Molise Dati SpA: società fantasma?

Molise Dati: è ora di fare chiarezza

Costi esorbitanti, trasformazioni, rapporti con la Regione e altre società: il Molise 5 Stelle prova a diradare la nebbia attorno al presente e al futuro del sistema informativo regionale

La Molise Dati Spa è uno di quegli enti pubblici regionali di cui spesso si sente parlare però i molisani difficilmente ne conoscono le funzioni e soprattutto la giustificazione dei costi, tanto per cambiare, così onerosi per le loro tasche.

Sono sedici anni ormai che la società è nell’orbita del sistema regionale, in sostanza da quando con legge regionale attualmente vigente, divenne affidataria dello sviluppo dell’informatizzazione degli Uffici e dei servizi della Regione, la cui realizzazione fu disciplinata attraverso una convenzione tra le parti.  La convenzione prevedeva (e ancora prevede), vari compiti tra cui: il coordinamento tecnico/operativo degli enti pubblici e locali attraverso lo scambio di informazioni, la formazione/aggiornamento del personale, lo sviluppo e gestione delle tecniche automatizzate, e soprattutto, se non può effettuare direttamente i lavori, ai fini dell’aggiudicazione, la Molise Dati S.p.A. ­viene qualificata come “amministrazione aggiudicatrice”, può quindi avvalersi di soggetti terzi, pur rimanendo unica responsabile.

In tutti questi anni ha svolto mansioni per conto della Regione da milioni di euro, ma solo dal 2010 ha cominciato ad essere sottoposta a diverse trasformazioni, diventando nel tempo, dapprima con la giunta Iorio società “in house providing” (ossia senza gara), in pratica superando legalmente le regole della concorrenza, di conseguenza nel 2011 società a partecipazione unica regionale; con la Giunta Frattura invece, dapprima nel 2013 viene di colpo revocato l’accordo convenzionale, poi nel 2014 vengono deliberate delle linee di indirizzo per una rivisitazione dei servizi richiesti e forniti, finalizzata alla revisione ed al contenimento della spesa. In seguito viene approvato il nuovo schema convenzionale e ora, veniamo a questi giorni, tramite legge regionale di stabilità in fase di approvazione, la Giunta starebbe pensando di trasformare Molise Dati in società consortile, con l’ingresso di Finmolise e, forse, di altri enti.

Una storia travagliata, dunque. Anche nei numeri. Il tutto infatti è condito da sei milioni di euro annui di spettanze, da poco diventati 4, liquidati e non, visto il decreto ingiuntivo di oltre 5 milioni per canoni pregressi e da un eccessivo costo per il personale di oltre 2 milioni e 700 mila euro, di cui oltre un milione e cento per stipendiare cinque dirigenti, che, stando alla nuova convenzione, è circa il 70% delle risorse economiche annuali da trasferire alla società.

Tutto questo ha portato giorni fa il MoVimento 5 Stelle Molise a depositare una interpellanza (link), in verità prima che potessimo accedere al testo della legge di stabilità 2015 da approvare in Consiglio, che come detto prevede un articolo che vuole ridefinire totalmente l’assetto societario.

Vogliamo vederci chiaro, a maggior ragione dopo queste ultime disposizioni della Giunta, ma vorremmo anche comprendere le ragioni di un’altra visibile anomalia, che si è manifestata prima di tutto avendo a che fare quotidianamente con le piattaforme informatiche della Regione, in particolare con il sito istituzionale, e poi successivamente andando a sfogliare le numerose determine di liquidazione o impegni di spesa indirizzate a una società privata di nome PA Digitale Adriatica srl, o ad altre due direttamente correlate, concessionarie di vendita nello stesso settore informatico di Molise Dati Spa. Sovrapposizione di competenze? Il servizio ne beneficia o meno? In che modo troveranno continuità i rapporti in atto?

Spieghiamo meglio. Queste società avevano nel tempo rapporti solo con Molise Dati, vista la qualifica di ente aggiudicatore di eventuali gare per servizi informatici, ora invece, da qualche anno, hanno rapporti esclusivamente con gli Uffici e Servizi regionali, attraverso regolari e diverse gare di affidamento, da cui escono praticamente sempre vincenti, tramite Mercato elettronico (Mepa) o mediante procedura di cottimo fiduciario, che arrivano in seguito ad aggiudicazioni definitive di forniture informatiche, come è stato riportato in dettaglio nell’interpellanza. Il tutto sembra ruotare attorno a un modulo informatico Urbi di cui si stanno dotando gradualmente molti Uffici regionali e a manifestate esigenze amministrative che partono dalla Giunta Iorio fino a quella Frattura. Si sta parlando di contratti con la Regione che arrivano, almeno fino a quello che ci risulta, a liquidazioni annuali di oltre 700 mila euro, unendo le tre aziende che comunque fanno capo alla stessa persona; soldi provenienti dal PSR o relativi ad altri capitolati di spesa in bilancio.

Tutto questo sempre tenendo conto che è Molise Dati, come da accordo convenzionale, a gestire il Sistema Informativo Regionale (S.I.R.), cioè l’insieme dei sistemi informativi, telematici e tecnologici della Regione, quindi le domande nascono spontanee.

 

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