Momentive srl: sorvegliata speciale

L’azienda chimica vuole espandersi, la Regione dà l’ok, ma il MoVimento 5 Stelle vuole chiarezza e sicurezza per la salute dei cittadini: una battaglia ambientale, sociale, politica

La Moventive srl, stabilimento chimico del Nucleo industriale di Termoli, è un simbolo. Il simbolo del caos normativo e programmatico in cui si trova il Molise in materia di sicurezza ambientale e tutela della salute pubblica. Certo, ci sono altri emblemi simili: la biomassa a Campochiaro, la Fis spa sempre a Termoli. Ma, al momento, la Moventive appare il caso simbolo di un sistema caratterizzato da lacune e ritardi, pericolose omissioni e vuoti normativi.

Ebbene, prima la Giunta regionale, poi il comune di Termoli hanno autorizzato l’ampliamento della Momentive, azienda chimica che ha cambiato più volte denominazione, mantenendo sempre la stessa attività: l’ottenimento di composti di silano mediante processi di sintesi chimica, organica e inorganica. Per intenderci, un’attività che per sostanze pericolose impiegate, processi di sintesi attivati e per il rilevante rischio di incidenti, è sottoposta alla direttiva “Seveso”, il pilastro della politica comune in materia di prevenzione dei grandi rischi industriali.

Roba seria, dunque. Ecco perché il MoVimento 5 Stelle chiede attenzione e chiarezza. Soprattutto se aggiungiamo che l’ampliamento della Moventive sta andando avanti nonostante le raccomandazioni del dipartimento di prevenzione dell’Asrem per l’avvio, anche in Molise e in via sperimentale, delle procedure di Valutazione d’Impatto Sanitario; nonostante numerose prescrizioni e nonostante la necessità di attivare ulteriori azioni di indagine a livello ambientale ed epidemiologico che servano a delineare un quadro più preciso sul reale livello di inquinamento dell’area di sviluppo industriale in Basso Molise.
Insomma, in assenza di tutte le dovute garanzie, la Giunta regionale ha deciso di assumersi la responsabilità di fronte a un rischio ambientale e sanitario che coinvolge tutti i cittadini residenti intorno al consorzio industriale Valle del Biferno.

Il MoVimento 5 Stelle non ci sta. Abbiamo seguito e stiamo seguendo le procedure, abbiamo verificato i casi e continuiamo a farlo. Ora coinvolgeremo associazioni e cittadini per un confronto pubblico e per chiedere che tutti si assumano le proprie responsabilità politiche. Serve vigilare sullo sviluppo della Moventive come richiesto più volte da tutti i cittadini, anche per aggirare il ricatto occupazionale fatto nei confronti di tanti molisani.

Dunque, la vicenda Moventive è anche il simbolo di una battaglia su larga scala, in un contesto di grossa confusione. La Regione Molise, infatti, non si è mai dotata di un Piano di sviluppo industriale, utile strumento di programmazione che servirebbe a individuare i settori strategici del territorio su cui puntare. Ed è una Regione che, nonostante gli annunci della maggioranza di governo, a distanza di due anni è priva non solo di un Registro Tumori, che ha comunque bisogno di tempi lunghi, ma anche di un semplice Registro di mortalità, quindi è incapace di stabilire lo stato di salute della propria popolazione. Questo, sebbene il Registro di mortalità non richieda alcuna certificazione, ma solo buona volontà. Chiamato anche Registro Nominativo delle cause di morte (Re.N.Ca.M.) è stato istituito con il Decreto del Presidente della Repubblica del 10 settembre 1990 n. 285. Il comma 8 dell’articolo 1 recita: “Ogni unità sanitaria locale deve istituire e tenere aggiornato un registro per ogni comune incluso nel suo territorio contenente l’elenco dei deceduti nell’anno e la relativa causa di morte”. Al netto di continui proclami, però, al momento nessuno è in grado di stabilire se i molisani che vivono nei dintorni dei Nuclei industriali della regione siano davvero in buono stato di salute.

Ma il dibattito ambientale in Molise non è cosa nuova. Di fatti chiare e puntuali sono state le richieste contenute in un ordine del giorno del MoVimento 5 Stelle votato da tutto il Consiglio regionale. Un odg che ha impegnato il governatore Frattura ad adoperarsi per scongiurare l’apertura di una procedura di infrazione comunitaria e rispettare tutti gli obblighi di legge relativi alla valutazione ottimale della qualità dell’aria, dandone comunicazione al Ministero dell’Ambiente, per realizzare un piano in grado di tenere sotto controllo le immissioni. Un ordine del giorno condiviso da tutti, finanche dall’assessore regionale all’Ambiente.

Peccato che la realtà sia diversa: non è stata fatta una mappatura dei siti inquinanti, non c’è una giustificazione al posizionamento delle centraline fisse di rilevamento, non viene considerata la presenza nell’aria tanto di PM 2.5 che di metalli pesanti. Inoltre il ‘Piano di zonizzazione’ non è un punto di arrivo, ma uno dei documenti richiesti per la stesura del ‘Piano di riduzione degli inquinanti’, senza il quale il Molise è ancora inadempiente a livello comunitario e la Regione poco efficace nella tutela dell’aria, quindi dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Per tutti questi motivi, ancora una volta, il MoVimento 5 Stelle richiama alle proprie responsabilità soprattutto l’assessore all’Ambiente, ormai un semplice ratificatore dei documenti istruttori dell’Arpam in merito ai procedimenti di Valutazione d’impatto ambientale (Via) e Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Procedure delegate all’agenzia regionale di protezione ambientale del Molise nel 2012 ma causa di un conflitto rilevante dato che vedono controllore e controllato a capo di un unico soggetto.

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