Momentive, risparmiateci le speculazioni

Stupisce vedere il Movimento 5 Stelle additato come causa della perdita di posti di lavoro. Stupisce ricevere attacchi mirati, nonostante lo sfacelo normativo regionale. Sconcerta, invece, assistere a semplici speculazioni quando di mezzo c’è la salute della gente.

Il Movimento 5 Stelle ha contestato l’ampliamento di un’azienda chimica, la Momentive srl, in assenza di precise garanzie, come semplici indagini ambientali ed epidemiologiche. Lo stabilimento di Termoli produce composti di silano, ottenuti mediante processi di sintesi chimica, attività che per sostanze impiegate e rischio di incidenti, sono sottoposte alla direttiva “Seveso”, la più stringente in Europa, in tema grandi rischi industriali.

Ma, a parte questo, i dubbi sono tanti. In conferenza dei servizi, ad esempio, è stata chiesta una stima del rischio per la salute dei cittadini a cui nessuno è riuscito a dare risposta per assenza di dati scientifici: né l’Asrem, né l’Arpa.

Nel 2014, proprio l’Arpa ha dichiarato che, che nella zona dell’azienda, la situazione ambientale era abbastanza delicata in base agli studi dell’Istituto Superiore di Sanità, auspicando “interventi migliorativi volti a ridurre la contaminazione dell’aria (…) e rendere più rapido e stabile il pregresso miglioramento delle condizioni di salute dei residenti”.
Inoltre, ad oggi resta impossibile una valutazione completa dei rischi per la salute pubblica, perché nel documento di Studio d’Impatto Sanitario rilasciato dalla Momentive, mancano i dati relativi alla popolazione potenzialmente esposta. Ancora: il parere tecnico sanitario rilasciato dal dipartimento di prevenzione dell’Asrem è favorevole, ma solo a livello igienico-edilizio e di compatibilità urbanistico-ambientale, data una concentrazione di PM10 superiore al consentito.

Tuttavia, il Movimento 5 Stelle ha sempre definito la Moventive, soprattutto il simbolo del caos normativo e programmatico regionale in materia di sicurezza ambientale e tutela della salute pubblica: in Molise non esiste una mappatura dei siti inquinanti, non esiste un Piano di sviluppo industriale e manca non solo un Registro Tumori, ma anche un semplice Registro di mortalità. Tra l’altro, sul sito dell’Arpa, la richiesta di ampliamento è ancora inaccessibile.

Dunque, è chiaro che l’assenza di precise garanzie rallenta i tempi burocratici, ma determinante resta proprio questo caos normativo garantito dalle istituzioni. Il Comune di Termoli ha revocato i permessi urbanistici per l’ampliamento, mentre la Regione Molise, dopo la valutazione di impatto ambientale, ora deve procedere con l’autorizzazione integrata ambientale per la quale potrebbero servire mesi, se non anni. E poi c’è il ricorso del Codacons che ha chiesto al Tar di sospendere il progetto di ampliamento, suggerendo vizi di natura amministrativa, carenze nell’istruttoria, rischi per l’ambiente e la salute pubblica.

Oltre a seguire questi aspetti freddamente burocratici, inoltre, in questi mesi il Movimento 5 Stelle è stato a contatto con cittadini e associazioni, ha ascoltato le ragioni di chi vive nella zona e ora vuole avere la certezza, ripetiamo, la certezza della salubrità dell’aria che respira insieme ai propri figli. Ma il Movimento ha voluto vigilare sull’iter di ampliamento anche nel rispetto degli stessi lavoratori della Momentive e della loro salute.

Sono aspetti che non possono, anzi non devono passare in secondo piano e che mai dovrebbero essere demonizzati come causa di disoccupazione.
La salute pubblica e la tutela ambientale non si barattano e restano una priorità: non c’è ricatto occupazionale che tenga.

Se la Momentive è andata via è perché sono venute a galla tutte le negligenze delle istituzioni che hanno garantito a priori “licenziose promesse” che alla fine non hanno potuto mantenere; intanto la “meravigliosa opportunità” è stata utile a quello stesso ricatto occupazionale in una regione affamata di disperazione e inganni da politiche governative mistificatorie.

“Il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte. Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede tanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà” – Silvano Agosti –

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