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Pubblicato da il 7 Mar, 2016 in Novità, Sanità |

Sanità, fusione pubblico-privato: modello a rischio duplicazione

Sanità, fusione pubblico-privato: modello a rischio duplicazione

Il Caso Fondazione-Cardarelli fa scuola. Ci sono indizi che lasciano immaginare il bis in provincia di Isernia con la fusione tra ospedale Veneziale e Istituto Neuromed che, intanto, raddoppia la sua capienza grazie a un investimento da 2,8 milioni di euro da parte della Regione. Interrogazione del Movimento 5 Stelle

Una conferenza stampa congiunta: portavoce in Consiglio regionale e comunale uniti per denunciare la gestione e la programmazione nel settore Sanità tra sotterfugi, giochetti pseudo politici e finanziamenti.

Una denuncia politica e tecnica insieme, partita dagli ultimi avvenimenti in Consiglio comunale a Campobasso, alle prese con un ordine del giorno che mirava a tutelare l’ospedale Cardarelli, simbolo di una Sanità pubblica a cronico rischio depotenziamento. Per scongiurare questo e per favorire l’unità d’intenti, il Movimento 5 Stelle ha votato sì al documento presentato dalla maggioranza che poi, però, non lo ha votato! L’odg, quindi, non è passato.

Roberto Gravina ha quindi accusato il Pd di smentire se stesso, ha sottolineato l’imbarazzo del sindaco Di Battista, è tornato sulla futura perdita da parte del Cardarelli di Cardiologia e Oncologia, reparti strategici per il Pubblico ma anche remunerativi per il Privato. Gravina è stato chiaro: “Abbiamo assistito a un teatrino ridicolo, nel quale l’astensione di un consigliere ha decretato un risultato preciso: 11 voti favorevoli e 11 contrari. Un esito frutto di assenze e astensioni calcolate”. Simone Cretella ha rincarato la dose: “Come sempre è venuta fuori la vera maggioranza del Comune di Campobasso: quella formata da un centrodestra autentico e un centrodestra mascherato da centrosinistra”.

Dal piano politico a quello tecnico. E qui entra in gioco l’istituto Neuromed di Pozzilli. Luca Praitano ha detto: “L’attenzione di operatori, media e sempre più dell’opinione pubblica, a proposito dell’intenzione del Presidente della Regione di smembrare il Cardarelli a vantaggio della Fondazione Giovanni Paolo II, consente di ampliare il ragionamento sul disegno di privatizzazione che in maniera strisciante si sta concretizzando. In un periodo storico in cui c’è necessità di tagliare, è più facile far passare il messaggio che alcune scelte siano obbligate, soprattutto se si portano allo stremo le forze degli operatori pubblici, sempre più in difficoltà per turni massacranti e scarsezza del più elementare materiale sanitario. Inoltre, appare altrettanto censurabile non affrontare il tema dell’edilizia sanitaria che viene puntualmente cavalcato dai filo-privati per giustificare le cosiddette integrazioni. Proprio oggi il MoVimento 5 Stelle ha acceso un faro sul progetto di ampliamento che fra non molto porterà il Neuromed quasi a raddoppiare le sue dimensioni. Sebbene nei documenti regionali sia specificato che si tratta di adeguamenti funzionali, incuriosisce la sproporzione circa i fondi destinati all’aspetto strutturale rispetto a quelli più legati allo sviluppo. Per chiarezza, si parla di un’operazione da ben 25 milioni di euro! Ed è a questo punto che quella strana modulazione dei posti letto targata Frattura comincia ad avere senso. In Molise, per legge, sarebbe possibile conservare 1164 posti letto dei 1269 attuali, ovvero i posti da tagliare sarebbero circa un centinaio. Come mai il Commissario ad acta nel Piano Operativo Straordinario ne ha programmati solo 985? È assurdo che in una regione in cui muoiono le persone in Pronto Soccorso o nei corridoi perché non ci sono abbastanza posti letto in corsia, si decida di rinunciare a quasi 200 posti letto. In realtà, il MoVimento crede che questa manovra serva a favorire ulteriori accreditamenti ai Privati, in modo particolare a Neuromed che, avendo maggiori spazi a disposizione, a un certo punto, come d’incanto, potrà soddisfare le sopravvenute esigenze che si registreranno fra qualche tempo, quando le strutture pubbliche saranno definitivamente riconvertite, per non dire dismesse, o saranno stranamente considerate a rischio crollo. In questo modo sarà facile servire sul piatto d’argento ai cittadini molisani la nuova integrazione, quella tra il Veneziale di Isernia e l’ospedale di Patriciello”.

