Acquedotto molisano centrale, la risposta della Commissione parlamentare

Circa un anno fa, i portavoce del MoVimento 5 Stelle Molise, Patrizia Manzo e Antonio Federico, raccogliendo la richiesta dei tanti cittadini stanchi di aspettare i consueti tempi biblici delle opere pubbliche e dopo aver portato la discussione in Consiglio regionale, hanno voluto spostare il dibattito sull’Acquedotto in Parlamento, confidando nella disponibilità dei deputati del MoVimento 5 Stelle, in particolare del portavoce Vittorio Ferraresi, a porre degli interrogativi alla Commissione parlamentare preposta.
Ieri 21 luglio, l’interrogazione “sulle iniziative per assicurare la realizzazione delle infrastrutture necessarie per il funzionamento dell’Acquedotto” ha ottenuto finalmente risposta e ne facciamo condivisione.

Risposta Commissione parlamentare su Acquedotto molisano centrale
Risposta Commissione parlamentare su Acquedotto molisano centrale

Ricordiamo che l’opera, con un investimento pubblico di circa 100 milioni di euro, dovrebbe fornire acqua potabile agli abitanti di undici paesi del basso molise localizzati nella bassa valle del Biferno in zona costiera e sub costiera. Realizzazione più che mai necessaria visti gli accadimenti dell’ultimo anno che più volte il MoVimento 5 Stelle ha denunciato.

Ad oggi, non ci sono più scuse. Spetta alla Regione e al Commissario straordinario chiarire gli aspetti prescritti dal CIPE, in merito ai costi della transazione con la ditta appaltatrice in attesa del parere dell’Avvocatura Distrettuale di Campobasso, e rispondere alla nota del DIPE del 10 giugno scorso che chiede approfondimenti sul Quadro tecnico finanziario per il finanziamento aggiuntivo da parte della Regione in seguito alla variante richiesta e sulla rendicontazione dell’utilizzo delle economie per IVA di circa 22 milioni.

Rispetto al progetto iniziale, si sa che oltre il 90% dell’opera è completata. Tuttavia, durante l’audizione nella seduta di febbraio della III Commissione consiliare, il Commissario straordinario e gli intervenuti, in attesa dell’approvazione da parte del CIPE della variante, avevano dichiarato che era possibile consegnare l’opera per frazionamento e iniziare ad allacciare all’acquedotto i primi comuni. L’ing Carlea si era impegnato a inviare alla commissione un cronoprogramma delle opere ma purtroppo, ad oggi, i consiglieri M5S ancora attendono, come tutti i cittadini interessati.

Nell’attesa che il progetto venga ultimato e che la Regione risponda alle prescrizioni del CIPE, tutti i comuni interessati continuano ad approvvigionarsi di risorse idriche provenienti dal potabilizzatore della diga di Ponte Liscione ma il Basso Molise non vuole e non può più aspettare di vedere realizzata un’opera fondamentale per la fruibilità di un bene prezioso e importante per la salute dei suoi abitanti.

Chiediamo alla Giunta di prendere seriamente in mano la situazione perché altrimenti sarebbe da fessi fermare il completamento dell’opera per una inefficienza amministrativa.

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