Seduta monotematica su Autostrada del Molise – Intervento del consigliere Patrizia Manzo

“Centoventuno viadotti, quindici gallerie e trentacinque svincoli per lo sviluppo del Molise, cercando di superare anche quei vincoli di tutela ambientale. Come se l’ambiente fosse un problema per lo sviluppo del Molise!

Quello dell’Autostrada del Molise, rischia di diventare l’ennesimo caso di “mistero para amministrativo” mai risolto.

Abbiamo sempre detto, noi del MoVimento 5 Stelle, che eravamo contrari a questa opera faraonica, sotto alcuni aspetti inutile e dispendiosa. Ad oggi siamo sempre più convinti che l’Autostrada del Molise, non si farà, nè oggi nè mai, e che continueremo a vedere evaporare milioni di euro per trovarci un giorno senza autostrada (fortunatamente), senza adeguamento delle strade interne, senza benefici per la comunità, ma con solo una serie di amministratori e consiglieri della società che si susseguono e dei conti correnti gonfiati dalle tasse dei contribuenti.

Le premesse per creare un caso nazionale di cattiva gestione delle risorse pubbliche ci sono tutte, in Italia non sarebbe la prima volta basti pensare al ponte sullo Stretto di Messina che è costato alla collettività circa 420 milioni di euro, soldi spesi per consulenze, progettazioni e studi decennali su un opera che non vedrà mai la luce del sole.

Ma ripercorriamo brevemente le tappe per fare chiarezza. Il 18 gennaio 2008 viene costituita Autostrada del Molise S.p.A., una società mista Anas Regione Molise, con l’obiettivo di realizzare il nuovo collegamento autostradale Termoli-San Vittore. Sei anni di bilanci e sistematiche perdite d’esercizio.

Per la realizzazione della prima tratta, San Vittore-Bojano-Campobasso, la società compartecipata Autostrada del Molise S.p.A. ha approvato il 1 febbraio 2011 il progetto preliminare aggiornato dall’ATI, il consorzio di imprese appositamente costituito, e tra le quali imprese faceva parte il Gruppo Maltauro, il cui presidente è stato recentemente arrestato perché coinvolto nello scandalo delle tangenti legate all’Expo. Pertanto, il progetto dell’autostrada del Molise oltre a non promettere nulla di buono per la presenza di tangentisti, o presunti tali, come la Maltauro, nasce anche con il peccato originale delle consulenze richiamate nella vicenda Bain&Co.

Nell’agosto 2011 il Cipe con delibera n.62 “lndividuazione ed assegnazione di risorse ad interventi di rilievo nazionale ed interregionale e di rilevanza strategica regionale per l’attuazione del Piano Nazionale per il Sud” assegna anche al Molise parte, 200 milioni di euro, di risorse nazionali,  finalizzate alla realizzazione di opere nelle aree del Mezzogiorno. La pianificazione regionale quindi non prevedeva altri progetti da sottoporre al Cipe perchè l’autostrada era il progetto esclusivo che doveva mirare allo sviluppo sostenibile del nostro territorio. Nè miglioramento di tratte ferroviarie nè ampliamento di strade statali in pessime condizioni, come previsto in altre regioni del Sud. Eppure, il Piano nazionale di sviluppo per il Sud intendeva, ricordiamolo: “Promuovere progetti mirati, integrati e interregionali volti a rendere il Mezzogiorno un’area effettivamente attrattiva per il turismo internazionale e nazionale a grande valore aggiunto e basato anche sulla realizzazione di specifici e selezionati progetti di Sviluppo Territoriali improntati alla tutela e valorizzazione di punti focali rilevanti del patrimonio culturale Naturalistico Meridionale in grado non solo di attrarre domanda turistica ma anche di rafforzare il senso di identità dei cittadini e il senso di cura del proprio territorio”.

Nel Settembre 2012 viene stipulato l’Accordo di Programma Quadro “Viabilità” tra la Regione, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per il finanziamento della Tratta S. Vittore-Campobasso”. Già nel mese di settembre 2013, quando discutemmo la nostra interrogazione di maggio 2013, era evidente l’impossibilità ad avviare la “fase di cantiere” poiché mancava l’approvazione del CIPE alla progettazione preliminare a causa della inadeguata documentazione economica per quota del privato. Quota che difficilmente arriverà per le gravi congiunture economiche e il rialzo del costo del denaro.

Il cosiddetto “decreto del fare” convertito con legge n.98/2013, in merito alle risorse provenienti dalla delibera Cipe in questione, ribadisce il concetto secondo cui “la mancata approvazione delle proposte determina l’annullamento della procedura avviata e la revoca dei soggetti promotori”. In pratica con quei soldi o si fa l’autostrada o niente. Bella pianificazione!

Alla luce delle dichiarazioni rilasciate in aula dall’assessore al ramo, siamo nella stessa condizione di settembre 2013.

Una regione che necessita di interventi mirati a migliorare le strade interne al fine di non perdere quel patrimonio culturale, sociale ed economico che caratterizza il nostro contesto agendo su quello di cui già disponiamo, prendendocene cura, valorizzandolo, innovandolo e mettendolo in sicurezza. ed è per questo che nel maggio 2013 avevamo chiesto alla giunta di vedere se era possibile rimodulare l’accordo di programma quadro, di sedersi ai tavoli e dire “siamo in una condizione economica drammatica, è una spesa che la regione molise non può affrontare, è una spesa che i privati non possono affrontare, miglioriamo l’esistente” Lo sappiamo la Bifernina è stata progettata con una normativa degli anni ‘70 quindi necessita di interventi per essere messa in sicurezza, le strade che collegano l’area adriatica al Tirreno le abbiamo. Ancona ad esempio è priva di una autostrada che collega l’Adriatico al Tirreno eppure le Marche non hanno bisogno di autostrade per crescere dal punto di vista manifatturiero. Inoltre visto che è stata citata anche  la Sulmona-L’Aquila-Roma non mi sembra che dopo il terremoto l’autostrada sia stata di vantaggio alla ricostruzione dell’area.

Quindi in una regione in cui si chiudono strade logisticamente strategiche per alcuni paesi molisani e non si concludono opere a causa della mancanza di fondi, in un futuro così incerto, puntare su un’opera che non contribuirà affatto alla capacità attrattiva del nostro territorio, che piuttosto distruggerà e modificherà radicalmente le nostre bellezze naturali, i nostri paesaggi, le nostre ricchezze sui quali puntiamo per il rilancio sia del nostro territorio e sia dei settori strategici per la nostra economia quali l’agroalimentare, il turismo e l’ambiente, rappresenta un fattore di disturbo con una esternalità negativa incalcolabile, inimmaginabile e incontrovertibile.

Sicuramente una opera del genere avrà delle ricadute immediate sul territorio, ma nel lungo periodo che cosa ci rimarrà? Ci rimarranno forse dei tir che transiteranno attraversando il Molise magari guardando le bellezze del nostro territorio?

Comunque il Presidente in campagna elettorale punto molto sul NO all’autostrada che fu l’ago della bilancia. E oggi sembra contraddittorio che membri della sua coalizione puntino invece molto su questo grande progetto.

Il Presidente ci disse che purtroppo doveva assumersi una responsabilità nel dire NO all’autostrada e tutto era legato a delle penali di 30 milioni di euro. Ci lasciò a settembre dicendo che avrebbe approfondito la questione dei 30 milioni di penale e ad oggi ancora non sappiamo a cosa effettivamente corrispondono. Ora vorremmo una risposta definitiva ed esauriente.”

 

 

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