Da una parte la farsa, dall’altra il Movimento 5 Stelle

Dignità. Rispetto. Coerenza.

Tutti allineati eccetto due persone. Tutti proni alla strategia partitica eccetto due cittadini. Tutti bravi a rispettare il copione, ad intonare la stessa melodia, eccetto due voci fuori dal coro. Con l’ultimo Consiglio regionale il Movimento 5 Stelle non è riuscito a entrare nell’Ufficio di presidenza, ma ha ottenuto molto altro: mai bene come in questo caso ha marcato ancora meglio la differenza con gli altri, nessuno escluso.

Il Movimento 5 Stelle è l’unico vero rappresentante della minoranza, l’unica forza politica che davvero vuole cambiare le cose. Lo abbiamo capito bene nell’ultima assise. Una pantomima in cui centrodestra e centrosinistra sono concetti ormai svuotati di significato, banali etichette di una politica che celebra solo se stessa, dove diventa labile il confine tra una finta maggioranza e una finta opposizione. Un Consiglio in cui il mandato, la scelta dei cittadini conta poco davanti al diktat di partito, alla possibilità dell’incarico.

Abbiamo assistito a ore e ore di sospensione per trovare la quadra, l’equilibrio tra rivendicazioni, patti pre-elettorali, vecchie e nuove amicizie: logiche che hanno umiliato ancora una volta il senso della Politica.

Rispetto a tutto questo c’è il Movimento 5 Stelle che ha saputo mantenere dignità, rispetto e coerenza. La dignità di chi rispetta il proprio ruolo, la propria missione di fare opposizione come in ogni democrazia; il rispetto per i cittadini, migliaia di uomini e donne che hanno votato un simbolo, ma soprattutto dei principi, quindi la coerenza di chi non si è abbassato, non si abbassa e non si abbasserà mai alle logiche solite della solita politica.

Oggi leggerete che l’opposizione ha perso componenti. Non è vero, l’opposizione in Consiglio regionale era ed è formata dai portavoce del Movimento 5 Stelle, come ha confermato il voto per la Presidenza del Consiglio: tutti d’accordo tranne due. E lo si è compreso meglio quando il Movimento stesso è dovuto intervenire per garantire maggiore equilibrio alle Commissioni permanenti. Ora il nostro Antonio Federico è vicepresidente della III Commissione per l’Assetto e l’utilizzazione del territorio, la nostra Patrizia Manzo è addirittura vicepresidente della II (Sviluppo economico) e componente della IV commissione per i Servizi sociali. Il nostro impegno, dunque, non si ferma nonostante sia stata certificata la volontà di tenere lontani dall’Ufficio di presidenza il Movimento 5 Stelle e oltre 30mila cittadini: troppo pericoloso per tutti.

Attaccare le persone serve a poco, è importante invece denunciare un modo di concepire la politica che sta per finire. Quei due voti diversi rispetto a tutti gli altri hanno dato la prova che il Movimento 5 Stelle è qualcosa di diverso e hanno scavato l’ennesimo solco sul quale seminare il futuro.
Dovremo ricordarlo tutti quando tornerà il momento della raccolta.

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