Le nomine in Regione Molise #2

Ri-parliamo di nomine di spettanza del Consiglio regionale e della Giunta.

Nella seduta consiliare di domani era prevista la discussione sull’approvazione dei piani operativi sanitari riguardanti il riordino della sanità molisana attraverso la votazione di una legge regionale “inappropriata” dal punto di vista politico/legislativo e che da ulteriore prova di inadeguatezza a chi, nemmeno troppo celatamente, da Roma ci sta guardando biecamente meditando la cancellazione della Regione Molise. Il Consiglio, dapprima convocato il 5 agosto, fu poi rinviato al 6 per guadagnare tempo ma, dopo i solleciti, le osservazioni, i numerosi dibattiti che hanno visto come parte attiva tutti gli attori coinvolti sul territorio, la questione è stata rimandata a settembre!

Pertanto domani ci troveremo a discutere di altre questioni, alcune delle quali parcheggiate nel dimenticatoio dell’ordine del giorno del Consiglio regionale altre che con discrezione vengono proposte all’attenzione dei colleghi, come quella ad esempio delle nomine di spettanza del Consiglio regionale e della Giunta. Premesso che tutte le nomine e le designazioni che spettano alla Regione Molise sono disciplinate da legge regionale e sono di competenza del Consiglio regionale, salvo diverse e specifiche disposizioni contenute nelle leggi regionali di settore ( L.R. 16/2002 e s.m.i.), quello che più contestiamo è l’arbitrarietà dell’esperienza professionale e politico-amministrativa richieste. La legge, inoltre, se da un lato “garantirebbe” un’adeguata pubblicità delle nomine e delle designazioni, dall’altro dà la possibilità ai consiglieri stessi di individuare anche soggetti che non abbiano formalmente manifestato la propria disponibilità secondo i criteri stabiliti dall’avviso pubblico e di presentare il curriculum direttamente in aula.

Domani potrebbe arrivare in discussione la proposta di legge n. 66/2014 che modifica la  legge regionale (la n. 16/2002) e che vede quale primo firmatario l’Assessore Massimiliano Scarabeo, che, con la delega alle attività produttive, si propone, tra i tanti aspetti della legge che potevano essere migliorati, di allargare le maglie dell’incompatibilità andando ad abrogare la lettera f, comma 1 dell’art. 2  in materia di incompatibilità, “f) personale appartenente alle Forze Armate ed alle Forze dell’Ordine”. Dopo il lavoro in Commissione, l’abrogazione inizialmente paventata è stata modificata ma senza apportare migliorie particolari al complesso della legge.

In sostanza, le nomine di “spettanza politica”, cioè quelle eseguite dal Consiglio regionale, sono da sempre una delle pagine più nere del sistema politico italiano. Avere il diritto di nominare uomini di fiducia, troppo spesso amici, parenti e compagni, fa di questo sistema un esempio negativo da esportare come modello di massima inefficienza.

Piazzare uomini in posizioni di massimo rilievo è una pratica che ai mestieranti della politica piace moltissimo, tanto da aver redatto dei veri e propri manuali con cui, al fine di garantire un perfetto equilibrio di potere, le coalizioni propongono, ci si mette d’accordo e le nomine si avallano, con perfetto equilibrio (vedesi come esempio il c.d. manuale Cencelli). Già nella seduta consiliare del 12 agosto 2013 nell’ordine del giorno erano previste una serie di nomine di spettanza del Consiglio regionale, allora ci rifiutammo categoricamente di partecipare alla “spartizione” e  alla mediazione che questa impone, contestando  l’arbitrarietà dell’esperienza professionale e politico-amministrativa richiesta.

Crediamo fermamente che sia necessaria una legge di riordino per tutte le procedure di nomina spettanti a Giunta e Consiglio regionale che tenga debito conto, non di qualità meramente soggettive quali parentele, amicizie e appartenenza politica, ma bensì del merito e delle competenza dichiarate e verificabili con la massima trasparenza.

Questa è la nostra visione, visione di chi crede fermamente che il merito e non il compromesso debbano essere al centro della vita politico/istituzionale del Molise. Non ci interessa fare puro e semplice gossip giornalistico andando a stanare di volta in volta quale  amico o quale politico viene nominato, ciò che vogliamo è il cambiamento di questo sistema che colloca al posto giusto persone sbagliate. Esempio lampante ed attuale è quello della nomina di Claudio Pian (collaboratore del Consigliere Vincenzo Cotugno e legato alle segreterie politiche di Patriciello) a Amm. unico di Sviluppo Italia Molise. Sviluppo Italia è una società in house che, in buona sostanza, muove milioni di euro per la formazione, per lo start-up ed è cruciale sul territorio per lo sviluppo della piccola/media impresa e per le politiche di sviluppo regionale e, invece, dal curriculum vitae si desume chiaramente che oltre ad aver retto segreterie di partito, Pian è un promotore finanziario. Nel mondo delle assunzioni un curriculum del genere, per una posizione così strategica, verrebbe preso in considerazione?

In una Regione in cui l’ impresa è al collasso e l’esodo massivo delle nuove generazioni sta divenendo una vera e propria piaga sociale è diritto di tutti i molisani aspirare ad avere una classe dirigente con competenze specifiche.

Abbattere quello che era definito il “sistema Iorio” sostituendolo con il “sistema Frattura-Niro-Patriciello” che sta caratterizzando questa nuova legislatura non è quello che i cittadini molisani vogliono.

“Voi non vi arrendete mai…ma vi conviene? noi neppure!”

 

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