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Pubblicato da il 2 Ott, 2015 in Acqua pubblica, Novità |

Convegno EGAM – Resoconto

Convegno EGAM – Resoconto

Nell’incontro di ieri, convocato dal M5S Molise, accorata e sentita la partecipazione dei Sindaci, preoccupati per le sorti della gestione dell’acqua nei propri territori. E’ stato un confronto molto interessante che ha messo uno di fronte all’altro, i comuni (ricorsisti e non) e l’Assessore Nagni, in verità apparso eccessivamente arrendevole nei confronti di un governo nazionale che, a suo dire, gli ha suggerito di approvare l’istituzione dell’ Egam con delibera di Giunta Regionale; questo aspetto oltre a violare la legge, che invece richiede un deliberato del Consiglio Regionale, è parso un passaggio da fantasia amministrativa. Il classico autogol, l’ennesimo, che incassa questo Governo regionale.

In questa vicenda, come in molte altre, la parola ridondante è “emergenza”. Questa modalità di procedere dell’amministrazione regionale non è in alcun modo né giusta, né giustificabile dato che l’acqua e l’accesso ad essa, in una risoluzione dell’Onu del 28 luglio 2010, per la prima volta nella storia sono stati definiti “un diritto umano universale e fondamentale“, stabilendo che “È ormai tempo di considerare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi sanitari nel novero dei diritti umani”. I cittadini non hanno bisogno di decisioni affrettate soprattutto se queste avranno grande ricaduta sulle loro vite.

Il dibattito, moderato dal consigliere Antonio Federico, è stato aperto da un collegamento in streaming con la deputata 5 stelle Federica Daga. La portavoce alla Camera del M5S, in prima fila da anni per la difesa dell’acqua pubblica, ha ricostruito il percorso storico e normativo dalla battaglia referendaria del 2011 fino a quella in Parlamento portata avanti con la proposta di legge ora ferma in Commissione Ambiente, legge di cui lei è prima firmataria, ripristinando e ammodernando un testo di iniziativa popolare. Daga ha esposto i rischi nascosti tra le righe delle norme dello Sblocca Italia e della legge di stabilità e fornito indiscrezioni su future disposizioni riguardo alle Partecipate degli enti locali. D’altronde, il passaggio verso la privatizzazione di tutti i servizi pubblici è evidente e anche il Servizio idrico rischia di essere inglobato in questo processo.

Il consigliere Patrizia Manzo ha poi riportato il percorso normativo nella dimensione regionale, parlando della istituzione dell’Egam, della sua probabile illegittimità, degli adempimenti dei Comuni riguardo alla programmazione dell’Ente e dei rischi di commissariamento annessi. Ha inoltre proposto la ristrutturazione dell’Azienda speciale Molise Acque o di una nuova società pubblica per scongiurare in fretta il rischio relativo all’affidamento della gestione del Servizio.

L’assessore Pierpaolo Nagni, al contrario, ha difeso l’operato della Giunta, ribadendo di non vedere alcun rischio di privatizzazione all’orizzonte. Ha però svelato che tutto (sia il disciplinare dell’Ente che l’individuazione con delibera) è stato fatto in fretta e, oltretutto, con la condivisione del Ministero. Ha anche annunciato che proprio in questi giorni lo stesso Ministero ha inviato un’ulteriore nota di diffida ad adempiere, visti i termini trascorsi previsti nella legge.

Federico ha anche puntualizzato l’incongruenza nel fare una riforma di questo genere in regime di emergenza, definendo assurdo immaginare che un Ministero possa suggerire l’istituzione dell’Ente tramite delibera visto che qualunque organo dello Stato non può sostituirsi alle autonomie regionali. Inoltre ha ribadito la speranza che si porti in Consiglio regionale il dibattito, visto che il M5S ha già pronta una mozione dettagliata, condivisa inoltre da molti soggetti interessati, da far votare in aula.

Ancora. Patrizia Manzo ha introdotto l’intervento del sindaco di Campobasso, Antonio Battista, precisando che il capoluogo, nel proprio Statuto comunale, vanta un articolo che prevede la natura pubblica della gestione del Servizio, disponendo che il servizio pubblico locale sia privo di rilevanza economica. Speriamo che questo articolo sia inserito in tutti gli Statuti comunali del Molise.

