Sanità, il caso Molise: un rischio nazionale

I portavoce alla Camera Luigi Di Maio e Andrea Cecconi portano alla ribalta il sistema sanitario regionale sempre più incline al privato. A Campobasso hanno prima toccato con mano i problemi di pazienti e medici con l’ispezione all’ospedale Cardarelli, poi hanno incontrato cittadini e comitati nella sala auditorium del liceo classico ‘M. Pagano’

È stata una giornata importante. Il modo migliore per denunciare con tutto la forza possibile ciò che sta accadendo alla sanità pubblica molisana. Luigi Di Maio e Andrea Cecconi non sono giunti in Molise per passarelle mediatiche. Loro stessi, insieme a Giulia Grillo, hanno presentato una interrogazione alla Camera proprio per accendere i riflettori nazionali sul caos sanità in Molise.

Innanzi tutto hanno ascoltato le difficoltà di quanti lavorano in campo sanitario e di quanti usufruiscono di strutture destinate quasi a scomparire. L’ispezione al Cardarelli, fatta insieme ai portavoce in Regione Antonio Federico e Patrizia Manzo e a quelli del Comune di Campobasso, è stata la prima tappa di una giornata, che in un sol colpo ha confermato quanto il Movimento 5 Stelle denuncia da tempo: stanno uccidendo la sanità pubblica.incontro 2

Di Maio lo ha definito “un viaggio nel futuro della sanità italiana”. Un viaggio che “non mi piace per niente” dato che in Molise “siamo allo stadio più avanzato di privatizzazione assoluta del servizio sanitario pubblico: ho visto edifici nuovi di zecca regalati a cliniche private e ospedali pubblici in edifici degli anni ‘60, intere corsie arredate dalle associazioni di volontariato, nessun primario ma solo facenti funzione che lavorano con enorme dedizione ma delegittimati”.

Ancora Di Maio: “Sulla sanità in Molise c’è un conflitto d’interessi grande come una regione. Il privato può completare la sanità pubblica ma non sostituirla. Qui si stanno invece dismettendo interi reparti per regalarli ai privati che faranno business sui servizi sanitari. È inaudito. Se i soldi non ci sono per il pubblico non possono esserci per il privato, ma in Molise non è così. Una cosa è certa: oggi la Sanità pubblica non può e non deve essere riformata dalla classe politica che l’ha massacrata”.

Dopo l’ispezione, l’incontro pubblico al Pagano in una sala gremita. Di Maio ha ripreso ancor più forte: “Vogliamo portare ‘il caso Molise’ all’attenzione del Governo Renzi e far intervenire il Garante della Costituzione per salvaguardare il diritto dei molisani alla sanità pubblica. Il Molise è un laboratorio di pessime pratiche, forse perché c’è poca attenzione mediatica nazionale, ma qui si sta per creare un Frankenstein: quello che sta succedendo qui è il preludio di quello che succederà alla sanità in Italia. Sarebbe curioso sapere i legami politici di finanziamento pubblico, niente di illegale ma di immorale, tra i partiti che sono al governo della regione, e che stanno cedendo la sanità ai privati, e coloro che portano voti o finanziamenti pubblici. Ovviamente a partire dell’eurodeputato Patriciello, che so avere molta influenza nella sanità privata di questa regione”. IMG_9241

Anche Patrizia Manzo ha specificato che “il nostro territorio è vittima scelte calate dall’alto e di una privatizzazione strisciante: lo vediamo in tanti campi, soprattutto in Sanità”. Ma “la salute è pubblica, lo dice la Costituzione. Certo, servono interventi e ben venga il privato, ma nessuno deve svilire il pubblico”.

Antonio Federico ha ripercorso le tappe della battaglia in Consiglio regionale, la proposta del Movimento 5 Stelle per una sanità più giusta, più equa, più equilibrata, anche nei numeri. Il MoVimento 5 Stelle, infatti, ha presentato un documento che imponeva l’85% del budget previsto nel fondo regionale da destinare alle strutture pubbliche. La Regione si è girata dall’altra parte. Ad ogni modo, ha detto Federico, “la spending review non può avere più importanza della salute dei cittadini“.

Dunque, come ha spiegato Luca Praitano,abbiamo deciso di alzare l’asticella della denuncia: le condizioni della sanità molisana escono dai confini della regione e arrivano in Parlamento. Abbiamo chiamato la ‘Cavalleria’ e questa è arrivata, dando dimostrazione che riusciamo a fare rete, riusciamo a combattere uno accanto all’altro ad ogni livello, soprattutto in un momento grave e questo lo è. Il Molise sta facendo da cavia, oggetto di una sperimentazione che per ora si fa soltanto qui”.

Andrea Cecconi ha poi rincarato la dose. Lui segue la sanità per professione oltre che per politica e spiega: “Io ho conosciuto diverse realtà sanitarie in Italia, ma quello che sta accadendo in Molise non l’ho mai visto. Quando ci dicono che la sanità pubblica costa più di quella privata dicono una balla. Ai partiti politici, ormai comitati d’affari se non vere associazioni a delinquere, interessa fare soldi con la sanità privata. Hanno preso la regione più piccola, quella che fa meno clamore, per testare un modello che poi ripeteranno nel resto d’Italia. In Molise la sanità è allo sfascio: una regione in Piano di Rientro dal 2007, con l’Irpef al massimo, con personale sottoposto a blocco del turnover. Qui non si dà tutto a tutti, ma solo a chi è in grado di tirare fuori il portafoglio e pagare. La la lotta, però, non si può vincere solo a parole. Se non siete voi cittadini a difendere ciò che avete costruito, non si vince”.

Al termine degli interventi, le domande del pubblico, le richieste dei comitati e dei medici, le risposte di Luigi Di Maio e Andrea Cecconi. Il loro impegno, quello del Movimento 5 Stelle Molise e la partecipazione all’incontro sono le basi da cui riprendere con maggiore vigore la battaglia per una sanità pubblica di qualità.

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