La spending review in tre mosse

Ecco la nostra ricetta per tagliare i costi della politica. Tre semplici idee che difendiamo da anni. Tutti parlano di contenimento della spesa, solo il Movimento 5 Stelle fa i fatti. In Molise i nostri Patrizia Manzo e Antonio Federico hanno già risparmiato oltre 400mila euro

Giorni fa la notizia per cui i gruppi consiliari regionali costano ai molisani molto più di quanto costano in Lombardia. Nella nostra regione ci sono 20 consiglieri per circa 300mila abitanti, mentre in Lombardia 80 consiglieri per circa 10 milioni abitanti. Quindi il costo del singolo consigliere in Lombardia è ripartito su una popolazione circa 8,5 volte maggiore a quello molisano.

Il contributo per il funzionamento dei gruppi consiliari di tutte le Regioni, oggetto dell’analisi pubblicata giorni fa da Openpolis (osservatorio civico online autorevole sulla politica italiana), è stato definito dal decreto legge 174/2012 che prevedeva un contributo fisso per consigliere, più il riparto di un fondo costituito dal prelievo di 5 centesimi per abitante.

La storia del Consiglio regionale racconta che, in questo modo, i circa 311mila molisani, pagando 5 centesimi a testa, avrebbero dovuto regalare 740 euro a ognuno dei loro 21 consiglieri, mentre i circa 10 milioni di lombardi cedevano ai loro 80 consiglieri ben 6250 euro.

La disparità non piacque a Frattura, Niro e alla maggioranza Pd, quella famosa notte del 25 luglio 2013. Nella legge approvata fecero in modo che ogni cittadino della nostra regione pagasse i suoi 5 centesimi a ogni singolo consigliere, e non a tutti i consiglieri come chiaramente disponeva  la legge nazionale, moltiplicando l’obolo e il fondo. Il Movimento 5 Stelle Molise provò in tutti i modi a sollevare questa fraudolenta interpretazione, denunciando la pratica scorretta e presentando emendamenti legittimi. Difatti, dopo alcuni mesi, l’idea è stata accantonata vista l’evidente irregolarità, non con la necessaria e definitiva modifica della legge, ma in maniera ipocrita, solo con la sospensione fino a fine legislatura della quota relativa ai 5 centesimi.

E veniamo alle somme. Per onestà intellettuale bisogna sottolineare un aspetto: l’importo stimato da Openpolis di 5 centesimi per la Lombardia comprende solo la quota del fondo che viene ripartito tra i vari gruppi politici, senza considerare la quota fissa. Per quanto riguarda il Molise, invece, pur gonfiando il fondo come fece il governo Frattura e sommando la quota fissa per consigliere non si arriva alla cifra proposta di circa 3,61 euro ad abitante. Possibile che nel calcolo eseguito per il Molise siano stati aggiunti anche gli importi per il personale in servizio ai gruppi o, magari, si è tenuto conto del contributo illegittimo e spropositato dei primi mesi.

Tuttavia i costi della macchina consiliare molisana restano altissimi. Per questo abbiamo proposto la nostra spending review in tre punti:
ridurre le indennità di carica e di funzione dei consiglieri
eliminare la quota dei cinque centesimi annui ad abitante per consigliere regionale per finanziare i gruppi (misura ora sospesa dopo le nostre segnalazioni)
ridurre la quota di rimborso forfettario dello stipendio dei consiglieri

Intanto il Pd cosa ha fatto? Ha prima provato a mantenere il famigerato “articolo 7” per i portaborse, (anche in quel caso provammo a presentare emendamenti per annullare l’illegittimità del contributo) stoppato dal ministero su nostra segnalazione; poi ha provato a gonfiare il fondo dei gruppi consiliari, ma è stato bloccato ancora. Oggi, infine, addirittura il governo nazionale si intesta la battaglia del taglio ai costi della politica violentando la Costituzione con una riforma che fa acqua da tutte le parti.
D’altronde, senza disturbare i padri costituenti e dando esempio di coerenza e onestà, solo nel Molise il MoVimento 5 Stelle ha già rinunciato a più di 400mila euro. Chi fa parole e chi fa i fatti.

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