Termoli, depuratore al collasso

L’impianto è danneggiato e funziona male. La nostra portavoce, Patrizia Manzo, porterà la rabbia di tanti cittadini in Consiglio regionale

Quella macchia marrone nel mare che si espande al largo dalla scogliera è un pugno in faccia non solo ai termolesi, ma a tutti i molisani. Una vergogna che chiunque può osservare ai piedi della zona antica della città, tra gli scogli vicini alla passeggiata sotto le mura.

La colpa è del depuratore comunale danneggiato e mal funzionante. Numerose note dell’Arpa Molise, dopo accertamenti e controlli, hanno evidenziato che l’impianto di depurazione dell’area portuale non è efficiente. I reflui che vengono immessi in mare superano di gran lunga i limiti di legge: una situazione che va avanti da anni.

Sulla questione è intervenuta la nostra Patrizia Manzo che attacca: “Assistiamo a continui scarichi di responsabilità. Dobbiamo portare il dibattito in Consiglio perché la Regione deve farsi carico del problema sanitario in quanto autorità preposta. La pianificazione urbanistica di una città non può prescindere dal dato demografico e dall’impatto ambientale: dallo smaltimento rifiuti alla depurazione, dai trasporti alla viabilità. Tutto ciò assume maggiore rilievo in una città vocata ad accogliere migliaia di turisti. Quindi sappiamo bene che l’aumento della popolazione, in un contesto privo di regole, produrrà esiti negativi, alimentando disservizi e peggiorando la qualità della vita dei residenti. A Termoli gli effetti di questo disordine li stiamo già vivendo.

Già nel 2002, poi nel 2011 – spiega la nostra portavoce – l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Regione Molise ha denunciato sversamenti di reflui non depurati, preoccupata per la salute dei bagnanti e per l’ecosistema marino. La soluzione proposta prevedeva l’utilizzo a pieno regime di un altro depuratore comunale, realizzato in zona Pantano Basso e impiegato solo per un quarto circa della sua reale capacità, un altro esempio di scarsa lungimiranza da parte della classe politica.

Oggi siamo in emergenza. A gennaio l’Arpa ha effettuato campionamenti e controlli analitici sull’impianto e nella zona di mare adiacente. Controlli richiesti con urgenza anche dalla Capitaneria di porto di Termoli dopo i quali sono state irrogate sanzioni al sindaco Sbrocca, al Comune di Termoli e alla ditta che gestisce l’impianto.

Le concentrazioni di batteri fecali come Escherichia coli sono risultate oltre i limiti imposti dalla Provincia. L’ispezione dell’impianto (in basso, nella foto, lo sbocco del depuratore tra gli scogli) ha evidenziato due rotture nella condotta che collega le vasche fondamentali alla depurazione, con conseguente fuoriuscita di parte dei reflui non trattati. Quasi scontato che nei punti di rottura il campionamento dei reflui ha mostrato un’elevata contaminazione di microbi.

 

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Quindi, come si capisce dalle ispezioni e dalle note degli organi di controllo, il Comune di Termoli e la ditta che gestisce l’impianto non hanno adottato le misure opportune e le soluzioni tecniche per rendere efficiente l’impianto in tutte le sue componenti. Per questo martedì prossimo – continua Patrizia Manzo – porteremo la questione in Consiglio regionale per spingere il governatore Frattura, in qualità di Autorità di Sanità regionale, ‘ad intervenire con urgenza, anche finanziariamente, alla sistemazione dell’impianto per eliminare le inosservanze e le ripercussioni di tali sversamenti sulla salute dei bagnanti vista la stagione estiva’. Questo scarica barile, con un’amministrazione silente e una gestione del privato fallimentare, potrebbe comportare l’aumento delle tariffe per i cittadini, ma non solo.

L’Arpam sta controllando la balneabilità lungo la costa e finora ha registrato valori inferiori ai limiti, ma non vorremmo trovarci in situazioni pericolose per la salute dei cittadini o per il comparto turistico in piena stagione estiva, quando la popolazione aumenterà e il carico sul depuratore sarà maggiore”.

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