Dissesto idrogeologico: Frattura commissario a sua insaputa

Sul dissesto idrogeologico non ha voluto ascoltarci per due anni, ma noi ci riproviamo visto che il 31 ottobre c’è una importante scadenza

Mentre la Guardia di Finanza mette gli occhi su 144 persone ipotizzando attorno al dissesto idrogeologico un sistema fatto di appalti truccati e gare vinte sempre dai soliti noti, il Presidente Paolo di Laura Frattura scarica la responsabilità sulla struttura precedente.

E no, Presidente, ci saremmo aspettati ben altro, non un’uscita dal sapore pilatesco. Eppure aveva annunciato l’intenzione di “chiarire tutti gli aspetti della vicenda”. Salvo poi spiegare: “Le indagini le fanno le autorità competenti. Il commissario, basta leggere l’articolo 10 di nomina, ha funzioni leggermente diverse rispetto a quelle repressive laddove riscontrasse reati commessi”. Aggiungendo: “Gli affidamenti dei lavori erano già stati fatti e sono le strutture tecniche che validano gli avanzamenti. Se poi il commissario deve sostituirsi a tutti, potremmo semplificare la vita di molti azzerando centinaia e centinaia di posizioni”.

Non ci siamo, Presidente: nel suo ruolo di commissario dovrebbe dare opportune linee di indirizzo e, addirittura, potrebbe usufruire dei poteri sostitutivi per emanare provvedimenti. Il Movimento 5 Stelle sa bene che le indagini vengono condotte dagli organi deputati e attendiamo gli eventuali risvolti, ma intanto ci saremmo aspettati maggiore chiarezza, qualche parola in più per diradare la nebbia calata sul sistema degli appalti dopo l’indagine della Finanza.

Ricordiamo che fino al 23 giugno 2014 la competenza per l’espletamento delle pratiche era affidata al Commissario straordinario Aldo Cosentino che, in convenzione con Invitalia, è stato firmatario di 56 interventi. E che solo dal 24 giugno le competenze sono state trasferite al Presidente della Giunta regionale Paolo Di Laura Frattura che, come specificato in Consiglio dall’assessore Nagni, ha sottoscritto altri 31 decreti per altrettanti appalti. E’ su questi ultimi che adesso accenderemo i riflettori.

Eppure il Movimento 5 Stelle aveva da subito, già dal luglio 2013, richiamato l’attenzione del governatore sulla vicenda per poi ribadire tutto dopo qualche mese con una interrogazione proprio sulla gestione degli appalti a seguito della delibera Cipe 8/2012 che assegnava 27 milioni di euro al Molise per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.

Nel proprio intervento in Consiglio regionale il Movimento 5 Stelle specificava che “assicurare l’accelerazione degli interventi non deve però tradursi nell’agire senza rispettare le procedure di evidenza pubblica, così come stabilite dalla legge, dal diritto europeo, giustificando gli interventi, utilizzano procedure di somma urgenza per importi di notevole entità” o lo smodato utilizzo delle procedure ristrette senza previa pubblicazione di bandi di gara. L’interrogazione, dunque, chiedeva conto proprio sulla fase di monitoraggio e di controllo, su quello che era lo stato dell’arte quando si è subentrati all’interno della Commissione della gestione dei fondi del Cipe, quindi su quelle che sono state le procedure di affidamento.

Infine, Presidente, un altro suggerimento. Entro il 31 ottobre bisogna chiudere la faccenda dell’attribuzione di funzioni e personale provinciale alle Regioni. Ebbene, la Provincia di Isernia figura tra gli enti coinvolti nell’inchiesta. Qualora qualche dirigente di via Berta figurasse nell’elenco dei 144 indagati, sarebbe importante fare delle opportune valutazioni: non vorremmo che finisse in Regione, magari con incarichi di rilievo.

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