Ma non è finita. Impossibile, infatti, non fare riferimento anche alle parole del governatore della Campania, De Luca, che nelle scorse ore ha dichiarato: “Accenderemo un riflettore particolare su una struttura molisana: Neuromed di Pozzilli. Sono molto incuriosito da questa straordinaria migrazione dalla Campania verso il Molise. Ciò che sarà superfluo non sarà più autorizzato. Non credo che per una riabilitazione ordinaria occorra migrare in Molise”.

Ecco perché Antonio Federico ha ricordato: “Se da un lato c’è il Governatore De Luca che non sembra proprio intenzionato a stringere accordi di confine, fondamentali per sostenere l’impianto del Programma Operativo di Frattura, dall’altro lato la Regione ha investito 2,8 milioni di euro, in pratica per raddoppiare il Neuromed. Delle due l’una, o si stanno facendo i conti senza l’oste, oppure non è troppo azzardato ipotizzare in un prossimo futuro che il centro di Pozzilli diventi presidio ospedaliero di riferimento per tutta la provincia di Isernia, in una sorta di integrazione con il Veneziale, sulla falsa riga di quello che sta già succedendo tra Cardarelli e Fondazione Giovanni Paolo II”.

Ancora pubblico-privato, dunque, un rapporto per il Movimento 5 Stelle va interpretato in maniera lineare. Patrizia Manzo è stata chiara: “Siamo l’unica forza politica a portare avanti un principio non ideologico, ma scritto nella Costituzione: quello legato alla Sanità pubblica. Un settore che necessita di interventi sostanziali per eliminare gli sprechi. Un concetto esposto con coraggio, in un programma chiaro. Siamo anche noi per una Sanità di qualità e il Pubblico può garantirla”.

La battaglia, intanto, va avanti. Sempre ieri mattina il Movimento 5 Stelle ha depositato una nuova interrogazione in tema. Bisogna far luce su diversi aspetti. Serve capire “se le dichiarazioni del Governatore campano possono in qualche modo inficiare l’assetto organizzativo del sistema degli accreditamenti istituzionali regionale, nonché la sostenibilità economica della gestione del budget sanitario, considerato il peso della mobilità attiva extraregionale” garantita proprio dai cittadini campani che si recano nella struttura di Pozzilli. Quindi, occorre capire “se la programmazione sanitaria regionale prevista dal Decreto del Commissario ad acta per quanto riguarda il peso in termini di posti letto del Neuromed risulta compatibile con quella prevista nel Programma Operativo Straordinario 2015-2018”. Ma bisogna capire anche “se è ipotizzabile in uno scenario di medio-lungo periodo, considerata la consistenza dell’ampliamento che di fatto raddoppia gli spazi attualmente disponibili, la possibilità che il Neuromed possa vedere aumentato il suo peso nella rete ospedaliera regionale con nuovi accreditamenti istituzionali di posti letto. Infine vogliamo sapere “se era possibile effettuare scelte diverse da parte dell’amministrazione regionale e quali motivazioni l’hanno portata a rinnovare la disponibilità di cofinanziamento a fondo perduto per il Contratto di Sviluppo Hospital & Health Services – Servizi avanzati di diagnostica ed oncogenomica”.

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