di questi fondi e soggetti con l’oggetto dell’azione da compiere?

 

Siamo a conoscenza di come sia tutto fermo, tranne che per le ovaiole, mesi fa molti operai sollevarono il dubbio che fermare la produzione avrebbe segnato la morte della filiera avicola così come la conoscevamo allora, ad oggi ciò che si sa per certo è che la cassa integrazione ordinaria, al momento ferma al pagamento di febbraio per motivi tecnici, finirà a novembre: l’intervento dell’area di crisi, con la possibilità di ottenere provvedimenti emergenziali potrà sicuramente dare un po’ di respiro maggiore ai lavoratori dipendenti, ma superato il guado che cosa troveremo?

Proprio in questo senso Presidente poneva tre obiettivi, da cui nascono ulteriori tre domande:

Obiettivo qualità – Certamente da raggiungere non con i macchinari attualmente a disposizione, ma con i nuovi ottenibili dai nuovi investimenti e dalla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, quindi la domanda riguarda la tempistica: in quanto tempo riavremo un pollo di qualità proveniente dagli stabilimenti molisani?

Brand – dato che il marchio Arena non è nelle nostre disponibilità, come vorrà far emergere la qualità? Con un marchio proprio, oppure vorrà inserire il prodotto che si realizzerà sotto un marchio più generico facendone perdere la specificità, come ad esempio un private label?

Rottura del duopolio Aia-Amadori – ha ben pesato la forza dei due competitor principali, poiché nel momento in cui dovessero vedere rinascere un nemico al loro dominio sul mercato, potrebbero attuare politiche di prezzo, tali da comportare la chiusura e il fallimento della politica di rilancio, in sostanza è stato ben ponderato questo worst case?

Infine, dopo la brillante presentazione del 21 gennaio e il primo pagamento di 2 milioni di euro della sua gestione, a che punto siamo? Non vorremmo che nel frattempo fossero spuntati nuovi creditori, fornitori di servizi, che con decreti ingiuntivi impongano una nuova ricapitalizzazione della società.

Quanto del cronoprogramma che si era dato è stato attuato?

Lei disse “Una volta condiviso e individuato il soggetto attuatore, da domani mattina si potrà partire con il punto zero, perché possiamo avviare gli investimenti per l’ammodernamento e l’innovazione, così da rendere competitivi gli stabilimenti da utilizzare”. Siamo da sempre promotori di un sistema di cooperazione che metta le redini dell’azienda nelle mani dei lavoratori, con da un lato la possibilità che essi acquisiscano da un lato le responsabilità delle scelte e dall’altro la possibilità di effettuare queste scelte: nella sua idea è presente comunque un partner privato che sia in grado di affiancare questa cooperativa?

In definitiva, al netto di qualsiasi tipo di valutazione di carattere politico, quello che quest’aula, i lavoratori qui presenti e i molisani tutti vogliono conoscere è quale futuro può avere la filiera avicola, che è ormai morta semplicemente perché della filiera, al momento, a lavoro è rimasta solamente la parte delle ovaiole, una flebile speranza che qualcosa possa riprendere in futuro, ma davvero troppo poco se si pensa alla situazione economica attuale, fatta di bassa domanda, e ai competitor, che hanno costituito un duopolio di fatto e che potrebbero attuare politiche di prezzo per mettere fuori gioco qualsiasi altro attore.

Solo con queste risposte crediamo si possa intavolare un vero confronto sul tema, solo conoscendo puntualmente quelli che sono gli indirizzi che questo governo vuole dare.

Vogliamo con queste nostre riflessioni stimolare una più approfondita analisi dei contesti e valutazione delle prospettive, affinché tutte i punti di vista vengano presi in considerazione, nel pieno rispetto della trasparenza e della condivisione con tutte le parti interessate.

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