Agnone tra l’ospedale bluff e la maxi festa Pd

A un mese e mezzo dal nostro sopralluogo in compagnia dei colleghi abruzzesi e dalla nostra interrogazione, ancora attendiamo risposte sulle condizioni e il futuro dell’ospedale San Francesco Caracciolo. Intanto domani il Pd si autocelebra proprio in Altomolise: quale migliore occasione per i governatori Frattura e D’Alfonso di spiegare ai cittadini dove e come potranno curarsi in futuro?

Altri quaranta giorni di silenzio dopo mesi e mesi di continuo declino. Il San Francesco Caracciolo è ormai ridotto a ospedale bluff. Lo dicono gli operatori della struttura, lo confermano i tagli ai servizi e la diminuzione del personale. A luglio i nostri portavoce in Consiglio regionale Antonio Federico e Patrizia Manzo, insieme ad alcuni attivisti di Agnone e alla portavoce in Regione Abruzzo, Sara Marcozzi, hanno visitato il Caracciolo proprio per verificare il silenzioso smantellamento dell’ospedale. Ne è venuta fuori una interrogazione già presentata in Regione Molise e che nelle prossime ore sarà presentata anche in Abruzzo.

Il documento prende spunto dal “Programma Operativo Straordinario 2015-2018” concernente la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale che prevede il Caracciolo ospedale di area disagiata, vista la zona che assiste e che abbraccia anche tanti comuni abruzzesi.

Già a marzo 2015, Frattura plaudeva alla risoluzione del Consiglio regionale abruzzese che impegnava la Giunta “ad attivarsi perché venga riconosciuta e affermata la necessità di mantenere in vita l’ospedale di Agnone”, gettando “basi solide e reali per costruire insieme, Abruzzo e Molise, accordi di confine e convenzioni utili ad assicurare a tutti i nostri cittadini il diritto alla salute“. Una gioia che irrefrenabile che ad ottobre faceva specificare a Frattura che “ad Agnone l’ospedale di area disagiata si salva grazie alla condivisione della regione Abruzzo che, con il Molise, investe su quell’offerta per il territorio e i cittadini

Dopo un anno, però, il Caracciolo è in sofferenza per carenza di personale, di programmazione e per assenza di prospettiva. Per questo nella nostra interrogazione chiediamo a Frattura

1) se conferma la volontà di stipulare accordi di confine con la Regione Abruzzo o se questi accordi sono già stati siglati.
2) come si vuole far corrispondere la dotazione strumentale, di posti letto, personale e di servizi dell’ospedale agnonese, ora non adeguate, con le precise indicazioni del ministero sulla definizione di presidio ospedaliero di zona particolarmente disagiata.
3) se c’è l’intenzione di valorizzare la dotazione di personale, medici, operatori e soprattutto anestesisti, per poter sfruttare al meglio il blocco operatorio presente nella struttura, recentemente oggetto di riqualificazione
4) se c’è la volontà di ripristinare un servizio telematico di diagnostica per immagini collegato con l’ospedale di Isernia.

Frattura ancora non risponde a queste domande, ma una speranza c’è. Domani, infatti, Il Pd si riunisce in Altomolise per la Festa interregionale de l’Unità. Il programma non prevede interventi sulla sanità proprio in uno dei luoghi simbolo dello sfascio sanitario in atto, ma siamo fiduciosi che, vista anche la presenza del governatore D’Alfonso, le risposte non mancheranno. I vertici di Abruzzo e Molise non le devono a noi, ma ai cittadini.
Insomma, mentre festeggiate pensate a chi non sa ancora quando, dove e come possono curarsi.

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