Sanità: abbiamo portato il caso in Prefettura

Dobbiamo fare di tutto per salvare la Sanità pubblica. Dopo le azioni in Consiglio regionale e alla Camera, dopo gli incontri, i dibattiti e le marce di Isernia e Campobasso, ieri mattina siamo stati dal prefetto per sottoporgli le difficoltà del comparto e chiedere il suo intervento per scongiurare l’ulteriore riduzione dell’offerta sanitaria

Vietato abbassare la guardia. Mentre il governatore Frattura è alle prese con i discorsi su posti letto e quote pubblico-privato, resta cronica la carenza di personale nei reparti di Cardiologia, Pronto soccorso e Ortopedia del Cardarelli, reparti strategici per tutta la rete ospedaliera regionale.

È proprio questo il problema più urgente a cui porre rimedio. I medici sono sempre meno e c’è il rischio che a risentirne siano i servizi ai cittadini, soprattutto visto l’arrivo della stagione estiva e la crescita fisiologica di ricoveri delle categorie a rischio.

Ieri una nostra delegazione formata dal portavoce in Consiglio regionale, Antonio Federico, dal portavoce in Consiglio comunale a Campobasso, Luca Praitano e da Andrea Greco del Meetup di Agnone, hanno incontrato il prefetto Francescopaolo Di Menna. A lui abbiamo sottoposto le nostre preoccupazioni per i ritardi della riorganizzazione sanitaria che, insieme al blocco del turn over e al nuovo orario di lavoro europeo nel settore, comporta criticità nella possibilità di garantire con continuità la presenza di medici nei vari turni e, come abbiamo visto, in vari reparti.

È di pochi giorni fa, ad esempio, la nostra denuncia circa la precarietà in cui versa Caradiologia. Il reparto è sotto organico e rischia di perdere due medici, nonostante le rassicurazioni in tal senso. Anche di questo abbiamo parlato con il prefetto. Certo, da un lato è vero che sono già in programma concorsi per il personale, ma conoscendo i tempi dell’Asrem, c’è il rischio che non si vedano nuovi operatori per mesi e mesi. Il problema, quindi, è impellente e più che mai attuale.

Le nostre preoccupazioni – ha spiegato il nostro Antonio Federico – vanno al di là della contrapposizione politica, riguardano la salute pubblica e il ruolo istituzionale che ricopriamo. Di mezzo c’è la possibilità di una ulteriore riduzione dell’offerta sanitaria. In questo senso il nostro plauso va al personale medico che ogni giorno e ogni notte si fa in quattro per coprire tutti i turni di lavoro.
Il prefetto è rimasto colpito nel conoscere i dettagli del caos sanitario in cui viviamo, nei prossimi giorni incontrerà le parti sociali, ma soprattutto si impegnerà per evitare il rischio che i molisani debbano andare fuori regione anche per le emergenze e non vedersi garantiti i servizi essenziali”.

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