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Pubblicato da il 15 Ott, 2015 in Legalità, Novità |

Appalti, corruzione e dissesto idrogeologico: avevamo visto giusto

Appalti, corruzione e dissesto idrogeologico: avevamo visto giusto

Da anni diciamo che qualcosa non va nell’assegnazione dei fondi, lo avevamo fatto presente a varie Procure e alla Camera. Ora una inchiesta ribadisce i nostri stessi dubbi. Il presidente della Regione è commissario del Governo per il dissesto: cosa ha fatto per tutelare i cittadini?

Avevamo visto prima, avevamo visto giusto; denunciandolo in Consiglio Regionale, in pubblica piazza e alla Procura delle Repubblica. Adesso una inchiesta della Finanza prefigura in Molise un sistema fatto di appalti truccati, denaro pubblico investito a discapito della trasparenza, gare vinte sempre dai soliti noti. Un sistema denunciato già oltre due anni fa dal Movimento 5 Stelle Molise e nelle ultime ore confermato dalla maxi inchiesta della Guardia di Finanza su decine di appalti ‘facili’ che vede coinvolte 23 amministrazioni comunali di tutto il Molise e la Provincia di Isernia oltre a ben 144 persone, molte con incarichi pubblici.

Il MoVimento 5 Stelle Molise presentò la prima interrogazione in Consiglio regionale già nel luglio 2013 e la seconda a febbraio 2014, entrambe per verificare come fossero gestiti i 27 milioni di euro stanziati con delibera Cipe 8/2012 per un totale di 87 interventi in tutto il Molise per la mitigazione del rischio idrogeologico. Le gare finite nel mirino delle Fiamme Gialle sono 47, proprio per un importo complessivo di 27 milioni di euro e per un danno erariale ipotizzato superiore ai 5 milioni di euro. Tra le accuse ipotizzate dalle Fiamme Gialle ci sono associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta, truffa aggravata e falsità ideologica.

In pratica l’indagine mette in luce lo stesso sistema denunciato a suo tempo dal Movimento 5 Stelle Molise, le stesse procedure utilizzate per la distribuzione dei fondi, gli stessi appalti. Un sistema fatto di procedure d’urgenza e senza gara per l’assegnazione degli appalti. La Finanza sostiene che tra amministratori, tecnici e imprenditori vi fosse un accordo volto a creare un ‘cartello di imprese’ per egemonizzare l’aggiudicazione delle commesse pubbliche in regione.

Le stesse imprese, in sostanza, sarebbero state assegnatarie, in maniera ricorrente, di lavori pubblici da un Comune all’altro. “Tutto sarebbe stato finalizzato – ha spiegato solo ieri l’Ansa – a creare una rete di amministrazioni ‘amiche’ attraverso l’inclusione di queste ultime nella programmazione dei finanziamenti Cipe per il dissesto idrogeologico, con motivazioni non legate alle reali esigenze di tutela ambientale e di protezione civile, ma solo per garantire l’aggiudicazione di ingenti opere pubbliche” agli stessi imprenditori.

Ed è proprio il dissesto idrogeologico la chiave per capire la questione. Il giochetto era chiaro: bastava definire “urgente” la procedura per l’affidamento dei lavori così non sarebbe stata necessaria alcuna gara d’appalto.

Per noi era tutto molto chiaro, tanto da interessare le Procure di Campobasso, Isernia, Napoli, Bari e il Prefetto di Campobasso, Francesco Paolo Di Menna. Non solo: uno dei nostri portavoce in commissione Ambiente e Territorio, Massimo de Rosa, che già mesi fa (link video), aveva annunciato la volontà di sottoscrivere l’esposto e condurre un’azione a livello parlamentare. Oggi anche De Rosa parla di encomiabile lavoro dei consiglieri Regionali del Movimento 5 Stelle in Molise, “il cui esposto alla Procura di Isernia ha acceso i riflettori sul malaffare, dando il la ad un’inchiesta che allargandosi a macchia d’olio sta travolgendo gran parte delle amministrazioni molisane. Confermando con i fatti quanto denunciato dai portavoce molisani, ovvero il sospetto ricorso fraudolento a lavori in somma urgenza”.

Ma c’è anche il dato politico: da giugno 2014 il presidente della Regione Paolo di Laura Frattura è commissario del Governo proprio per il dissesto. Avrebbe dovuto vigilare sul rispetto delle regole. Lo ha fatto? Si è attivato dopo le nostre due interrogazioni? Quali sono gli atti compiuti dopo le nostre segnalazioni? Che tipo di provvedimenti vuol prendere ora?

Una cosa è certa, questa e altre inchieste regionali e nazionali confermano come quello degli appalti pubblici è sempre stato ed è ancora il lato oscuro della Pubblica Amministrazione. Una piaga, molisana e italiana, che continua a mietere vittime, nella maggior parte dei casi, sotto silenzio. Invece di puntare sulla prevenzione.