Battista, rappresentante di un Comune che ha già aderito all’Egam, ha preferito ascoltare prima i sindaci ricorrenti, confermando la necessità di una riforma nel settore viste le problematiche comunali come perdite di rete e di bilancio, relative alla gestione della risorsa idrica che comunque anche lui vuole pubblica.

E’ stata poi la volta dell’avvocato Ruta, l’esecutore dei ricorsi di alcuni Comuni, che ha criticato apertamente le scelte fatte dalla Giunta regionale e l’adesione del Comune di Campobasso. Ha parlato dell’illegittimità della delibera istitutiva, delle arbitrarie direttive date dal Ministero, di aspetti economico-finanziari non previsti nel disciplinare dell’Ente, delle illogiche adesioni al buio dei Comuni molisani che, in pratica, hanno firmato un assegno in bianco, senza copertura finanziaria.

In seguito Marcella Stumpo, in rappresentanza del Forum regionale per l’acqua pubblica, ha chiesto la costituzione di un’azienda totalmente di diritto pubblico, trasparente, aperta e controllata dai cittadini (es. soc. ABC Napoli) che possa gestire il Servizio. Ha evidenziato l’assoluta mancanza di una manifestazione ufficiale, da parte della Giunta regionale, di un indirizzo politico chiaro sulla gestione pubblica.

E’ stata poi la volta del consigliere provinciale e comunale Durante che ha puntato sulla incostituzionalità dello Sblocca Italia, criticando apertamente le disposizioni letali del Governo nazionale, non solo in questo settore, che bypassano le decisioni delle autonomie locali e tolgono ulteriori soldi dalle casse degli enti. Il governo regionale avrebbe dovuto impugnare queste disposizioni.

Il sindaco di Campodipietra Notartomaso, capofila dei ricorrenti, sottolineando con apprezzamenti i proclami sull’acqua pubblica, ha invece evidenziato criticità di altro tipo: i dubbi sul bisogno di costituire un altro “ente carrozzone”, le perplessità circa la potenziale efficienza di un ente sovraordinato, a fronte del fatto che un comune grande come Campobasso non sia riuscito in tanti anni a migliorare le reti idriche. Ha criticato la nuova normativa nazionale e i risultati negativi che la stessa ha prodotto in Toscana dove le tariffe sfiorano i 5 euro m/c. Ha infine dato suggerimenti sulla gestione dell’intero comparto da affidare alle Province o agli uffici tecnici della Regione.

Presente anche il Direttore del Servizio Idrico Integrato regionale, Di Muzio, nominato commissario dal presidente Frattura, che ha ribadito il concetto di acqua pubblica, pur evidenziando che l’accessibilità e i principi solidaristici non sono garantiti dalla gestione attuale del servizio da parte dei Comuni. Per questo ha auspicato nuove soluzioni e cambiamenti necessari, portando come esempi positivi di una gestione condivisa quelli di Toscana e Basilicata. Queste considerazioni riguardanti le gestioni attuali da parte dei Comuni, sottolineandone l’inefficienza, hanno scatenato in sala una forte contestazione da parte di alcuni sindaci presenti.

Solo questioni di tempo e logistiche hanno evitato gli altri interventi programmati. Tuttavia molti sono stati i ringraziamenti per l’opportunità concessa a tutti di partecipare.

Infine qualche considerazione. Il MoVimento 5 Stelle chiarisce per l’ennesima volta la propria posizione, già espressa ieri durante l’incontro.
Sull’acqua non è ammissibile, né giustificabile, parlare di emergenza. Un bene che richiede cura e confronto democratico e che non può sottostare ad atti di imperio da parte della Giunta. Abbiamo rimediato a questa mancanza di confronto organizzando l’evento tenutosi ieri a Campobasso.

Suggeriamo che i Comuni tutti si impegnino subito ad inserire nei propri Statuti una disposizione per la tutela della gestione pubblica delle acque. E speriamo che l’assessore Nagni, invece, cambi rotta e segua i consigli e le valutazioni manifestati durante l’evento, in primis attivandosi formalmente per scongiurare ogni pericolo di privatizzazione e sancendo sin da subito nello statuto dell’Egam una gestione interamente pubblica dell’acqua.

Questo è stato solo il primo di tanti incontri che vogliamo organizzare sul tema per accrescere dibattito e condivisione. Restiamo comunque a disposizione dei Comuni per ogni tipo di supporto che possa contribuire alla modifica statutaria proposta.

convegno egam