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Pubblicato da il 14 Ott, 2014 in Novità |

Biomasse sospese in un Consiglio sospeso

Biomasse sospese in un Consiglio sospeso

Lo spettacolo a cui sono stati costretti ad assistere i cittadini dell’area matesina intervenuti alla seduta del Consiglio regionale è stato ancora una volta poco edificante: c’è oggettivamente la necessità che tutta l’Istituzione Regione cambi modo di rapportarsi con i cittadini e che sia in grado di dare delle risposte certe e veloci, senza rincorre mozioni o ordini del giorno e senza nascondersi dietro paraventi di procedure e norme.
Il Consiglio Regionale è organo di indirizzo politico che deve riportare al Presidente della Giunta, tra le altre cose, tutte le istanze che arrivano dal territorio, chiedendo azioni concrete. Questo è stato fatto nella seduta del 23 settembre quando è stata votata all’unanimità una mozione presentata dalle opposizioni, con primi firmatari i portavoce del movimento 5 stelle, con la quale si dava mandato al Presidente della Giunta di avviare un procedimento di annullamento in autotutela delle due autorizzazioni per le centrali a biomassa di Campochiaro e San Polo Matese: all’esecutivo sarebbe poi spettato individuare le modalità per addivenire al risultato richiesto.
A distanza di tre settimane, dopo sospensioni, diffide, incontri, presidi, ricorsi e mobilitazioni varie, il Presidente Frattura, dopo aver annunciato in conferenza stampa con il Senatore Ruta che avrebbe proceduto alla sospensione delle autorizzazioni, presenta stamattina in Consiglio un provvedimento con il quale chiede un’ennesima approvazione all’assise regionale su un atto per il quale il Consiglio stesso si era già chiaramente espresso.
E’ stato evidente, e questo il Movimento 5 stelle in Aula lo ha ribadito con chiarezza, che la responsabilità di un’azione forte quale la revoca delle autorizzazioni, che per legge è demandata al Governatore stesso e che rappresenta l’unica strada da intraprendere nel caso non si dovesse arrivare ad un annullamento, il Presidente Frattura non voglia assumersela.
È evidente inoltre che l’interesse pubblico sia mutato come testimoniato dal deliberato del consiglio regionale e dai deliberati dei dieci consigli comunali dell’area matesina, nonché dalla protesta di centinaia di famiglie che da settimane presidiano il proprio territorio.
Ogni azione portata avanti dal movimento 5 stelle tende unicamente a sancire un NO secco e definitivo alla realizzazione delle centrali a biomasse ai piedi del Matese.