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Pubblicato da il 4 Set, 2015 in Foreste e territorio, Novità |

Caccia in Molise, a “colpi” di delibere

Caccia in Molise, a “colpi” di delibere

Le dichiarazioni del consigliere Di Pietro, delegato alla caccia in Regione Molise, meritano una risposta.
Il MoVimento 5 Stelle crede che se esistono delle regole sulla caccia, queste vadano rispettate, e ciò non implica essere o non essere contro i cacciatori. Sicuramente siamo contro chi accetta ogni cosa pur di non far torcere il naso a nessuno che può essere un suo potenziale elettore. Tanto gli ambientalisti ce li ha già tutti contro… che gli importa?

Le nostre critiche sono motivate perché numerose sono state le incongruenze del consigliere Di Pietro, a partire dalle anticipazioni di caccia deliberate nel 2014 il giorno prima per il giorno dopo, a calendario venatorio già approvato. Come ad esempio l’anticipazione della caccia da appostamento alla tortora nelle giornate del 3, 6 e 7 settembre 2014, deliberata il 2 settembre 2014, il giorno prima! Quanti cacciatori ne erano a conoscenza e quanti invece no?

Considerando il tempo di pubblicazione delle delibere e della impossibilità di ricorrere al Tar visti i tempi, inoltre tenendo conto del calendario già approvato al quale si attengono tutti i cacciatori, chi è stato “tutelato”? 

Non dimentichiamo, contro le direttive per la tutela dell’orso bruno marsicano, la gravissima deroga al protocollo per la caccia al cinghiale nell’intorno del Parco Nazionale, in barba alle indicazioni dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

O ancora, la delibera di giunta inviata in commissione, che con una nostra relazione che illustrava le criticità deliberate, siamo riusciti a far revocare; la delibera di giunta andava a modificare la densità dei cacciatori all’interno delle aziende faunistico venatorie, dietro richiesta di un’unica azienda.

Il delegato alla caccia inoltre ha presentato recentemente una proposta di legge che ha poi ritirato e che presentava importanti ambiguità in relazione alla Convenzione di Bonn, la quale dal 2017 vieta su tutto il territorio l’uso di munizioni a piombo, pericoloso per biodiversità e persone,  legiferando su zone Ramsar che non sono mai state individuate in Molise. Questi sono solo alcuni esempi.

Ricordiamo anche che la commissione esprime un parere non vincolante e che più volte, in questi due anni e mezzo, il consigliere delegato aveva annunciato il piano faunistico. Speriamo si riesca a fare entro settembre, come preannunciato dai tecnici in commissione, sarebbe un buon traguardo, ma restiamo scettici sulla reale fattibilità. 

Ci chiediamo se abbia “ridato dignità al mondo venatorio” come lui ha dichiarato.

Questi e altri sono tutti indizi di una manovra non fluida e non trasparente. A fronte di tutto ciò, chiediamo se sia ancora il caso di continuare a lasciare la delega alla caccia nelle mani del consigliere Di Pietro, che più volte si è dimostrato approssimativo nello svolgere la funzione a cui è stato delegato dal Presidente Frattura. Questo non è un problema di linguaggio, ma una questione ambientale dalla quale non si può più prescindere.