Funivie, la fuoriuscita della Regione rischia di essere un miraggio estivo

Si dice che le aree sciabili di Campitello Matese non siano ancora delimitate in maniera ufficiale. Un particolare che rischia di rallentare l’iter di sganciamento della Regione Molise dalla società Funivie, che si somma ai dubbi circa una gestione fallimentare degli impianti e che mette a rischio la sicurezza degli utenti. Inoltre restano aperti gli interrogativi sulla reale posizione debitoria della Funivie spa e sulla conclusione dell’iter di liquidazione della società consortile Campitello Matese.

Proviamo a cercare un po’ di refrigerio parlando di Campitello Matese e impianti sciistici, ma non c’è niente da fare: anche in questo caso il futuro prossimo si preannuncia bollente come questi giorni d’agosto, anche perché la scadenza per il fitto di ramo d’azienda della Consortile è sempre più vicina.

Innanzitutto cerchiamo di rinfrescarci almeno la memoria. La Regione detiene il 100 per cento di Sviluppo Montagna, che ha la finalità di “intraprendere una serie di iniziative per la promozione dello sviluppo delle località di Campitello Matese, di San Massimo e più in generale dell’area montana del Matese” e che è proprietaria di Funivie Molise. Ora l’ente regionale, dovendo dismettere le Partecipate, deve sganciarci da Funivie.

Il percorso è già cominciato ed è certificato dalla delibera di Giunta regionale numero 321 del 30 giugno 2015. Il documento, in pratica, chiede di realizzare una perizia di stima che accerti il valore dei beni e degli impianti, già acquisiti in affitto d’azienda dalla Campitello Matese scarl, per darli in gestione a privati sperando che almeno loro garantiscano un rilancio dell’area turistica.

Insomma, sono cominciate le grandi manovre per l’abbandono di Funivie, ma prima c’è da accertare il suo ‘patrimonio strutturale’, diciamo così. Tuttavia si profilano intoppi all’orizzonte. Stando ai rumors, le aree sciabili non sarebbero ancora state circoscritte con delimitazione topografica: materia che coinvolge Regione e Comune. Non è un problema di poco conto. Mancando questa sorta di certificazione, Funivie Molise rischia di essere poco appetibile per qualsiasi compratore. E’ come se si mettesse a disposizione la gestione un bar che non ha licenza di somministrare bevande e alimenti. Di più. Se è vero che mancano le aree sciabili, vuol dire che manca una mappa delle zone dentro e fuori pista, con conseguente inadempienza alla legge nazionale in tema, dunque con pericolo per l’utenza.

Il Movimento 5 Stelle, quindi, vuole sapere se mancano davvero queste aree sciabili. Di mezzo ci sono diversi aspetti, legati all’assicurazione infortuni, visto che nelle aree ‘non riconosciute’ c’è il rischio di non esser risarciti in caso di incidenti, e legati agli espropri ai privati. Ma vogliamo anche sapere se la questione possa rallentare la fuoriuscita da Funivie, una scusa per continuare con una gestione degli impianti fallimentare, fatta di clientele passate e inefficienze presenti. Sono domande legittime, suggerite anche da migliaia di cittadini che ogni anno affollano le stazioni molisane.

Già in passato il Movimento 5 Stelle ha chiesto chiarezza sulle Partecipate ‘Sviluppo Montagna Molisana’ e ‘Funivie del Molise’ con atti consiliari. Domande che ancora non ricevono una risposta in aula. I dubbi esposti allora sulla gestione Caruso, durante la quale era assessore Scarabeo, sono ancora in piedi. E giova anche ricordare che proprio su queste presunte irregolarità fu presentato formale esposto da parte degli Organi di controllo. Noi non dimentichiamo.

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