Zuccherificio, nessuna garanzia…mentre Facciolla stringe solo mani

Il 14 febbraio scorso, l’imprenditore Volpe Pasini ha annunciato di aver sottoscritto un preliminare per prendere in affitto lo Zuccherificio fino al 31 dicembre 2015 (cioè per soli 8 mesi, il tempo necessario a far scadere anche il concordato preventivo della Spa) e di aver presentato il suo piano di rilancio per l’azienda. Da allora, a parte proclami e buoni propositi, il famoso preliminare è ancora lì e Pasini formalmente non ha ancora sottoscritto alcun contratto di gestione.

In questo quadro, è evidente una cosa: tutti gli impegni che l’imprenditore sta prendendo con dipendenti e coltivatori non hanno alcun valore formale, soprattutto perché non riguardano anche la solidità futura dell’azienda e non sono inseriti in un contratto con obblighi prestabiliti.

Di fatti proprio oggi, in pratica, il giudice delegato del Tribunale di Larino ha bloccato il contratto preliminare di affitto perché non prevede le necessarie garanzie per il futuro dell’azienda. Garanzie che il MoVimento 5 Stelle aveva richiesto direttamente alla Giunta e indirettamente all’azienda, con un’interrogazione che non prevedeva solo il rischio di conversione in biomasse, come Pasini ha voluto far credere. Infatti, abbiamo chiesto di conoscere i dettagli del contratto preliminare stipulato (condizione, termine, modo e presupposizioni), i pareri e i possibili vincoli espressi dai due commissari giudiziari, dal liquidatore e dal comitato dei creditori sullo stesso contratto, ma anche quali misure sono state prese ad integrazione del prezzo sulle barbabietole, in Molise e nelle altre regioni, per il pagamento della campagna bieticola 2013-2014 e quali per il pagamento della campagna primaverile 2015, qualora dovesse partire.

Il MoVimento 5 Stelle ha anche chiesto la reale situazione debitoria della NewCo, compresi i debiti esistenti e quelli ad oggi già onorati da Aria Food spa o altro soggetto. Alla luce dei dati presentati nel bilancio 2013 del Nuovo Zuccherificio Srl, si domandava inoltre se la Regione abbia accertato eventuali responsabilità contabili, civili e penali degli amministratori che si sono susseguiti, i contenuti del piano industriale presentato da Aria Food srl, se la Giunta Regionale fosse disposta ad autorizzare, nell’ipotesi di riconversione, la realizzazione di un termovalorizzatore, di una centrale a biomassa o altri impianti finalizzati alla produzione di energia e quale fosse l’impegno assunto dalla Giunta Regionale con il sig. Volpe Pasini in merito alle risorse del PSR.

In sostanza, qualora il preliminare di affitto non si trasformasse in contratto di compravendita, Pasini tornerebbe da dove è arrivato e noi ci ritroveremmo ad aver sentito le solite chiacchiere sul rilancio dello Zuccherificio. Di più: se un coltivatore seminasse barbabietole come richiesto da Pasini, poi se il prodotto non viene ritirato o pagato con chi dovrebbe prendersela?

Il vero problema è che finora la proprietà dello Zuccherificio, leggi Regione, non ha fatto rilievi ufficiali (doverosi) a Pasini per ricondurlo ad un atteggiamento più serio nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nella filiera, direttamente e non.

Dunque, il MoVimento 5 Stelle plaude all’intervento del giudice il quale, sopperendo alle mancanze della Regione, ha disposto che, nonostante nel preliminare fosse specificata la possibilità di risolvere debiti e crediti in modo transattivo, ha stabilito che l’unico soggetto deputato ad assolverli è la NewCo e non Volpe Pasini.

Le scelte dell’amministratore della NewCo non possono essere in alcun modo influenzate da Pasini, soprattutto se queste determinano un aumento dell’esposizione debitoria della NewCo stessa.

Tutti abbiamo letto i proclami sulla produzione delle bustine di zucchero, ma la scelta e il costo per la rimessa appunto degli impianti chi l’ha operata? La NewCo?

Giorni fa abbiamo letto dell’invito rivolto ai consiglieri 5 stelle a visitare lo zuccherificio invece di alzare barricate. Ma a che titolo Pasini decide chi può entrare nello stabilimento? Lo ha comprato? Lo ha in gestione? Sembra di no! E come vuole alimentare la produzione di vapore di cui parla? Con i rifiuti (i generatori di vapore a rifiuti sono sempre più diffusi), con una biomassa, con il carbone o cosa? Questa è la trasparenza che vogliamo! Ma non la chiediamo a Pasini, ma all’assessore dell’Agricoltura che lo promuove e intanto stringe mani ma sembra ancora brancolare nel buio.

Oggi l’Assessore Facciolla, interpretando le parole del giudice, riferisce testualmente: “Pagare fidejussione vedere cammello. Una posizione di estrema garanzia nei confronti dei creditori della spa”.

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